Anno 15 | 22 Novembre 2017 | redazione@teatronaturale.it ACCEDI | REGISTRATI

Riconosciuto il ruolo dei paesaggi olivetati nella storia d'Italia

La Città dell’Olio di Vallecorsa ha festeggiato lo storico ingresso dei suoi oliveti terrazzati nel Registro Nazionale dei Paesaggi Rurali del Ministero delle Politiche Agricole. Ora tocca al Parco Regionale dell’Olivo di Venafro, di Trequanda e della fascia olivata di Assisi - Spoleto

L’olivo è uno degli alberi tipici della Penisola, che, oltre a riempire i paesaggi di molte regioni, caratterizzano la Dieta Mediterranea col pregiato olio d’oliva. Molti sono i Paesi e le città italiane in cui l’economia del territorio e la tradizione culinaria è determinata dalle olive e dall’olio, e gli ulivi iniziano ad essere considerati patrimonio naturale del Belpaese, e quindi attrazione per i visitatori che possono rimanerne incuriositi e appassionati.

Da qui nasce la campagna Città dell’Olio, lanciata e sostenuta dalle Città dell’Olio: dopo il traguardo raggiunto dalla Città dell’Olio di Vallecorsa, che ha festeggiato lo storico ingresso dei suoi oliveti terrazzati nel Registro Nazionale dei Paesaggi Rurali del Ministero delle Politiche Agricole, vede la corsa di altri 15 territori candidati. E, per il Parco Regionale dell’Olivo di Venafro, di Trequanda e della fascia olivata di Assisi - Spoleto il traguardo sembra essere molto vicino. Per loro, infatti, si entra nella fase più delicata, la fase successiva al superamento della prima selezione avvenuta dopo la presentazione ufficiale della candidatura e cioè quella della presentazione del dossier ufficiale. Proprio sui dossier si giocherà la partita finale, perché ora che sono stati acquisiti dal Ministero, saranno esaminati dall’Osservatorio Nazionale del Paesaggio Rurale, delle Pratiche Agricole e Conoscenze Tradizionali entro l’anno.

“Con la presentazione dei dossier ufficiali relativi alle candidature di Parco Regionale dell’Olivo di Venafro, di Trequanda e della fascia olivata di Assisi - Spoleto le nostre speranze diventano più concrete - ha commentato Enrico Lupi, presidente delle Città dell’Olio - ci auguriamo di poter festeggiare molto presto l’ingresso di altre tre delle 15 Città dell’Olio candidate nel Registro Nazionale dei Paesaggi Rurali del Ministero Siamo convinti che la bellezza dei nostri oliveti costituisca un potente polo d’attrazione per costruire un’offerta turistica sempre più in grado di incuriosire e appassionare tutti i visitatori, non solo i cultori dell’olio”.

di C. S.
pubblicato il 11 settembre 2017 in Tracce > Ambiente

ARTICOLI PIÙ COMMENTATI

Olio extra vergine di oliva italiano: la rabbia e l'orgoglio

Il terribile prezzo della globalizzazione: la perdita della ruralità

Dalla competenza nasce la garanzia per i consumatori, l'esempio del Mastro Oleario

Un bagno d'umiltà per gli assaggiatori d'olio d'oliva

Nuovi oliveti, scatta il totocultivar. Quale scegliere per rispondere alle richieste del mercato?