Economia

Il boom dei cibi "senza" sugli scaffali dei supermercati

Il prodotto dell'anno, tra i form free, è certamente quello "senza olio di palma" che rappresenta ormai una quota del 5,7% sul totale. L'indicazione più diffusa è però "senza conservanti" presente sull’8,5% dei 36 mila prodotti alimentari monitorati per una quota complessiva del 12,7%

12 luglio 2017 | T N

Una ricerca di mercato di GS1 Italy e Nielsen ha messo nel mirino i prodotti free form, ovvero quelli che dichiarano in etichetta l'assenza di un ingrediente.

I famosi cibi "senza ..." rappresentano ormai il 19% del mercato alimentare complessivo, così evidenziando l'attenzione degli italiani per queste indicazioni. Si tratta del 19% sul totale delle referenze ma, in valore, rappresentano ormai il 28,4% dell'alimentare venduto nel nostro Paese.

Sono molte le indicazioni che troviamo, spesso a caratteri cubitali, sulle etichette. Si va dal "senza conservanti" al "senza zuccheri" fino al fenomeno del momento: il "senza olio di palma".

“Gli stili di consumo e le scelte di acquisto fatte emergere dall’Osservatorio Immagino raccontano la nascita e la crescita di nuovi segmenti che vanno oltre le tradizionali categorie merceologiche – ha detto Marco Cuppini, research and communication director di GS1 Italy – Il free from ne è il migliore esempio: nato con pochi prodotti destinati a pochi consumatori, ha ampliato e segmentato l’offerta arrivando ad assecondare richieste e tendenze salutistiche sempre più peculiari e specifiche sia sul fronte della naturalità che del salutismo”.

L'indicazione più diffusa fra i free from è “senza conservanti”, presente sull’8,5% dei 36 mila prodotti alimentari monitorati per una quota complessiva del 12,7% sul giro d’affari complessivo. Nella stessa linea si inseriscono anche il “senza coloranti”, che accomuna il 4,3% dei prodotti, quello “senza OGM” (presente sull’1,9% delle etichette), il “senza grassi idrogenati” (1,7%) e il “senza aspartame” (0,1%).

L’Osservatorio evidenzia però che le vendite a valore di questi prodotti sono complessivamente in calo, mentre crescono altri claim che rispecchiano meglio le nuove sensibilità dei consumatori. Sono i “senza additivi”, presente sull’1,9% delle etichette e con un business in aumento annuo del 3,8%, insieme a un’attenzione sempre più alta per l’assenza di grassi, zuccheri e olio di palma. Il bilancio, spiega l’Osservatorio, è positivo per le vendite di prodotti “senza sale” (+15,2%), “senza olio di palma” (+13,5%), “senza zuccheri aggiunti” (+10,5%), “senza grassi saturi” (+6,9%), con “poche calorie” (+3,3%), privi o a minor contenuto di grassi (+2,2%) o di zuccheri (+2,1%).

Vero fenomeno del 2016 è stato il "senza olio di palma". In 12 mesi le vendite di prodotti senza olio di palma sono aumentate del 13,5% arrivando a una quota complessiva del 5,7%”.

Potrebbero interessarti

Economia

Il prezzo dell’olio di olivo al 12 maggio: il deodorato fa cadere i prezzi dell’extravergine

Tensione in Spagna e Italia sul fronte dei prezzi rispettivamente a 4,15 e 6,3 euro/kg. Gli alti volumi di deodorato nella penisola iberica nelle ultime settimane impediscono un riallineamento delle quotazioni. Inizia la guerra dei numeri sulla prossima campagna olearia

12 maggio 2026 | 16:00

Economia

Siccità, PAC e redditività agricola: il precario equilibrio economico delle aziende cerealicole italiane

L’aumento della frequenza degli eventi siccitosi sta modificando profondamente la struttura economica dell’agricoltura italiana. Le aree del Nord risultano oggi le più esposte alla pressione idrica, mentre la nuova architettura degli aiuti europei favorisce colture meno intensive

12 maggio 2026 | 13:00

Economia

L’aumento degli oli vegetali fa incrementare l’indice dei prezzi alimentari mondiali

L’indice dei prezzi dei cereali della FAO è aumentato dello 0,8% rispetto a marzo, riflettendo i prezzi più elevati nei principali cereali. L'influenza delle interruzioni di forniture legate alla crisi dello Stretto di Hormuz

10 maggio 2026 | 11:00

Economia

Crolla l’export di olio di oliva dall’Unione europea

Gennaio e febbraio 2026 i mesi più bui con un calo delle esportazioni di olio di oliva dalla UE di 18 mila tonnellate. Una diminuzione che avviene ben prima della guerra con l’Iran e tutte le relative conseguenze sul commercio mondiale. Ecco cosa sta accadendo

08 maggio 2026 | 12:00

Economia

Deoleo lancia un emissione obbligazionaria da 4 milioni per far fronte a un contenzioso fiscale in Italia

I bond, con interesse annuo del 20% e scadenza nel 2039, sono riservati esclusivamente agli azionisti e non saranno quotati in borsa. I soldi per pagare il piano di pagamento rateale con l'Italia per la sentenza persa in secondo grado

06 maggio 2026 | 11:00

Economia

Prezzo dell’olio di oliva al 5 maggio: l’extravergine italiano scende di altri 10 centesimi

L’olio extravergine di oliva spagnolo torna a 4,25 euro/kg mentre l’italiano vale 6,35 euro/kg a Bari e 6,25 euro/kg a Foggia. Scambi bassi anche in Spagna e forti oscillazioni sul vergine di oliva, in ragione delle diverse qualità disponibili e della destinazione

05 maggio 2026 | 17:15