L'arca olearia
Impollinazione artificiale dell'olivo, una strada praticabile?
L'Aipol ha organizzato delle prove di impollinazione artificiale dell'olivo. Uno strumento che potrebbe dimostrarsi utile per "rendere economicamente sostenibili le aziende olivicole che oggi in Lombardia hanno dei costi di produzione elevatissimi”
04 giugno 2015 | R. T.
L'olivo ha normalmente una bassa percentuale di allegagione, tra il 5 e il 7% e fino al 10% in annate favorevoli, che è uno dei principali fattori limitanti la sua produttività.
Normalmente il sistema agronomico più utilizzato per garantire un'adeguata impollinazione è l'utilizzo di varietà che ne producono in abbondante quantità, come il Pendolino, da inserire nell'oliveto, tale da garantire una sufficiente copertura dell'intera superficie.
L'azienda Biotac ha tuttavia pensato di utilizzare la tecnica dell'impollinazione artificiale, già sfruttata in frutticoltura, per migliorare le performance dell'olivo.
La tecnica è stata sperimentata, l'anno scorso, in un oliveto monovarietale composto da 23 piante di Leccino isolato da altri oliveti. I risultati di questa esperienza sono stati sorprendenti: i 23 olivi in produzione del hanno prodotto 1100 kg di olive pari a una media di 47,8 kg di olive per pianta, rispetto ad una produzione media di 10 kg per pianta.
Analogamente al kiwi, anche per l’olivo il principio è lo stesso: prelevare il polline da alcune varietà di olivo, conservarlo a bassa temperatura per mantenerlo vitale e, al momento della fioritura, “soffiarlo” sulle piante in modo da favorire la fecondazione dei fiori aumentando la produzione di olive. L’olivo è infatti una pianta caratterizzata da una bassissima percentuale di fiori fecondati (circa 2%).
Il polline è stato raccolto alcuni giorni prima dell’impiego da oliveti composti dalle varietà Pendolino, Moraiolo, Casaliva. Sono stati raccolti circa 73 g in 4 ore da un solo operatore utilizzando l’attrezzatura di raccolta AspiraPollineMini2 con due tubi di raccolta uniti assieme e prolungati per arrivare fino a 3 metri di altezza. Il polline è stato poi filtrato con apposito filtro per rimuovere piccole parti di fiore aspirate e conservato a 4°C per alcuni giorni. L’impollinazione è stata effettuata con l’impollinatore SoffiaPollineZBG86. L’applicazione è stata fatta in 2 giorni successivi al mattino dalle 8.00 alle 8.45 erogando un totale di 40 g di polline ovvero 1,7 g di polline per pianta.La buona esperienza fatta l'anno passato ha convinto l'Aipol a condurre la sperimentazione a più ampio spettro, in tutto il bacino territoriale di sua competenza.“Aumentare la produttività degli appezzamenti dei nostri olivicoltori anche di una piccola percentuale sarebbe già un grande risultato visto che gli oli lombardi sono oggi ricercatissimi sul mercato e la domanda supera l’offerta - afferma il presidente di Aipol Silvano Zanelli - per questo abbiamo deciso di destinare una parte dei contributi europei riservati agli olivicoltori per realizzare questa sperimentazione che durerà tre anni. Speriamo alla fine di queste prove di poter consegnare ai nostri produttori uno strumento utile per rendere economicamente sostenibili le aziende olivicole che oggi in Lombardia hanno dei costi di produzione elevatissimi”.
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