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A rischio la tenuta delle cooperative vitivinicole e lattiero-casearie italiane

A rischio la tenuta delle cooperative vitivinicole e lattiero-casearie italiane

Negli Usa il fatturato delle cantine cooperative è di oltre 570 milioni di euro, il 30% di tutto l’export vitivinicolo nel mercato statunitense mentre per i formaggi DOP le cooperative commercializzano 122 milioni di euro, il 25% di tutte le vendite di formaggi negli Usa

04 aprile 2025 | 14:00 | C. S.

“Abbiamo criticato i dazi come strumento di politica economica ma gli Usa hanno deciso di adottarli, pur se con percentuali inferiori a quanto minacciato. Ora è tempo di lasciare alle istituzioni politiche e alla diplomazia europea ed italiana lo studio delle adeguate contromisure ai dazi. Al tempo stesso ci preme però sollecitare l’assoluta urgenza di concentrarsi sulle difficoltà delle aziende, per le quali andranno subito pensate e predisposte misure a difesa della loro competitività”. È questa la prima reazione all’annuncio dei dazi al 20% fatto ieri da Trump del Presidente di Confcooperative Fedagripesca Raffaele Drei. Significativa la quota di export nel mercato a stelle e strisce delle cooperative aderenti a Confcooperative: negli Usa il fatturato delle cantine cooperative è di oltre 570 milioni di euro, il 30% di tutto l’export vitivinicolo nel mercato statunitense (che si attesta su 1,9 miliardi di euro), mentre per un altro settore ad alto valore aggiunto con le sue produzioni DOP come i formaggi, le cooperative commercializzano negli Stati Uniti 122 milioni di euro, il 25% di tutte le vendite di formaggi negli Usa, che nel 2024 hanno toccato quota 484 milioni di euro. Seguono poi altre filiere e prodotti in cui la cooperazione esporta valori significativi come il pomodoro da industria. 

“La situazione geopolitica internazionale che si è venuta a creare apre un reale problema di competitività che coinvolge secondo Drei “tutte le aziende del comparto, non solo chi esporta negli Stati Uniti, perché l’effetto depressivo coinvolgerà l’intero mercato”.

Ma quali sono le misure per la competitività che possono realisticamente essere attivate in tempi rapidi? Il Presidente di Confcooperative Fedagripesca non ha dubbi: in primo luogo, spiega, per quanto riguarda il settore vino “occorre destinare maggiori risorse per la promozione, se davvero vogliamo aiutare le aziende ad acquisire nuovi mercati. Andrà fatto inoltre un grande lavoro di sburocratizzazione nelle procedure per l’accesso ai bandi. All’Europa chiediamo misure per la promozione più snelle e in generale risposte più efficaci rispetto al passato perché quelle attuali risultano un po’ timide rispetto all’urgenza di aggredire nuovi mercati”. Mentre sul piano nazionale, l’auspicio è che non si finisca per assumere provvedimenti che mirino alla riduzione del potenziale produttivo per tutelare il patrimonio vitivinicolo italiano. “Produrre di meno non può essere la soluzione per essere più competitivi sui mercati e non dobbiamo farlo”, spiega Drei. 

Più in generale, per altri settori fortemente orientati alle esportazioni, le istituzioni secondo il presidente Drei “dovranno concentrarsi maggiormente nei rapporti internazionali per promuovere rapporti bilaterali con altri paesi extra-Ue, anche attraverso nuovi accordi di libero scambio al fine di migliorare canali commerciali già consolidati o aprire altri mercati in cui oggi è difficile conquistare quote di mercato. Il settore lattiero-caseario rischia di veder compromessa la stabilità della tutela delle Dop con il conseguente proliferare dell’Italian sounding”. 

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