Associazioni di idee
Allarme caro carburante sul carrello della spesa
Alcuni gruppi della GDO hanno già chiesto ai fornitori un contributo per il caro-carburanti. Occorre un credito di imposta commisurato alle maggiori spese energetiche sopportate in questo periodo complesso
26 marzo 2026 | 09:30 | C. S.
Costi dell’energia alle stelle, difficoltà nella logistica e aumenti dei noli nei trasporti, grande incertezza nella programmazione aziendale. A quasi un mese dallo scoppio della crisi iraniana, ASSITOL, l’Associazione Italiana dell’Industria olearia, aderente a Federalimentare e Confindustria, esprime forti timori per l’impatto che la guerra in Medio Oriente rischia di avere sulle aziende associate, già provate negli ultimi anni prima dal Covid, poi dalla guerra in Ucraina.
L’Associazione rappresenta una galassia di imprese e settori molto diversificati all’interno dell’industria agroalimentare, che va dagli oli d’oliva agli oli da semi, dai condimenti spalmabili al lievito da zuccheri, dagli ingredienti per pane, pizza e pasticceria alle farine gluten-free, fino al biodiesel e alle agroenergie. Può quindi contare su un “osservatorio della crisi” privilegiato.
“Apprezziamo l’impegno del Governo a favore del taglio delle accise e dell’alleggerimento degli oneri ambientali – osserva Andrea Carrassi, Direttore generale dell’Associazione – tuttavia, il blocco prolungato dello Stretto di Hormutz avrà effetti ad ampio raggio non soltanto sul mercato di gas e petrolio, ma anche sulla tenuta della produzione industriale. È la stessa sicurezza degli approvvigionamenti ad essere messa in forse, un problema che purtroppo il nostro agroalimentare ha affrontato più volte a partire dal Covid”. A questo vanno aggiunti l’incremento della spesa dei trasporti – alcuni gruppi della GdO hanno persino chiesto ai fornitori un contributo per il caro-carburanti – mentre notizie come il razionamento dei carburanti in Slovenia e lo stop del Gnl da parte di Qatar Energy per causa di forza maggiore, confermano l’incertezza del quadro economico. “L’impatto finale lo stiamo vedendo nel carrello della spesa, che registra già i primi aumenti”.
“In un Paese come il nostro, da sempre deficitario di materie prime, la food security rappresenta un problema strutturale – ricorda il direttore di ASSITOL - su tutti i principali filoni alimentari, l’Italia è, da sempre, costretta a ricorrere all’import. Tuttavia, per colpa del conflitto, questo quadro si sta aggravando progressivamente”, avverte Carrassi. In particolare, gas naturale e fertilizzanti, fondamentali per tutte le filiere agroalimentari, hanno subìto una vertiginosa impennata, tanto da indurre i fornitori a lanciare immediati segnali di allarme circa il pericolo di ulteriori aumenti di settimana in settimana.
Per queste ragioni, l’Associazione invita tutto il mondo dell’agroalimentare a fare squadra e a sostenere l’azione delle istituzioni. “ASSITOL si dichiara disponibile a collaborare con il Governo,– afferma Carrassi – con l’intento di individuare insieme misure specifiche a sostegno delle aziende manifatturiere, come il credito di imposta commisurato alle maggiori spese energetiche sopportate in questo periodo complesso”.
Accanto alle misure d’emergenza, appare necessario ragionare anche sulla strategia futura. “Il Covid e le crisi internazionali degli ultimi anni sembrano non averci insegnato nulla - è il commento del direttore generale di ASSITOL -. L’Europa deve tornare protagonista È indispensabile costruire un sistema produttivo più autosufficiente e competitivo, lavorando a Bruxelles sulla soluzione dei problemi comuni: logistica, approvvigionamento, valorizzazione dei prodotti agroalimentari, sostenibilità”. Un invito che l’Associazione non lancia certo per la prima volta: “A partire dalla pandemia, il tema della food security torna ciclicamente a incidere sulla vita di aziende e cittadini. Il timore è che, anche stavolta, non entri ai primi posti nell’agenda della politica, a Roma come a Bruxelles. Se succedesse, sarebbe l’ennesima occasione mancata”.
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