Associazioni di idee
L'Interprofessione delle olive da tavola spagnole contro l'accordo UE-Mercosur
Luis Planas ha pubblicamente difeso l'accordo commerciale tra l'Unione Europea e il Mercosur, sottolineando che eliminerà i dazi sul 93% dei prodotti europei esportati. Non solo il dazio sulle olive da tavola europee rimane in vigore nei mercati del Mercosur, ma l'accordo prevede anche una graduale apertura del mercato UE ai paesi del blocco sudamericano
08 febbraio 2026 | 09:00 | C. S.
Il Ministro dell'Agricoltura, della Pesca e dell'Alimentazione, Luis Planas, ha pubblicamente difeso l'accordo commerciale tra l'Unione Europea e il Mercosur come un "motore di esportazione" e una "garanzia di approvvigionamento", sottolineando che eliminerà i dazi sul 93% dei prodotti europei esportati nella regione.
Tuttavia, questa interpretazione ottimistica e generalizzata solleva una domanda inevitabile: cosa succede ai settori non inclusi in quel 93%? Cosa succede quando un prodotto che dipende principalmente dalle esportazioni si ritrova proprio tra quelli esclusi, e i suoi concorrenti ne traggono un vantaggio?
E, soprattutto, quale messaggio invia questo a un settore come quello delle olive da tavola, un prodotto strategico per molte zone rurali della Spagna, soprattutto in Andalusia ed Estremadura, che subisce da anni i dazi imposti dagli Stati Uniti sulle olive nere spagnole, con le ben note conseguenze?
Il Ministro Planas ritiene che le olive da tavola meritassero questo trattamento? Perché non si tratta di un prodotto marginale. La Spagna è leader mondiale nella produzione e nelle esportazioni e questo settore rappresenta migliaia di posti di lavoro diretti e indiretti, soprattutto in Andalusia ed Estremadura, costituendo la spina dorsale del tessuto agroindustriale di molte regioni.
Inoltre, l'effetto negativo di questa esclusione è duplice. Non solo il dazio sulle olive da tavola europee rimane in vigore nei mercati del Mercosur, ma l'accordo prevede anche una graduale apertura del mercato UE ai paesi del blocco sudamericano.
E qui vale la pena ricordare un fatto cruciale. L'Argentina non è un attore minore, ma un importante produttore ed esportatore di olive da tavola, un concorrente diretto sui mercati internazionali e un potenziale beneficiario di un maggiore accesso al mercato europeo.
Pertanto, mentre il dazio all'importazione del Mercosur sulle olive dall'Europa, e quindi dalla Spagna, rimane in vigore, il mercato europeo si sta aprendo ai paesi del Mercosur, esponendo il settore spagnolo a una maggiore pressione competitiva all'interno della stessa Unione Europea.
È giusto questo nei confronti di un settore come quello delle olive da tavola, che soffre dei dazi statunitensi dal 2018? Le olive da tavola dovevano essere una delle pedine di scambio nei negoziati?
Il ministro sapeva che le olive da tavola sarebbero state escluse dal pacchetto di liberalizzazione tariffaria, mentre le olive del Mercosur sarebbero state incluse, eppure questo è stato accettato senza discutere?
Perché ciò che è veramente preoccupante, oltre agli effetti negativi, è la totale mancanza di sensibilità della Commissione Europea nei confronti di un settore duramente colpito dai dazi statunitensi dal 2018. Come è stato possibile accettarlo? Il ministro ritiene giusto che il 93% dei prodotti benefici dell'eliminazione dei dazi, ma le olive continuino a subirli?
Il ministro ha menzionato alcuni dei prodotti che ne trarranno beneficio, ma non ha menzionato nessuno di quelli che saranno danneggiati, come le olive da tavola, uno dei settori che ha subito le maggiori perdite commerciali negli ultimi anni.
Pertanto, la domanda è inevitabile: il Ministero prevede di attuare misure compensative per questo settore? Saranno previsti meccanismi di sostegno specifici? Verrà avviato un processo per rivedere o migliorare le condizioni durante l'attuazione dell'accordo?
L'accordo UE-Mercosur può offrire opportunità a molti, ma non dovrebbe andare a scapito di settori come quello delle olive da tavola, che stanno già soffrendo abbastanza.
Potrebbero interessarti
Associazioni di idee
E' ora della mobilitazione: trattori a Roma il 7 marzo
Coapi, dopo il presidio a Bormio, è pronto a darsi raccolta a Roma per continuarfe una protesta contro la lenta agonia del sistema agricolo nazionale: i numeri non raccontano la sofferenza di migliaia di piccoli e medi imprenditori agricoli
08 febbraio 2026 | 10:30
Associazioni di idee
Luci e ombre dell'ortofrutta italiana tra export e geopolitica
I dati riportano nei primi dieci mesi del 2025 un calo delle performance per volumi produttivi, a causa delle avversità climatiche. Con 17 miliardi di euro soltanto per il fresco, l’ortofrutta rappresenta comunque un quarto del totale della produzione agricola nazionale
08 febbraio 2026 | 10:00
Associazioni di idee
I trattori degli agricoltori alle olimpiadi in mobilitazione contro la crisi
La protesta avviata dalla mobilitazione di centinaia di trattori nel centro di Milano il 9 gennaio scorso, proseguita a Vittoria, Parma, Avellino, Padova con lo sviluppo di allargarsi con ulteriori tappe in diversi altri territori, anche durante le Olimpiadi a Bormio
05 febbraio 2026 | 08:30
Associazioni di idee
A rischio gli investimenti di ammodernamento frantoi PNRR in Sardegna
La Sardegna è l'unica regione a zero pagamenti. Imprese al collasso per un cortocircuito burocratico, ora a rischio revoca 1,4 milioni di euro destinati all’ammodernamento con i frantoiani esposti con le banche
04 febbraio 2026 | 12:15
Associazioni di idee
Cia diventa partner strategico dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo
Cia ha scelto di mettere a disposizione dell’Università competenze, esperienze e relazioni per progettare e organizzare insieme attività di formazione costruite su misura, stringere contatti sempre più diretti con gli studenti e sostenere progetti comuni di innovazione e ricerca
03 febbraio 2026 | 10:00
Associazioni di idee
Presidio del territorio e reattività contro la Xylella per salvaguardare l’olivicoltura di eccellenza
La miglior misura che stiamo mettendo in atto, seppur con grande sacrificio per i produttori, resta l'eradicazione. È l’unico modo per salvaguardare le nostre produzioni d’eccellenza
03 febbraio 2026 | 09:00