L'arca olearia

Rabbia e frustrazione in questo avvio di campagna olearia: olivicoltori contro frantoiani

Raccolta molto anticipata, a volte molto onerosa e rese molto basse stanno alimentando lo scontento. Ma cosa sta succedendo realmente in campo e in frantoio? Gli errori di olivicoltori e frantoiani a volte si sommano, aumentando tensioni e fibrillazioni nella filiera olivicolo-olearia

06 ottobre 2017 | R. T.

Produzioni molto basse, a pianta e ad ettaro, in particolare negli oliveti in asciutta, con aumento dei costi di raccolta. Olive spesso molto piccole e acquose, che si danneggiano facilmente. Rese al frantoio molto basse, fino al 6-7% con una media italiana del 10% in questi primissimi giorni di campagna olearia.
In simili situazioni monta lo scontento, con reciproche accuse fra olivicoltori e frantoiani.
Cerchiamo di capire cosa sta realmente accadendo, in campo e in frantoio.

Le olive, in particolare quelle degli impianti in asciutta, si sono molto ingrossate a partire dal 10-15 settembre, dopo le prime piogge settembrine.
Raccogliendo dalla fine di settembre ai primi di ottobre, però, si è dato agli olivi solo 10-15 giorni di tempo per avviare o riavviare l'inolizione dopo il gran caldo e la stagione molto siccitosa. Molto poco perchè vi sia un reale ed apprezzabile aumento del contenuto in olio delle drupe.
In questi casi le uniche motivazioni ragionevoli per una raccolta tanto anticipata sono attacchi di mosca, praticamente assenti in tutta Italia, e forze di resistenze al distacco delle olive particolarmente basse (300 grammi o meno) con rischio di perdita delle olive a causa di un forte vento. Negli altri casi, anche ad invaiatura iniziata, è consigliabile lasciare le olive sull'albero se si vuole che l'inolizione proceda, almeno fino a metà-fine ottobre.
L'invaiatura, ovvero il cambiamento di colore della buccia, non è un parametro significativo in stagioni di forte stress, come quest'anno. L'accumulo di antociani, infatti, è semplicemente la risposta fisiologica della pianta allo stress e non solo un indice di maturità delle olive.

In frantoio, con impianti spesso costretti ad aprire in fretta, a causa della pressione esercitata dagli olivicoltori, spesso non c'è stato sufficiente tempo per un'adeguata valutazione delle criticità dell'annata e si è partiti con le regolazioni di quella precedente: griglie fini, alte velocità di rotazione dei frangitori.
Con olive con un rapporto squilibrato acqua/olio, ovvero in cui l'acqua può arrivare ad essere il 70% del frutto, può diventare facile creare emulsioni. Se, infatti, è vero che elevate velocità di rotazione del frangitore consentono rese più elevate normalmente, è vero che questo avviene per frutti normalmente idratati (40-50% di acqua nel frutto). Quando i frutti sono eccessivamente idratati, invece, il rischio è creare emulsioni, con conseguente perdita di olio. Questo è tanto più vero in quegli impianti che fanno precedere il lavaggio, con conseguente aumento dell'acqua.
Il frantoiano potrà facilmente controllare la bontà delle regolazioni attraverso un'analisi del contenuto in olio delle acque di vegetazione e della sansa.

E' quindi evidente che, nel caso si sommino gli errori degli olivicoltori, con una raccolta eccessivamente anticipata, e dei frantoiani, con la creazione di emulsioni in fase di frangitura, si creano tensioni e attriti che trasformano la festosa epoca della raccolta in una guerriglia.
Occorre invece solo un pizzico in più di competenza, da entrambe le parti, e di attenzione per evitare inutili frustrazioni e fibrillazioni.

Potrebbero interessarti

L'arca olearia

La concimazione dell’olivo con ammendanti può sostituire la fertilizzazione minerale?

Valutati gli effetti dell'applicazione di cenere di legna, letame, compost di rifiuti solidi urbani, funghi micorrizici, biochar e zeoliti, prendendo come riferimento l'assenza di fertilizzazione e la concimazione minerale convenzionale

17 gennaio 2026 | 12:00

L'arca olearia

La resistenza al fuoco dei pannelli di foglie di olivo con rivestimenti ritardanti di fuoco

Il potenziale dell'utilizzo dei sottoprodotti delle foglie di olivo come materiale da costruzione: i campioni trattati hanno mostrato un aumento della formazione di char, riducendo il trasferimento di calore e ritardando la combustione

17 gennaio 2026 | 09:00

L'arca olearia

Non ci si può fidare dell’indicazione di origine sull’etichetta dell’olio di oliva, con l’eccezione del 100% italiano

La Spagna si conferma porto delle nebbie con un numero di controlli ben inferiori a quelli che dovrebbe effettuare per legge. La tracciabilità dell’olio di oliva si perde appena si varcano le frontiere, ancor più quando si parla di olio extra-UE. La Corte dei Conti smentisce la Commissione europea

16 gennaio 2026 | 16:00 | Alberto Grimelli

L'arca olearia

L'impatto del metodo di raccolta e conservazione sul profilo fenolico e la composizione degli acidi grassi delle olive

Ecco il vero impatto degli agevolatori per la raccolta delel olive sulla qualità dei frutti, impatto che diventa più significativo col procedere della conservazione. Le differenze in termini di profilo fenolico e in acidi grassi

16 gennaio 2026 | 15:00

L'arca olearia

Sensori MOX per la valutazione dell'autenticità e la rilevazione dell'adulterazione nell'olio extravergine di oliva

L’adozione di approcci analitici integrati sull'olio di oliva, che combinano tecniche consolidate come GC-MS con strumenti innovativi come i nasi elettronici basati su sensori MOX, rappresenta un passo decisivo verso un sistema di controllo più moderno, efficiente e sostenibile

16 gennaio 2026 | 14:00

L'arca olearia

Valutazione comparativa della tolleranza alla verticillliosi dell'olivo in 77 cultivar

La malattia, causata dal fungo Verticillium dahliae Kleb., è stata segnalata per la prima volta in Italia nel 1946 e progressivamente diffusa in numerose regioni olivicole in tutta l’area mediterranea. La scelta di una varietà resistente è l'arma di difesa più efficace

16 gennaio 2026 | 13:00