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Vini Maremma Toscana: “Tagliare le rese non basta. Servono interventi strutturali”

Vini Maremma Toscana: “Tagliare le rese non basta. Servono interventi strutturali”

In Maremma Toscana le rese effettive di uva/ettaro sono già molto inferiori ai limiti previsti dal disciplinare. Una loro riduzione, anche significativa sulla carta, non produrrebbe alcun beneficio concreto nella gestione del mercato

14 luglio 2026 | 10:30 | C. S.

In un momento in cui numerose denominazioni italiane stanno valutando o adottando riduzioni delle rese produttive come strumento di gestione dell'offerta, il Consiglio di Amministrazione del Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana esprime una posizione diversa, fondata sulle peculiarità del territorio e sui dati reali di produzione.

Il Consiglio di Amministrazione del Consorzio ritiene che, nella fase attuale del mercato, siano più efficaci misure di carattere strutturale, capaci di intervenire direttamente sul potenziale viticolo e di accompagnare l'evoluzione della domanda, tenendo conto anche del diverso orientamento dei mercati. "Ogni territorio ha caratteristiche produttive profondamente diverse e le decisioni devono partire dall'analisi dei dati reali, non da soluzioni valide indistintamente per tutti", afferma il Presidente del Consorzio, Francesco Mazzei.

In Maremma Toscana le rese effettive di uva/ettaro sono già molto inferiori ai limiti previsti dal disciplinare. Una loro riduzione, anche significativa sulla carta, non produrrebbe alcun beneficio concreto nella gestione del mercato. “Oggi abbiamo bisogno di strumenti che affrontino le criticità in modo strutturale, intervenendo sul potenziale produttivo e accompagnando l'evoluzione della domanda internazionale. Dobbiamo programmare il futuro della denominazione con una visione di lungo periodo, tenendo conto anche dei cambiamenti nei consumi, che vedono una crescente richiesta di vini bianchi rispetto ai rossi. Servono scelte coraggiose, basate sull'efficacia e non su misure simboliche", spiega Mazzei.

“Per questo motivo”, prosegue Mazzei, “riteniamo che sia indispensabile bloccare l’automatismo dell’aumento indistinto dell’1% annuo della superficie vitata concessa mediante le autorizzazioni all’impianto, che ha portato l’Italia ad essere l’unico tra i grandi Paesi produttori europei ad aumentare negli ultimi anni il proprio potenziale viticolo. Possiamo farlo intanto per un anno, meglio sarebbe per due. Poi, a nostro avviso, è necessario anche un intervento diretto sul potenziale viticolo che preveda estirpazioni mirate e indirizzate verso le aree meno vocate, effettuate però senza intaccare le risorse destinate alla promozione, agli investimenti e all’innovazione, in modo da riequilibrare l’offerta.”

Il Consorzio Vini Maremma Toscana conferma con questa decisione il proprio impegno a sostenere una gestione della denominazione basata su analisi tecniche, sostenibilità economica delle imprese e capacità di interpretare con pragmatismo le trasformazioni del mercato vitivinicolo.

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