Associazioni di idee
Dazi e inflazione preoccupano il settore italiano nell'olio di oliva
L’accordo raggiunto tra Europa e Stati Uniti consentirebbe all’export di settore di mantenersi competitivo. Restano però i timori su dollaro debole e inflazione. Per soddisfare la domanda dei loro consumatori, gli Stati Uniti sono costretti a importare il 95% dell’olio di cui hanno bisogno.
28 luglio 2025 | 14:00 | C. S.
I dazi al 15% sono da considerarsi sostenibili, ma preoccupano i rischi legati alla debolezza del dollaro e all’inflazione. È questo il commento di ASSITOL, l’Associazione Italiana dell’Industria Olearia aderente a Federalimentare e Confindustria, sull’accordo tariffario appena raggiunto tra USA e UE. “I dazi non piacciono a nessuno – afferma Anna Cane, presidente del gruppo olio d’oliva dell’Associazione -. Tuttavia, questa percentuale, che vale per tutti i produttori europei, consente al nostro export di lottare ad armi pari con gli altri competitors europei ed extra UE”.
Negli ultimi anni, il settore ha vissuto difficili campagne di produzione, a causa del cambiamento climatico e delle tensioni internazionali, che hanno provocato aumenti dei costi e quotazioni in crescita. “Questo periodo complesso ci ha insegnato a resistere – osserva Anna Cane – se i dazi non superano questa soglia, le aziende possono continuare a lavorare, confermando la nostra storica propensione all’export”. A pesare, però, saranno anche il valore del dollaro, oggi più debole rispetto all’euro, e il rischio inflazione proprio a causa dei dazi. “Per questa ragione, auspichiamo l’intervento dell’Unione Europea sui principali nodi della competitività delle imprese, come burocrazia, energia e accesso al credito”.
Per l’Italia, gli Stati Uniti sono un mercato fondamentale. A livello mondiale, infatti, rappresentano il maggior acquirente di olio d’oliva: per rispondere alla domanda dei consumatori americani, sempre più attenti alla salute, sono obbligati a importare il 95% dell’olio d’oliva di cui hanno bisogno. “Gli USA sono un caso da manuale – spiega la presidente degli imprenditori - utilizzano un claim salutistico per indicare che questo prodotto è un’alternativa salutare per il cuore rispetto ai grassi di origine animale”. Gli States sono anche il secondo consumatore al mondo di questo prodotto, con una media di circa 370mila tonnellate l’anno: entro il 2030 potrebbero superare addirittura i consumi dell’Italia. In pratica, questo alimento, capace di regalare gusto e benessere al nostro organismo, è scelto per le sue qualità salutistiche e nutrizionali. “In virtù di queste caratteristiche, gli americani sono disposti a pagare un costo non proprio economico per il nostro extra vergine, accettando quindi anche i dazi, se sono ragionevoli. Il nostro augurio è che proprio le qualità salutistiche dell’olio d’oliva siano riconosciute, inserendolo nella lista dei prodotti esenti da questa tassa”.
Anche grazie all’extra vergine d’oliva, l’Italia è al decimo posto nella classifica dell’export alimentare. Secondo ASSITOL, “sono ormai decine gli studi che dimostrano come l’olio sia un ottimo investimento sulla nostra salute. In futuro, la nostra promozione all’estero dovrà puntare soprattutto su questo aspetto, sempre più rilevante per i consumatori”. Un dato rilevante è che la tariffa al 15% mette alla pari tutti i produttori europei, mentre nel Mediterraneo altri competitors affrontano dazi molto superiori.
Secondo il Consiglio Oleicolo internazionale, l’olio d’oliva rappresenta appena il 4% del consumo totale di grassi alimentari nel mondo. “C’è ancora molto da lavorare per il nostro extra vergine – conclude la presidente del gruppo olio di oliva dell’Associazione -. L’auspicio è che, con l’aiuto delle istituzioni e di concerto con la filiera, si possa costruire un’autentica conoscenza dell’alimento, attraverso campagne di promozione e divulgazione internazionale. Più si conosce l’olio, più lo si consuma”.
Potrebbero interessarti
Associazioni di idee
Acquirenti di olio di oliva troppo vecchi, occorre invertire il trend
Soltanto il 5% di chi compra regolarmente olio d’oliva appartiene alla Generazione Z. Per un settore che oggi vale 4 miliardi di fatturato, queste sono notizie preoccupanti ed è chiaro che la sfida investe la comunicazione e in tempi brevi
30 aprile 2026 | 13:40
Associazioni di idee
Lavorazioni obbligatorie contro Xyella fastidiosa: termini prorogati al 15 e 30 maggio
La misura, adottata dall’Osservatorio fitosanitario regionale anche alla luce delle difficoltà causate dal maltempo e dalle piogge delle ultime settimane, rappresenta una risposta concreta alle esigenze operative segnalate dal territorio
30 aprile 2026 | 10:15
Associazioni di idee
Olivicoltura calabrese sotto attacco, servono interventi urgenti
Coldiretti Calabria chiede: stop alle aste al doppio ribasso nella GDO, maggiore trasparenza in etichetta sull’origine delle olive, rafforzamento dei controlli sulla qualità reale dei prodotti, introduzione e applicazione effettiva del principio di reciprocità negli scambi internazionali
29 aprile 2026 | 13:35
Associazioni di idee
Contro il Mercosur la diffida degli agricoltori italiani a Von der Leyen
L'atto formale di Altragricoltura sostenuto da M5S, Lega e Verdi, con cui inizia una nuova fase di impegno che si stanno battendo contro la crisi piuttosto che continuare ad ascoltare le sirene delle lobbies
29 aprile 2026 | 09:00
Associazioni di idee
La crisi dell'agricoltura europea: è ora che la Commissione agisca!
Costi in aumento e produzioni in calo mettono a rischio la sicurezza alimentare. Le organizzazioni agricole, riunite nel Copa-Cogeca, chiedono misure urgenti e il rafforzamento della PAC
28 aprile 2026 | 09:00
Associazioni di idee
Olio extravergine alleato di sport e dieta
Abbinamenti alimentari e qualità dell’olio extravergine di oliva incidono su metabolismo, energia e recupero. Il re della dieta mediterranea può aiutare a “bruciare i grassi” se usato nel modo giusto
27 aprile 2026 | 14:30