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Registrazione olive entro 6 ore: osservazioni e proposte operative
Le criticità della normativa sul limite delle 6 ore per la registrazione delle olive in frantoio: impossibile applicarlo per le olive da mensa destinate a olio e dubbi interpretativi riguardo cooperative e organizzazioni di produttori
19 settembre 2025 | 09:00 | C. S.
Con l’approssimarsi della nuova campagna olearia e alla luce dell’entrata in vigore della norma che impone ai commercianti di olive l’obbligo di registrare, entro sei ore dall’acquisto, la consegna delle olive ai frantoi attraverso il portale SIAN, UNAPOL e Confagricoltura per primi hanno presentato, già dal mese di luglio, una nota congiunta agli Uffici preposti del MASAF, sollevando alcune criticità in merito all’applicazione del Decreto Ministeriale del 18 settembre 2024.
L’intento è contribuire, con spirito costruttivo, a un'applicazione equilibrata del provvedimento, che salvaguardi la trasparenza della filiera ma tenga conto delle specificità operative del settore. Nella nota si sottolinea, ad esempio, l’opportunità di estendere l’esonero previsto per gli olivicoltori anche a coloro che operano in forma associata, come cooperative, Organizzazioni di Produttori e loro consorzi. In questi casi, infatti, non si configura un rapporto commerciale tra le parti, ma un conferimento di prodotto da parte dei soci, in linea con quanto previsto dall’articolo 2135 del Codice Civile e confermato anche da recenti risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate.
Ulteriori criticità riguardano alcune casistiche operative che rischiano di rendere impraticabile il rispetto del termine delle sei ore. È il caso delle olive provenienti dalla filiera da mensa, che richiedono una selezione per calibro più lunga e articolata, e dei trasferimenti su lunga distanza, frequenti nelle dinamiche commerciali tra regioni diverse, dove i tempi di percorrenza possono superare il limite stabilito dalla norma anche a causa di imprevisti o condizioni logistiche.
UNAPOL accoglie con favore la disponibilità espressa dal Sottosegretario Patrizio Giacomo La Pietra a valutare una proroga di dodici mesi dell’entrata in vigore della norma. Un rinvio consentirebbe di approfondire gli aspetti tecnici e giuridici emersi dal confronto con le associazioni di categoria e di apportare i necessari correttivi, senza compromettere il corretto svolgimento della campagna olivicola 2025-2026.
Il presidente di UNAPOL, Tommaso Loiodice, sottolinea come la norma sia ispirata da una finalità condivisibile, ovvero garantire maggiore tracciabilità e contrastare le frodi nella filiera dell’olio extravergine italiano, ma ribadisce anche la necessità di un’applicazione ragionata. «Il sistema dei registri – afferma – può rappresentare un valido strumento di tutela e valorizzazione del prodotto, ma deve essere compatibile con le dinamiche reali della filiera. È fondamentale – prosegue – che le norme riconoscano e rispettino le specificità operative di frantoi, cooperative e operatori commerciali, affinché nessuno venga penalizzato nel proprio lavoro quotidiano.»
UNAPOL conferma la propria disponibilità a collaborare con l’Amministrazione affinché la norma possa essere applicata in modo efficace e sostenibile. L’obiettivo comune resta quello di costruire una filiera olivicola trasparente, moderna e competitiva, in grado di valorizzare il lavoro degli operatori e di garantire la qualità del prodotto italiano.
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