Ambiente

Un Tavolo di intesa sull’agricoltura biologica e il cambiamento climatico a Copenaghen

Il cambiamento climatico influenza direttamente la produzione e la sicurezza alimentare. Per affrontare le nuove sfide, durante la conferenza Onu è stata lanciata un’iniziativa internazionale, con Icea tra i promotori

19 dicembre 2009 | C. S.

L’agricoltura biologica si fa spazio alla conferenza Onu di Copenhagen sul cambiamento climatico, anche con il contributo di Icea, l’Istituto Certificazione Etica e Ambientale, promotore del neo nato Tavolo sull’ agricoltura biologica e il cambiamento climatico.

Il Tavolo riunisce attori e partner collegati alla produzione di alimenti biologici con due obiettivi: promuovere il potenziale dell’agricoltura biologica per mitigare il cambiamento climatico e incentivare, sostenere e promuovere la ricerca su agricoltura biologica e cambiamento climatico.

L’organismo conta attualmente otto membri: Icea, Ifoam - Federazione Mondiale dei Movimenti dell’Agricoltura Biologica; il Rodale Institute (Usa); Krav, attore chiave sul mercato biologico svedese; l’inglese Soil Association; Icrofs, centro internazionale di ricerca su agricoltura biologica (Danimarca); Fibl, istituto di ricerca sull’agricoltura biologica e Fao, agenzia Onu per cibo e alimentazione.

Per raggiungere questi scopi, i membri hanno sviluppato un piano di azione per il 2010 e 2011. Durante il 2010, la principale attività sarà lo sviluppo di una metodologia per il mercato delle emissioni di carbonio, che lavora in sinergia con i più generali obiettivi si sviluppo ed i benefici per i piccoli produttori del Sud del Mondo.

”L’agricoltura biologica - ha affermato Urs Niggli, direttore del FiBL, che coordina queste attività - ha una notevole potenzialità per la mitigazione del cambiamento climatico grazie all’alto capacità di sequestro di carbonio nel suolo e grazie alla riduzione di emissioni di gas-serra dovuta all’assenza di fertilizzanti sintetici e all’impiego di materiale organico. Inoltre, vanta grandi potenzialità in termini di strategia di adattamento al cambiamento climatico“.

Per Antonio Compagnoni, responsabile relazioni internazionali Icea ”il Tavolo è un punto di partenza per inserire l’agricoltura bio nell’agenda delle negoziazioni relative ad un accordo successivo al Protocollo di Kyoto. E l’intera comunità bio è concorde nel rendere l’agricoltura biologica il sistema leader della agricoltura sostenibile”.

Sul tema Icea è attiva da tempo, come dimostra la conferenza sui cambiamenti climatici organizzata all’ultimo Sana di Bologna. Grazie a controlli e certificazioni per oltre 12 mila aziende a forte valenza etica, ambientale e sociale, l’Istituto Certificazione Etica ed Ambientale è tra i più importanti organismi europei di controllo nei settori del biologico e della crescita sostenibile. Icea (www.icea.info) riunisce associazioni storiche dell’agricoltura biologica, della bioarchitettura, della finanza etica e dei consumatori, tra cui Banca Popolare Etica, Anab, Acu, Csqa.

Con 300 tecnici e 24 uffici territoriali presenti in Italia e all’estero, opera nei settori del Food (agroalimentare bio e acquacoltura) e No Food (cosmesi e detergenti ecologici, forestazione e turismo sostenibile, tessile bio, commercio equo, finanza etica, certificazione SA8000, arredamento ecologico, materiali per la bioedilizia).

L’Istituto svolge inoltre attività di ricerca e sviluppo, di formazione, e opera attivamente in campo internazionale. Forte di una lunga serie di accreditamenti in Italia e all’estero, l’Istituto lavora per fornire, con indipendenza e imparzialità, un servizio al fianco dell’impresa che cresce in modo sostenibile e dei consumatori che acquistano responsabilmente. All’insegna dello slogan aziendale: Eco Bio Equo.



Fonte: Fabio Nardulli

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