Anno 10 | n. 20 | 22 Maggio 2012 | Direttore LUIGI CARICATO | redazione@teatronaturale.it

Teatro naturale

pubblicato in Strettamente tecnico > L'arca olearia
il 18 Febbraio 2012 TN n. 7 Anno 10

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Ecco come e dove viaggia l'olio d'oliva entro i confini europei

Le dinamiche dei flussi delle varie categorie di olio d'oliva, fotografate nell'arco di quattro stagioni, forniscono un quadro esauriente dei rapporti di forza

di R. T.

Sono in crescita le importazioni di olio d'oliva all'interno dei confini comunitari nell'arco delle ultime quattro stagioni, secondo i dati diffusi dal Coi. In particolare si è passati dalle 458mila tonnellate del 2007/08 alle 974mila del 2010/11.

Leader nelle importazioni è certamente l'Italia col 51% di tutto l'import Ue, seguita da Francia (12%), Portogallo (9%), Regno Unito e Germania (7% ciascuno), Spagna (3%) e Belgio e Paesi Bassi (2% ciascuno). Austria, Svezia, Polonia, Repubblica Ceca, Irlanda e Danimarca hanno rappresentato ciascuno l'1% delle importazioni di olio di oliva tra paesi della Ue.

In particolare in Italia la crescita nel quadriennio è stata del 40%, arrivando a 537mila tonnellate nel 2010/11 mentre si è registrato un calo per la Francia (-0,5%) e Portogallo (-1,5%). Un notevole balzo percentuale l'ha effettuato anche la Spagna (+19,9%) ma per volumi molto ridotti: 25mila tonnellate.

Se soffermiamo lo sguardo sui paesi non produttori, possiamo notare una notevole crescita delle importazioni da parte di Germania (63mila tonnellate, +12% nel quadriennio) e Regno Unito (61mila tonnellate, +4% nel quadriennio). Le crescite più significative in termini percentuali si hanno però in Polonia (+100%), Romania (+119%) e Finlandia (+60%). Ottime performance anche in Danimarca e Svezia- In flessione unicamente i mercati austriaco (-10%) e della Repubblica ceca (-6%).

Per quanto riguarda la suddivisione nella varie categorie merceologiche, l'80% delle importazioni riguarda olio extra vergine d'oliva, il 13% è olio di oliva e il 7% è l'olio di sansa di oliva.

 

Se volgiamo lo sguardo sotto un altra prospettiva, i dati mostrano la Spagna come primo paese esportatore, nel mercato comunitario, con il 72% dei volumi totali, con una crescita nell'ultima campagna del 4% e del 17% dal 2007/08. Oggi l'export spagnolo all'interno della Ue è di 627mila tonnellate. Le destinazioni principali sono state l'Italia (65%), Portogallo (13%), Francia (10%) e Regno Unito (6%).

L'Italia si conferma sulla piazza d'onore con il 16% della quota totale dell'export intra Ue. In crescita anche in questo caso le esportazioni, del 10% su base annua e del 19% dal 2007/08. Oggi l'export italiano all'interno dei confini comunitari ammonta a 141mila tonnellate, il 31% delle quali vanno in Germania, seguita da Francia (23%), Regno Unito (13%), Spagna (6%), Belgio e Paesi Bassi (4%).

La Grecia è il terzo paese esportatore all'interno dell'Ue, rappresentando il 9% del totale. Nel 2010/11 ha esportato 79mila tonnellate, in crescita del 31% su anno precedente e del 14% rispetto al 2007/08. L'Italia è il principale acquirente, seguita da Germania e Regno Unito.

di R. T.

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