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Serve collaborazione tra GDO e olivicoltori per difendere l'olio di oliva italiano
L’Italia rappresenta solo il 10% della produzione mondiale di olio di oliva e, a sua volta, l’olio di oliva rappresenta il 2% degli oli consumati a livello mondiale. La Grande Distribuzione deve diventare un’alleata degli olivicoltori italiani
24 giugno 2025 | 18:30 | C. S.
Occorre maggiore vigilanza sull’olio extravergine di oliva italiano, a tutela del consumatore.
“Chiediamo al Ministero della sovranità alimentare e alle autorità di controllare certe offerte troppo convenienti sugli scaffali dei supermercati – afferma Gennaro Sicolo, presidente di ItaliaOlivicola e vicepresidente nazionale di CIA – Agricoltori Italiani – già a novembre abbiamo registrato episodi di ingressi sospetti di oli non italiani pronti a diventare extravergini nazionali. Per fortuna allora le indagini hanno mandato un messaggio chiaro al mercato, permettendo di tenere il prezzo dell’extravergine a livelli remunerativi per tutti gli olivicoltori italiani. Lo voglio dire chiaro e forte: non è tempo di abbassare la guardia!”.
Il posizionamento dell’olio extravergine di oliva italiano deve rimanere alto e forte. L’Italia rappresenta solo il 10% della produzione mondiale di olio di oliva e, a sua volta, l’olio di oliva rappresenta il 2% degli oli consumati a livello mondiale. “Se ciascun abitante della Terra consumasse solo 30 grammi di olio extravergine di oliva italiano, avremmo esaurito la produzione nazionale – afferma Sicolo – certo è importante che una corretta cultura olearia parte proprio dall’Italia. La Grande Distribuzione deve diventare un’alleata degli olivicoltori italiani. Bisogna spiegarsi, capirsi e iniziare a lavorare insieme. Mi auguro che il tavolo olivicolo sia d’impulso proprio a questo confronto costruttivo.” C’è in gioco il futuro dell’olivicoltura italiana che può sopravvivere solo grazie a un’attenta politica di comunicazione da parte del governo ma anche attraverso la salvaguardia dell’identità dell’olio italiano, apprezzato a livello internazionale per le sue caratteristiche. “Ci aspettiamo chiarezza sull’identità dell’olio italiano – conclude Sicolo – in particolare auspichiamo che le cultivar nei nuovi impianti che verranno incentivati e finanziati con il prossimo Piano olivicolo siano solo quelle nazionali. Lecito realizzare oliveti con varietà estere ma mai con i soldi pubblici!” Italia Olivicola, però, vigilerà sempre affinchè al consumatore arrivi davvero un buon olio extravergine di oliva 100% italiano, condito da una comunicazione completa e corretta. I 350 mila olivicoltori di Italia Olivicola sono i primi alleati dei consumatori italiani, lavorando tutti i giorni per garantire un prodotto sano, buono e gustoso.
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