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La manovra spagnola contro l'olio di Coratina nasconde fini commerciali

La manovra spagnola contro l'olio di Coratina nasconde fini commerciali

Il cuore del problema è un parametro tecnico usato come arma politica: la rigida e inspiegabile volontà del Consiglio oleicolo internazionale di non aggiornare il limite massimo sugli Steroli Totali

07 ottobre 2025 | 15:00 | C. S.

Unaprol, il Consorzio Olivicolo Italiano, lancia un appello a tutela della produzione di olio extra vergine d'oliva della varietà Coratina, eccellenza tra le più rappresentative dell’olivicoltura italiana, oggi gravemente minacciata da strumentalità burocratiche in ambito COI destinate a creare un evidente vantaggio competitivo per la Spagna. Unaprol ha prontamente inviato una nota al Ministro dell'Agricoltura, On. Francesco Lollobrigida, per difendere migliaia di produttori e la qualità del Made in Italy.

Il cuore del problema è un parametro tecnico usato come arma politica: la rigida e inspiegabile volontà del COI di non aggiornare il limite massimo sugli Steroli Totali (1000 mg/kg). L'olio di Coratina, pur essendo di altissima qualità e tra i più apprezzati per le sue caratteristiche organolettiche, a causa dei cambiamenti climatici (come accade anche per altre varietà attualmente monitorate), presenta valori di Steroli inferiori. Come previsto dalle procedure internazionali, l’Italia ha fornito per tre anni prove scientifiche che dimostrano chiaramente la problematica e ha richiesto una deroga specifica per la Coratina, una procedura standard già concessa ad altre varietà italiane ed estere (come la Nocellara o la greca Koroneiki).

Il veto spagnolo non è un semplice disaccordo tecnico è una chiara mossa politica e commerciale, studiata per colpire il principale concorrente della Spagna, senza la deroga, una parte significativa della nostra produzione nazionale sarà penalizzata. Granieri, Unaprol “è inaccettabile che una delle nostre cultivar più rappresentative, un’eccellenza del Made in Italy, venga messa in ginocchio da un ostacolo fintamente tecnico-burocratico ma in realtà è una manovra politica. Il mancato inserimento della Coratina tra le cultivar in deroga causerà danni ingenti alla nostra economia agricola-olivicola, proprio in un momento in cui l’Italia, con il Decreto ‘Coltiva Italia’, ha deciso di investire 300 milioni di euro nel settore con l’obiettivo di aumentarne la produzione. Forse il fatto che l’olivicoltura venga riconsiderata come asset strategico per l’agricoltura italiana preoccupa la Spagna. Occorre pretendere regole eque che proteggano i nostri produttori da parametri obsoleti, usati strumentalmente soprattutto all’interno del COI.”

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