Anno 16 | 20 Gennaio 2018 | redazione@teatronaturale.it ACCEDI | REGISTRATI

Le braccia a croce, il suo formidabile corpo si inabissava

In un intenso e struggente testo per il teatro, il poeta Maurizio Cucchi scava nella vita di Giovanna d'Arco - la donna, e non la strega - mentre avanza verso il sacrificio, tra le alte fiamme

Maurizio Cucchi

Il corpo era lassù,
era come planasse sulla folla.
Osservava le cime degli alberi, i campanili, il cielo,
sentiva il poco vento nella primavera.
Gridava, poi, nel soffoco, nel fumo:
“Erano vere, erano Dio,
le mie luci, le voci!”
I soldati ridevano.
Quelle lingue leccavano
i suoi piedi la camicia
salivano ai capelli.
Attorcigliata gli occhi rovesciati
la fiamma mangiava spalle e mani, le gambe…
la esponeva e la mangiava…
Cercava di chiudere sul petto
le braccia a croce,
ma le cadevano.
Si inabissava
tutto il suo corpo formidabile…
Però il suo cuore
era incombustibile…

Maurizio Cucchi



Testo tratto da: Maurizio Cucchi, Jeanne d’Arc e il suo doppio, Guanda, Milano 2008: link esterno

di L. C.
pubblicato il 21 febbraio 2009 in Pensieri e Parole > Massime e memorie

ARTICOLI PIÙ COMMENTATI

Olio extra vergine di oliva italiano: la rabbia e l'orgoglio

Il terribile prezzo della globalizzazione: la perdita della ruralità

Un bagno d'umiltà per gli assaggiatori d'olio d'oliva

Il sommelier, l'evoluzione culturale di una professione

Aceto di oliva: un possibile nuovo prodotto dalle acque di vegetazione