Salute
La dieta mediterranea aiuta il benessere mentale durante l’invecchiamento
Uno studio internazionale condotto da University College London e ISGlobal evidenzia un’associazione tra una maggiore adesione alla dieta mediterranea e migliori livelli di benessere psicologico nelle persone tra i 50 e i 90 anni
15 luglio 2026 | 09:00 | C. S.
La dieta mediterranea potrebbe avere un ruolo sempre più rilevante nella promozione della salute mentale durante l’invecchiamento. È quanto emerge da uno studio guidato da University College London e dall’Istituto di Salute Globale di Barcellona (ISGlobal), centro sostenuto dalla Fundación ”la Caixa”, pubblicato sulla rivista BMJ Open.
La ricerca ha evidenziato una relazione tra una maggiore aderenza a questo modello alimentare e un migliore benessere psicologico nelle persone adulte e anziane. Gli effetti osservati riguardano non solo la riduzione dei sintomi depressivi, già documentata da precedenti studi, ma anche dimensioni positive della salute mentale come il senso di autonomia, il significato attribuito alla propria vita, la capacità di provare piacere, il controllo dell’ambiente circostante, i livelli di energia e la fiducia nel futuro.
Lo studio ha analizzato i dati di 3.296 partecipanti dello English Longitudinal Study of Ageing (ELSA), con età compresa tra 50 e 90 anni. Le abitudini alimentari sono state rilevate tra il 2018 e il 2019 attraverso questionari dietetici, mentre il benessere psicologico è stato monitorato fino al 2020, consentendo ai ricercatori di osservare anche gli effetti del periodo della pandemia di COVID-19.
I risultati indicano che le persone con una maggiore fedeltà alla dieta mediterranea presentavano livelli più elevati di benessere psicologico, indipendentemente dalla presenza di sintomi depressivi o dalle condizioni socioeconomiche.
Un dato particolarmente interessante riguarda il periodo della pandemia: secondo i ricercatori, chi seguiva maggiormente la dieta mediterranea avrebbe mostrato un calo meno marcato del benessere emotivo durante le restrizioni sanitarie. Questo risultato suggerisce un possibile effetto protettivo dell’alimentazione nei confronti dello stress e delle difficoltà psicologiche legate a eventi critici.
Gli studiosi sottolineano tuttavia che si tratta di una ricerca osservazionale e che, quindi, non consente di dimostrare un rapporto diretto di causa-effetto. Saranno necessari ulteriori studi per chiarire i meccanismi biologici coinvolti.
Tra le ipotesi più accreditate vi è il possibile ruolo della dieta mediterranea nella regolazione dell’infiammazione, nella risposta allo stress, nella salute della microbiota intestinale e nei processi legati al funzionamento cerebrale.
Per i ricercatori, questi risultati confermano il crescente interesse verso il rapporto tra alimentazione e salute mentale. Promuovere uno stile alimentare basato su alimenti di origine vegetale, pesce, olio extravergine di oliva e un ridotto consumo di prodotti ultraprocessati, carni lavorate e zuccheri potrebbe rappresentare una strategia utile per favorire un invecchiamento più sano, sia dal punto di vista fisico sia psicologico.
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