Anno 15 | 28 Marzo 2017 | redazione@teatronaturale.it ACCEDI | REGISTRATI

Abbinare l'olio extra vergine d'oliva al piatto? No, alla persona

Normalmente lo si sceglie come mezzo tecnico, alimento o condimento, per San Valentino invece si cambia e si utilizza come legante, come cornice alle proprie sensazioni. Si può giocare anche con l'olio extra vergine d'oliva, purchè di altissima qualità

L’olio da amare

Da anni considero l’olio extravergine d’oliva una parte di me, è nei miei pensieri, nelle mie passioni e nelle mie disillusioni, non posso farne a meno.

Lo considero come la mia musa ispiratrice: le mete da raggiungere, la figlia da crescere, la donna da amare sono il mio “tutti giorni”.

E ogni giorno soffro e gioisco per quello che vedo nel nostro comparto e qualche volta ho pensato di tenere solo per me la mia passione, ritenendo spesso l’ambiente immaturo e falso per vivere un grande amore.

Poi subentra la ragione, il cuore e ti rendi conto che, se non condivise, le passioni non hanno vita, non nascono, non crescono e non sopravvivono nel tempo.

Condividere un assaggio vuol dire condividere emozioni, trasmettere sensazioni, viaggiare insieme.

Avete già scelto il vostro olio extravergine per San Valentino?

Non per abbinarlo alla cena, ma per abbinarlo al vostro partner .

Sii!

Un prodotto così eccezionale, con qualità nutraceutiche uniche, quale migliore occasione per condividerlo?

Normalmente lo si sceglie come mezzo tecnico, alimento o condimento, per San Valentino invece voglio suggerirlo come legante, come cornice alle proprie sensazioni.

Ungete con un buon olio extravergine la punta dell’indice, strofinatelo con il polpastrello del pollice per sentire la sua viscosità, portatelo al naso per chiedere aiuto all’olfatto e poi con un gesto delicato cospargete le labbra della vostra compagna … È unica la sensazione delle mani intercalate da una sottile strato di olio che scivola lungo la schiena accompagnando ogni vertebra, separandole dal sacro fino alla nuca, conoscere le fasce muscolari accavallate spianate dalla viscosità dell’olio, il profumo e i polifenoli trasmettono sensazioni uniche, mani così unte, calde spianano colline e si fermano soltanto nei gonfiori che confermano la arrendevolezza al regalo, lo scambio di sensazioni è unico, accompagnato del profumo di frutti di bosco (vi avevo detto che la Cellina di Nardò è il mio olio extravergine per San Valentino?). Il tatto è il senso attraverso il quale si interagisce, ci si scambiano sensazioni, non è il più completo ma è il più coinvolgente, e comunque a un certo punto, l’obbligo è far intervenire anche il palato.

Mi sbaglio o la sequenza per l’assaggio è scaldare, annusare, assaggiare e valutare? Solo per questa volta, permettetemi di considerare anche il colore, soltanto questa volta.

Se volete condividere un assaggio -massaggio di questo tipo a San Valentino vi suggerisco di usare tutti sensi e oli di qualità, per quanto riguarda la scelta dei sentori vi lascio il libero arbitrio, anche se mi sento di sconsigliare oli con sentori di carciofo, lattuga, il pomodoro (nonostante appena portato dalle Americhe fosse usato come simbolo d’amore), sono sentori poco romantici, mi indirizzerei su sentori mandorlati, freschi, erbacei oppure frutti di bosco.

In Spagna, Cile e Sud Africa già da tempo si offrono massaggi con oli extravergine nei frantoi o negli oliveti come servizi aggiunti atti a valorizzare le qualità di questo prodotto.

Scegliete il vostro olio preferito e buon San Valentino!

di Piero Palanti
pubblicato il 10 febbraio 2017 in Racconti > Fuori dal coro

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