L'arca olearia

Campagna olearia al via ormai in tutt'Italia. Gli umori e le voci dei protagonisti

Dalla Puglia alla Calabria, dalla Sicilia alla Campania, passando per Abruzzo, Toscana, Umbria e Lazio, fin su in Lombardia. Un viaggio tra i territori dell'olio per capire direttamente da olivicoltori e frantoiani cosa ci aspetta in questa annata e cosa consigliano ai consumatori per tutelarsi

14 ottobre 2016 | Piero Palanti

Si sente nell’aria profumo di olio nuovo, da molte parti è iniziato quel rituale, quella danza sotto gli alberi, per raccogliere il frutto dell’olivo, frutto benedetto, frutto fondamentale che ci “regala”l’olio extravergine.
Sacro per molti , profano per altri, gioia e dolori per tanti.
Per me è amore incondizionato! Non sono un agricoltore, sono sicuramente un buon consumatore e per sapere cosa ci aspetta in questa annata , pongo direttamente ai produttori, tre semplici domande:
Come sarà la stagione 2016?
La mosca è l’unico dei nostri problemi ?
Cosa consiglieresti ai consumatori per tutelarsi ?

Nicolangelo Marsicani – Frantoio Marsicani (Campania)

La stagione 2016 come tutte le stagioni vedrà alternarsi situazioni disastrose, a situazioni eccellenti.
In un quadro generale sempre più povero e compromesso. Il disaccoppiamento del premio comunitario ha accentuato il divario tra olivicoltori per passione che con costanza producono olive buone e olivicoltori per tradizione, che trascurando gli oliveti hanno forti cali quantitativi e qualitativi delle produzioni, e si fregiano solo del premio delle misure a superficie.
La mosca è un problema conosciuto e conosciute sono le tecniche per affrontarla ed evitare i danni; gli olivicoltori per passione, attenti in sommo grado, riescono a contenere i danni, gli olivicoltori per tradizione non se ne occupano e quindi in annate come la 2014 o la 2016 hanno produzioni compromesse.
Il consumatore per tutelarsi deve rivolgersi con spirito critico agli olivicoltori per passione, saggiare i loro oli e scegliere consapevolmente.

Francesco La Donna- Olio Villa Pontina (Lazio)

Come sarà lo scopriremo dopo la molitura.
Si sente un po’ ovunque dire che il calo di produzione olive è importante.
Vedremo la qualità..
"Magari" fosse la mosca l'unico problema dell'olivicoltura oggi in Italia.
Cari consumatori: Assaggiate sempre (prima col naso e poi al gusto) e assaggiate mettendo a confronto almeno 2 oli... Come prova del 9 fate assaggiare gli oli ai vostri bambini che hanno un talento innato nel riconoscere gli oli buoni.

Antonella Manulli – Fattoria La Maliosa (Toscana)

Con la mosca si deve convivere e va gestita; come tutti gli insetti e in tutte le coltivazioni, l'ulivo non fa eccezione. Inutile ossessionarsi, utile gestire e lavorare sulla prevenzione ambientale.
Per favore parliamo di olio e non di mosca. Il mondo dell'olio dovrebbe darsi una scossa e parlare di olio più o meno buono e delle sue caratteristiche, non di insetti. Come se nel vino continuassimo a parlare al consumatore della peronospora e non del nostro vino! Associare l'immagine di un insetto schifoso a un prodotto così prezioso è tafazziano e non capisco perché il mondo dell'olio continua a darsi le martellate sui cosiddetti….

Irene Guidobaldi – Società agricola Trevi (Umbria)

Stagione 2016: problematica per ridotta quantità di olive (scorsa stagione abbastanza carica), per problemi di mosca diffusi, benché non come nel 2014, per il tempo che non permette di raccogliere con continuità (almeno da me)
La mosca non è l'unico problema, penso che dovremmo farci i conti sempre di più visto il cambiamento climatico,il 2014 è servito per affrontare al meglio il 2016 (sbagliando si impara, prevenire è meglio che curare). I problemi maggiori sono l'ignoranza e la bassa reputazione del prodotto evo, ma anche la crisi economica (stiamo coi piedi per terra: se non ci sono soldi, difficile vendere ma questo vale per tutto).
Il consumatore deve informarsi, visitare le aziende, leggere le etichette, educare il palato... esser curioso e farsi domande!!!!

Antonella Titone – Titone Olio Biologico (Sicilia)

Sicuramente migliore rispetto alle previsioni e migliore rispetto al 2014, minore prodotto ma di buona qualità. Non solo mosca ma anche tignola. Affidarsi a produttori certificati, scegliere prodotti certificati che garantiscano tracciabilità di filiera e qualità e perché no affidarsi al proprio naso che non tradisce quasi mai e a qualificati punti vendita che già a monte selezionano prodotti e produttori
E comunque c'è da dire che l'esperienza di due anni fa è stata utile perché ci ha dato quella prontezza e quella lucidità per affrontare al meglio, prevenire e ridurre i potenziali danni che questa nuova campagna poteva presentare, ovviamente bisogna mantenere sempre la calma assaggiare tanto e selezionare il più possibile!!!!
Conclusione? La scelta dei produttori non è del tutto casuale, il rispetto e conoscenza reciproca sono alla base di essa, credo in una Italia olivicola sana e sincera, è questa olivicoltura che ci dice che dobbiamo crescere ancora, migliorarsi.

Nino Leone- Azienda Sabino Leone (Puglia)

In Puglia, nella nostra zona, a differenza di altre regioni, non ci possiamo lamentare; la Coratina di per sé ha un’alta resistenza alla mosca per via degli antiossidanti naturali, anche se c’è qualche agricoltore che si è fatto "fregare" dalla mosca perché non è stato attento in prevenzione. Noi nella nostra azienda non abbiamo un’oliva colpita nonostante siamo in regime bio. Quest'anno abbiamo utilizzato per combattere la mosca delle trappole a cattura massale, ci sono costate molto ma hanno funzionato molto bene, abbiamo monitorato e catturato la mosca fin da giugno per prevenire l'attacco. La situazione in giro è tragica per le varietà più dolci come la carolea perché sono i bersagli preferiti dalla mosca, sempre per chi non è stato attento in prevenzione. Un problema di quest'anno oltre alla produzione molto scarsa per via dell'annata di scarica e dei problemi in fioritura può essere in generale gli alti residui di pesticidi che potremmo trovare nell’olio per via dell’alto numero di trattamenti effettuati in soccorso dagli agricoltori non attenti. Consiglierei ai consumatori di usare più che mai i sensi per la valutazione degli oli. Assaggiare prima di comprare per non essere soggetti a fregature.

Alessandra Paolini - Agricola Doria (Calabria)

Come sarà la stagione 2016?
Un bella stagione spero. Anzi bellissima. Per noi gli standard qualitativi e quantitativi delle olive sono nella media (con una leggera inflessione quantitativa solo su alcune varietà) e ora che siamo in piena campagna molitura speriamo di confermare anche con gli oli lo standard qualitativo delle campagne precedenti.
La mosca è l’unico dei nostri problemi?
Direi di no. Assolutamente no. La mosca è un problema la cui soluzione è nelle nostre mani con una gestione agronomica molto attenta e puntigliosa e quando dico questo non mi riferisco solo ai trattamenti in biologico o in convenzionale, bensì alla coltivazione dell’uliveto a 360 gradi per 365 giorni all’anno, l’impegno di noi produttori deve essere massimo e costante.
Gli altri problemi, riguardano le morbosità legislative con la lunga sequela di adempimenti formali che poco tutelano i prodotti di alta qualità e creano solo un apparato burocratico farraginoso e dispendioso a livello di risorse umane e economiche. Nonché le politiche europee e nazionali confuse e dannose e i mercati in contraddizione. Tutto ciò fomenta nel consumatore finale mancanza di fiducia, paura e ignoranza.
L’unica strada percorribile è quella della consapevolezza e della conoscenza.
Non è un’etichetta, una certificazione, una guida o un concorso o qualsiasi altro palliativo a dare sicurezza. L’unica sicurezza è la capacità di valutazione personale. Imparare a conoscere l’olio extravergine, imparare ad assaggiarlo, imparare ad amarlo e a rispettarlo è questo l’unico consiglio che mi sento di dare.

Sergio Cozzaglio - La Zadruga (Lombardia)

La stagione 2016, sul lago di Garda, si avvicinerà molto a quella 2014. La differenza sostanziale nei risultati sarà per chi ha compreso la lezione e si è attivato con corrette pratiche agronomiche, indispensabili per definirsi agricoltori e non contadini in balia della natura. Purtroppo l' enorme pressione di bactrocera ha vanificato la professionalità di chi fa biologico (non per incapacità ma per limiti oggettivi di possibilità di intervento).
La mosca non è certamente l' unico problema in olivicoltura, paradossalmente è forse quello che provoca danni nell'anno in corso.. ma non protratti nel futuro.. malattie fungine come occhio di pavone e lebbra (legate al meteo imprevedibile di questi anni) sono più dannose per alberi e prodotto finale.
Come si deve tutelare il consumatore? Affidandosi al proprio gusto e olfatto! Oltre a metodi di divulgazione o professionisti senza interessi diretti di vendita. Per l'oste il proprio vino è sempre buono.......

Mauro Monaco – Azienda agricola biologica Monaco (Abruzzo)

Come sarà la stagione 2016: Per alcune regioni la stagione olivicola 2016 è già terminata senza mai iniziare! Risponderò alle domande che mi hai posto in maniera schietta e sincera… Purtroppo mi sembra inutile nascondere che sia un anno da cancellare di gran lunga peggiore al 2014. Quello che mi colpisce è che si vuol tenere nascosta la realtà dell’emergenza che ci ha colpito. In particolar modo, la situazione è questa: noi, in biologico, abbiamo iniziato la raccolta il 15 di settembre per salvare il salvabile, l’olio prodotto è un’inezia, pensavamo di adottare solo il formato bottiglia da mezzo litro per far “assaggiare” l’olio nuovo a tutti i nostri clienti/amici abbandonando per quest’anno i formati più grandi. In Abruzzo le aziende a prevalente carattere olivicolo sono poche: l’olivicoltura è praticata da una miriade di aziende di limitata ampiezza, condotte part-time da operatori in età geriatrica, che spesso ignora le opportune e idonee operazioni fitosanitarie e agronomiche. L’uso di manodopera familiare durante la fase di raccolta, poi sottoremunera questo fattore di costo che notoriamente è il più oneroso del bilancio aziendale. Senza parlare delle vendite in nero che sfacciatamente, mediante cartelli apposti fuori dalle abitazioni private, propongono il loro prodotto eludendo tutte le norme dalla tracciabilità, alle analisi per finire con le tasse. E qui non mi metto a nominare la Comunità Europea con la politica delle integrazioni che di fatto ha imprigionato l’olivicoltura italiana nella logica assistenzialista. Privilegiando sempre chi non fa agricoltura. Altri problemi oltre la mosca? In parte a questa domanda ho già risposto. Aggiungo che è un comparto abbandonato a se stesso! Lo dimostra il fatto che c’è disinteresse politico nazionale, non salvaguardando il prodotto Italiano e per ultimo la ricerca è ferma! I CAA (Centri di assistenza agricola) Cia, Coldiretti, Confagricoltura e ecc.??? Ci sguazzano vanno a braccetto con il governo che aumenta la burocrazia e gli agricoltori devono, forza maggiore, avvalersi di questi consulenti da pagare profumatamente. Cosa consiglierei al consumatore? Poiché ritengo che il Consumatore non sia una astratta entità “aliena” ma il mio vicino di casa, la maestra di mio figlio, i miei famigliari e io stesso in primis sono un consumatore, sento tutta la responsabilità del consiglio da dare in questa sfortunata annata. In coscienza, ritengo di dire cosa giusta nell’affermare che sia molto meglio acquistare dl buon olio “vecchio” 2015, valutando che sia ancora fruttato amaro e piccante spremuto da olive sane come lo erano lo scorso anno di questi tempi, piuttosto che un olio nuovo, di cui verificare l’extraverginità o le cui olive sono state super trattate con fitofarmaci.

I produttori sopra citati sono stati scelti non per simpatia o interessi, ma per la totale fiducia che ho nel loro operato; ne conosco tanti altri. Siamo in tanti a credere in questo comparto, ma solo con una azione congiunta possiamo crescere.
Posso aggiungere ben poco, assaggiare, assaggiare sempre, conoscere il prodotto e chi cerca di ingannarci con un prodotto non conforme deve essere cancellato dai nostri acquisti abituali.

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Pier Sante (nino) Olivotto

19 ottobre 2016 ore 08:23

Grande Mauro Monaco. Abbiamo bisogno di piu' persone come te: autentiche e appassionate.