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Operazione anti-frode Ape Pulita: le truffe danneggiano tutti, fermarle è fondamentale
Sequestro nel Chietino di 50 tonnellate di miele e 12 di zucchero falsamente dichiarati biologici. Le frodi alimentari costituiscono un serio rischio per la credibilità di un comparto in forte sviluppo come quello biologico
17 novembre 2025 | 14:00 | C. S.
In relazione al recente episodio che, nell’ambito dell’operazione “Ape Pulita”, ha portato al sequestro nel Chietino di 50 tonnellate di miele e 12 di zucchero falsamente dichiarati biologici, FederBio e AssoBio ribadiscono con forza il loro impegno nella lotta contro le frodi nel biologico, a tutela dei produttori onesti, dei consumatori e dell'intera filiera.
Le due associazioni ringraziano il Nucleo investigativo di polizia ambientale, agroalimentare e forestale (Nipaaf) di Chieti e il Nucleo carabinieri forestale di Villa Santa Maria che hanno portato alla luce le gravi irregolarità nell'uso illecito di certificazioni biologiche e proceduto al sequestro dei prodotti contraffatti.
Le frodi alimentari costituiscono un serio rischio per la credibilità di un comparto in forte sviluppo come quello biologico, che vale oltre 10 miliardi tra mercato interno ed export ed è sostenuto da consumatori sempre più attenti alla sostenibilità e alla tutela degli ecosistemi.
“Condanniamo con fermezza la frode sul falso miele biologico scoperta in Abruzzo – dichiara Nicoletta Maffini, Presidente di AssoBio -. Come già avvenuto in passato per altri casi di frode, ribadiamo che simili comportamenti danneggiano gravemente i produttori onesti e minano la fiducia dei consumatori nei confronti del biologico. Ancora una volta sottolineiamo l’urgenza di introdurre il Marchio del biologico italiano, fondamentale per garantire la riconoscibilità e la valorizzazione delle produzioni bio nazionali. Allo stesso tempo riteniamo importante rafforzare i sistemi di controllo attraverso l’impiego di tecnologie digitali avanzate, in grado di assicurare una tracciabilità completa, trasparente e continua anche nelle filiere più complesse”.
“Siamo da sempre in prima linea nel segnalare alle autorità competenti situazioni di rischio - sottolinea Maria Grazia Mammuccini, Presidente di FederBio - Gli illeciti agroalimentari rappresentano una forma di concorrenza sleale a danno di tutti i produttori seri e onesti che investono con convinzione nel biologico.
Fermare le truffe è anche una responsabilità verso i cittadini che scelgono sempre più alimenti biologici per la propria salute e la tutela dell'ambiente.
Per questo occorre puntare sull’innovazione anche sui sistemi dei controlli. Un aiuto concreto arriverà dall'imminente introduzione del Marchio del biologico italiano, uno strumento che permetterà di identificare immediatamente i prodotti bio realizzati con materie prime coltivate esclusivamente in Italia, valorizzando così l'identità e il legame con il territorio”.
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