Italia
I falsi numeri dell'olivicoltura ligure del Comitato Dop Taggiasca
Il Comitato promotore per la Dop Taggiasca rappresenta soltanto il 20% delle 7500 aziende olivicole di Imperia e Savona e pari percentuale sui 12 mila ettari di oliveti di Taggiasca coltivati in Liguria. E' scontro con il Comitato Salva Taggiasca che chiama in causa direttamente le associazioni di categoria
21 aprile 2017 | C. S.
Si apre la “guerra dei numeri” sulla questione taggiasca-giuggiolina. Da una parte c’è il Comitato promotore che con la Regione Liguria sostiene il percorso verso la Dop dell’oliva taggiasca, (rappresentato da Consorzio tutela olio Dop, associazioni di categoria - che rappresentano la volontà di una piccola parte dei loro associati -, industriali, alcuni produttori), dall’altra il Comitato Salvataggiasca che unisce aziende piccole e grandi e rappresenta vari soggetti della filiera. Il punto è capire se l’iter di sostituzione taggiasca-giuggiolina abbia il consenso degli operatori della filiera e del territorio. Le motivazioni di questa urgenza, più volte evidenziate dal Comitato per la Dop, sono “fumose” e non supportate da dati oggettivi: "C'è la corsa ad acquistare talee di Taggiasca per trapiantarle in Puglia, in Olanda, in Perù. Sembrerebbe dappertutto...".
"Di queste affermazioni - sostengono i difensori della cultivar Taggiasca - non ci sono tracce, fatture che confermino l'acquisto di 100-200 mila piantine. Per quanto riguarda la Puglia recentemente l'Unione Europea ha indicato nel Leccino l'unica cultivar con cui sostituire le coltivazioni andate perdute per la yilella. Anche volendo la Taggiasca non potrà emigrare da quelle parti. Abbiamo evidenziato più volte il nostro punto di vista all’assessore all'agricoltura Stefano Mai ma senza risultati: la Regione insiste nella sua “crociata”.
All'incontro in Regione i fautori della Giuggiolina hanno esibito i numeri per supportare il percorso intrapreso: "Quei numeri secondo noi non rappresentano la reale situazione dell'olivicoltura ligure e in particolare del Ponente - affermano il presidente Simone Rossi e il vice Livio Quaranta del Comitato Salvataggiasca - Lo stato dell'arte del pianeta olivicolo ligure, frutto tra l'altro dell'ultima indagine condotta proprio su indicazione della Regione, è diverso".
Gli ettari di oliva Taggiasca ricondotte alla situazione reale sono circa 12.300 per la Provincia di Imperia e di Savona ( fonte VI° censimento 2010 Regione Liguria, del programma PSR Regione Liguria relazione annuale 2011 e da studio CREA Per la Regione Liguria 2015/2017).
Le aziende che operano con oliva Taggiasca sono circa 7500 (stessa fonte ufficiale): a fronte di questi numeri pare evidente che la percentuale fornita dal comitato promotore DOP Taggiasca rappresenti il solo 20% e non il 60%. E’ evidente che questi numeri sono inconsistenti. I numeri recepiti da AGEA (su cui si fa riferimento per l’avvento della nuova DOP) sono parziali e non corrispondenti alle reali coltivazioni di olive Taggiasche.
Questo succede perché oggi nonostante il decreto ministeriale del 23 dicembre 2013 disponga che gli olivicoltori (quindi le associazioni di categoria depositarie dei fascicoli in questione) debbano aggiornare i fascicoli con la varietà e con il numero delle piante, tutto questo non è ancora stato fatto.
Molti coltivatori si aspettano che le associazioni aggiornino come prescritto dalla legge i fascicoli... Ma le associazioni di categoria sono nel Comitato a favore della Giuggiolina...E un cerchio imperfetto, difficile farlo quadrare.
Risulta quindi evidente che quando si parla di piante cultivar Taggiasca non è possibile fare riferimento alle sole iscritte alla DOP ma è necessario conteggiare anche le piante cultivar Taggiasca non iscritte.
"C’è un’incongruenza ed è grave perseguire su una strada secondo noi non corretta - spiega ancora Simone Rossi - Ricordiamo inoltre che l’associazione frantoiani AIFO Liguria, di cui nessuno pare ricordare l’esistenza pur rappresentando il 90% dei trasformatori, dopo regolare assemblea e votazione in merito, ha espresso contrarietà nei confronti di una DOP che preveda la sostituzione della Cultivar Taggiasca. Il comitato Salvataggiasca è nato spontaneamente per salvaguardare il libero utilizzo dell’oliva Taggiasca sviluppando una DOP che affianchi alla cultivar la denominazione del territorio di origine. Ad esempio. “oliva Taggiasca del Ponente Ligure”, con adesione volontaria".
Potrebbero interessarti
Italia
Mastro d’Oro 2026 è il Frantoio Agostini
Il Frantoio Agostini di Petritoli, nelle Marche, si è aggiudicato il primo posto assoluto del Concorso Mastro d’Oro 2026 con l’etichetta 100% Italiano Bio Ascolana Tenera
29 gennaio 2026 | 17:30
Italia
Ecco i ventisei vini ambassador del made in Italy a Casa Italia Milano Cortina 2026
A scegliere i vini per conto del CONI è stato il team di LT Wine & Food Advisory, supportato da Luciano Ferraro, secondo linee guida che valorizzano le principali denominazioni ed i vitigni autoctoni, in rappresentanza di tutta la wine economy italiana, dai big player nazionali al mondo cooperativo sino alle piccole produzioni
29 gennaio 2026 | 17:00
Italia
Il punto sulla ricerca sui vitigni PIWI
Le varietà PIWI si stanno ritagliando una nicchia di mercato. Presentato il nuovo progetto di ricerca applicata triennale Spumares per individuare e valutare nel territorio trentino le varietà resistenti selezionate più adatte alla produzione degli spumanti
29 gennaio 2026 | 11:00
Italia
Importante operazione a tutela dell’olio d'oliva italiano
La valorizzazione del settore olivicolo non può prescindere dall’attività essenziale svolta dagli organi di controllo, preposti a far rispettare le normative vigenti
27 gennaio 2026 | 16:50
Italia
Annata olearia sotto le aspettative in Umbria: certificato un terzo rispetto alla scorsa campagna
Nel 2025/26 prodotti oltre 736.000 litri di olio extravergine di oliva “atto a divenire” DOP Umbria. Lievi differenze nelle caratteristiche organolettiche rispetto alla scorsa campagna olivicola, che non sono percepibili neppure per il consumatore più esperto
27 gennaio 2026 | 15:00
Italia
Blitz in Sicilia: olio di semi con clorofilla spacciato come extravergine di oliva
Il prodotto, una volta alterato, sarebbe stato immesso sul mercato in quantitativi significativi, con una distribuzione che avrebbe interessato gran parte della Sicilia e alcune aree della Calabria. Nel corso delle perquisizioni i carabinieri hanno sequestrato quasi mezzo milione di euro in contanti
27 gennaio 2026 | 11:30