Italia
Progetto Oligar, studio scientifico per risposte su qualità e tipicità olio Garda Dop
02 luglio 2012 | C. S.
Anche nei marcati del Nord Europa, non tradizionalmente vocati alla dieta mediterranea, è in crescita la domanda di olio extra vergine di oliva e questo fatto di per sé molto positivo ha comportato, e comporta, nei paesi importatori un aumentato livello di sorveglianza da parte delle strutture di controllo. Per la prima volta a livello nazionale un Consorzio di tutela dell’olio extravergine ha promosso uno studio in grado di fornire, attraverso avanzate tecniche di indagine scientifica, risposte riguardanti la qualità e la tipicità dell’olio extravergine a tutela del consumatore e del produttore. Il Progetto Oligar, finanziato dal Programma di Sviluppo Rurale per il Veneto 2007-2013, si è avvalso della collaborazione scientifica di due Dipartimenti Universitari, quello di Biotecnologie dell’Università di Verona e quello di Scienze degli Alimenti dell’Università di Udine, oltre che del laboratorio dell’Unione Italiana Vini di Verona.
Con campioni di oli delle campagne 2009/2010 e 2011/2012 sono state effetuate analisi sul contenuto di sostanze contaminanti quali gli ftalati (composti usati nel’industria della plastica i cui residui, secondo alcuni ricercatori, potrebbero avere effetti negativi sulla salute dell’uomo), è stata valutata la qualità del prodotto attraverso l'analisi del contenuto di pirofeofitine e alchil esteri, infine per individuare in maniera inequivoca la provenienza geografica del prodotto sono state fatte analisi isotopiche (per carbonio, ossigeno e idrogeno): con una opportuna banca dati si può ottenere un’accurata tracciabilità alimentare con la possibilità di definire se un olio del Garda è della zona di denominazione trentina, orientale o bresciana e, ovviamente, valutare se un olio è prodotto con olive di altre zone d'Italia o estere.

Fonte: Enrico Grazioli 
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