Italia

Assalto all’olio a mano armata. Puglia terra di nessuno

Fucili a canne mozze e forse anche mitra per seminare il panico. Nel silenzio generale. Non intervengono le Istituzioni. E nemmeno le associazioni di categoria. Nessuno si indigna. Cosa ci accadrà?

14 maggio 2011 | T N

Chi è il committente? E’ la domanda che in tanti si pongono. Nel silenzio generale, in pieno stato di omertà, la Puglia soccombe e non sa reagire. Le Istituzioni? Assenti. Le associazioni di categoria? Sono al corrente di quanto accade, ma non si esprimono, non denunciano: nemmeno un misero comunicato stampa.

Eppure in questi ultimi giorni i furti d’olio a mano armata sono diventati ormai un’abitudine in Puglia. Non è accaduto una volta, ma tante. In uno di questi episodi un carico di 300 quintali di olio extra vergine di oliva è stato assaltato da tre uomini a volto coperto che imbracciavano fucili a canne mozze. L’autotrasportatore, diretto in Umbria, non poteva far altro che fermarsi. Un’autovettura di grossa cilindrata si è messa di traverso e alla vista degli uomini armati non ha potuto far altro che fermarsi. E’ stato bloccato mentre percorreva l’ex statale 98, all’altezza di Canosa. Proveniva da un grosso oleificio di Andria, ma ha dovuto soccombere per la brutalità dell’assalto. Non ha potuto opporre alcuna resistenza. Buttato violentemente giù dalla cabina e tenuto in ostaggio per circa un’ora, in giro con i sequestratori, uno dei malviventi impossessatosi dell’autocisterna si è messo prontamente in fuga con il carico d’olio.La denuncia del furto presso il commissariato di Polizia di Corato? E’ servita a poco, se non a recuperare l’automezzo abbandonato non molto lontano dal luogo dell’assalto.

La cosa più imbarazzante della vicenda? E’ che tutti sono a conoscenza dei vari assalti, ma sui media non è trapelato quasi nulla. E’ evidentemente una storia di ordinaria vita pugliese, a quanto pare.

Coloro che ci avvisano dei vari episodi sono produttori pugliesi che chiedono impauriti l’anonimato. Gli assalti armati sono stati almeno quattro, pare. Chiedo qualcosa di scritto, ma senza successo. Tutti sanno, ma tacciono. Si è scelta la via del silenzio, anche da parte delle Istituzioni. Meglio tacere, evidentemente. Vuoi mettere? L’omertà per i pugliesi sembra essere diventato il nuovo valore di riferimento su cui fondare le proprie regole sociali.

 

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riccardo sgaramella

14 maggio 2011 ore 22:40

l'omertà dei pugliesi non è un valore di riferimento ma è una cosa di fatto, e lo sarà fino a quando non ci saranno vere leggi che garantiscano i denuncianti e le persone perbene che credono ancora "sic" nella giustizia, e non i malfattori che vengono titolati boss dai media per fare notizia, io li definirei rubagalline e non enfatizzerei queste persone passandole per ciò che in realtà non sono.poi inviterei i politici che sotto le votazioni visitano le carceri in cerca di voti a visitare le famiglie che hanno subito soprusi, certamente gioverebbe di più alla loro immagine.