Italia

Operazione dei Nas su prosciutti Dop. Nel mirino delle frodi le eccellenze del “made in Italy”

20 luglio 2012 | C. S.

Sempre più sotto assedio l’agroalimentare italiano, che è al primo posto in Europa per le segnalazioni di cibi “irregolari”. E a finire nel mirino delle frodi alimentari sono molto spesso i prodotti più pregiati, contrassegnati dai marchi Dop e Igp: proprio quelli che dovrebbero offrire un’assoluta garanzia di sicurezza alimentare, che è il criterio al primo posto nelle scelte di consumo per otto italiani su dieci. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, commentando la maxi-operazione dei Nas di Cremona che ha sottratto alla distribuzione 2.300 prosciutti Dop ottenuti da animali nutriti con rifiuti, 750 suini e 30 tonnellate di scarti alimentari.

È necessario -afferma la Cia- usare “tolleranza zero” nei confronti degli autori delle truffe e degli “inganni a tavola”, e di chi non rispetta alla lettera i disciplinari di produzione dei prodotti certificati, minando la credibilità di tutto il nostro sistema agroalimentare. Non dobbiamo dimenticare che il nostro Paese, con 242 denominazioni d’origine, è il primo in Europa per numero di Dop (153) e Igp (89), che sono i nostri ambasciatori della qualità nel mondo.

In Italia -ricorda la Cia- i sequestri di prodotti alimentari sofisticati oggi superano il valore di un miliardo di euro l’anno. E le cifre sono in crescita: nel 2011 sono state portate a termine dalle forze dell’ordine 13.867 operazioni, un numero più che triplicato rispetto all’anno precedente. Questo ci conferma l’efficacia della macchina dei controlli, sempre più fondamentali per garantire ai consumatori la sicurezza nel piatto e per tutelare l’immagine del “made in Italy” agroalimentare.

A pagare questo business illegale sono consumatori e produttori. I primi perché, nonostante l’efficacia dei controlli, rischiano di ritrovarsi nel piatto cibi non tracciati, conservati in condizioni igieniche non appropriate o con date di scadenza contraffatte. Ma a scontare questo business illegale sono anche i nostri produttori onesti, che lavorano quotidianamente per la qualità e per l’eccellenza del “made in Italy”. Proprio loro scontano in prima persona le conseguenze delle truffe e delle contraffazioni, che sottraggono 3 milioni di euro al giorno alle aziende italiane.

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