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Olio extravergine di oliva: non solo volumi, serve creare valore
Ignacio Silva, presidente del gruppo Deoleo, propone un innalzamento nella percezione del valore dell’olio di oliva, puntando su innovazione, sostenibilità e tracciabilità
21 febbraio 2025 | 11:00 | C. S.
L’olio extravergine d’oliva italiano rappresenta da sempre un’eccellenza riconosciuta, ma oggi il settore si trova ad affrontare una crisi senza precedenti. Nell’arco di due decenni, la produzione nazionale si è quasi dimezzata, mentre i Paesi concorrenti del Mediterraneo avanzano con strategie più strutturate e modelli di sviluppo innovativi. L’Italia, al contrario, rischia di perdere competitività a causa di una filiera ancora frammentata, di un’olivicoltura poco efficiente e dell’assenza di una visione unitaria a livello nazionale.
Per invertire questa tendenza, la strada da percorrere è chiara: investire in innovazione e pianificare con lungimiranza.
È questo il messaggio emerso durante il convegno organizzato a Roma da Confagricoltura e Unapol, intitolato significativamente “Olio di oliva: dalla tradizione al futuro. Prospettive per l’olivicoltura italiana”. Un’occasione di confronto tra istituzioni e rappresentanti del settore, con un obiettivo condiviso: rilanciare l’olivicoltura italiana e riportarla al centro del panorama internazionale.
Di grande interesse è stata la tavola rotonda “Strategie per il mercato dell’olio EVO” a cui ha partecipato Ignacio Silva, Presidente FIAB e Deoleo, di cui Carapelli Firenze fa parte, dichiarando tra l’altro:
“Dobbiamo passare da una strategia orientata ai volumi a una strategia orientata al valore. Il compito dei produttori di olio d’oliva è infatti quello di investire in nuove strategie e progetti per aumentare la percezione del valore di questo alimento, incentivando un consumo consapevole. Questo processo può essere innescato attraverso molteplici iniziative, a partire dalle campagne di sensibilizzazione verso il consumatore. Un’azione concreta potrebbe essere la diffusione del QR code unico con tecnologia blockchain, che consenta di evidenziare la provenienza, la produzione e la qualità del prodotto.
La nostra mission è dunque quella di continuare ad investire in qualità e innovazione tecnologica: vogliamo ispirare l’intera filiera attraverso le migliori pratiche sostenibili, per arrivare al consumatore con messaggi trasparenti e per rendere finalmente visibile a tutti il grande valore dell’olio di oliva. Una concreta risposta a tutto ciò, sono gli accordi di filiera, di cui siamo stati orgogliosamente promotori da diversi anni. Eventi come questo di Confagricoltura e Unapol, cui siamo grati per l’invito, sono fondamentali per discutere delle prospettive del settore e delle proposte per renderlo competitivo”
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