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Primavera difficile per l’agricoltura romagnola: servono strumenti concreti per la gestione del rischio
Nella fase fenologica attuale non è possibile assicurare le piante da frutto dalla grandine: questo fenomeno si è verificato, per la maggior parte dei frutteti, proprio durante la cosiddetta fase dell’allegagione
31 marzo 2025 | 14:00 | C. S.
L’inizio della primavera si è rivelato particolarmente complesso per gli agricoltori della Romagna. Le gelate tardive, seguite da grandinate intense e piogge prolungate, hanno già causato danni significativi alle colture, dalla frutta agli ortaggi. Le abbondanti precipitazioni hanno reso i terreni eccessivamente saturi d’acqua, ostacolando le operazioni in campo, le semine e i primi trapianti. A questo scenario meteorologico si aggiunge un altro problema altrettanto grave: la difficoltà per le aziende agricole di assicurare le proprie produzioni.
“Nella fase fenologica attuale non è possibile assicurare le piante da frutto dalla grandine: questo fenomeno si è verificato, per la maggior parte dei frutteti, proprio durante la cosiddetta fase dell’allegagione, cioè il passaggio da fiore a frutto – evidenzia Carlo Carli, presidente di Confagricoltura Forlì-Cesena e Rimini – E questo arco temporale è escluso dalle condizioni di polizza, quindi non è assicurabile. Ma i danni ci sono stati: il gelo ha compromesso i frutti già allegato, rallentando anche il ciclo delle piante stesse, la grandine ha fatto il resto. Ci troviamo davanti a un danno complesso e difficile da indennizzare, ma che pesa nuovamente sulle aziende del nostro territorio. Inoltre stiamo assistendo a un progressivo disimpegno delle compagnie assicurative dal mondo agricolo – aggiunge il presidente di Confagricoltura Forlì-Cesena e Rimini – con polizze sempre più costose e complicate, che in molti casi richiedono investimenti aggiuntivi per sistemi di protezione attiva, come i ventoloni o i sistemi d'irrigazione anti-brina. Se da un lato accogliamo con favore le risorse previste dalla Regione con il progetto Frutteti Resistenti, che va nella giusta direzione, dall’altro è evidente che servono misure più incisive per sostenere gli agricoltori di fronte ai cambiamenti climatici”.
Confagricoltura sottolinea l’urgenza di nuovi strumenti per la gestione del rischio, affinché gli agricoltori non siano lasciati soli a fronteggiare le conseguenze di eventi climatici sempre più estremi. Occorre un’evoluzione del sistema assicurativo, con modelli innovativi che non solo coprano le perdite produttive, ma anche i costi legati al fermo produttivo e alla ripresa delle attività.
“In un contesto di crescente volatilità dei mercati e di eventi atmosferici sempre più imprevedibili – prosegue Carli – è necessario sviluppare fondi mutualistici che permettano agli agricoltori di condividere i rischi economici derivanti da crisi climatiche e di mercato. Allo stesso tempo, servono interventi pubblici mirati, con un quadro normativo europeo che sostenga la creazione di fondi di emergenza nazionali e garantisca risposte rapide ed efficaci in caso di crisi. Sul fronte gelo, ad esempio, confidiamo in un funzionamento migliore di AgriCat, sia per i tempi in cui vengono indennizzati i ristori alle aziende agricole, sia per la dotazione del fondo, che è insufficiente”.
Confagricoltura Forlì-Cesena e Rimini continuerà a sollecitare istituzioni e interlocutori del settore affinché vengano messe in campo soluzioni concrete per proteggere il comparto agricolo, garantendo la sostenibilità delle imprese, fondamentali per la sicurezza alimentare del territorio.
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