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L'Estremo Oriente, mercato sempre più interessante per il vino italiano

L'Estremo Oriente, mercato sempre più interessante per il vino italiano

L'export vinicolo italiano nell'Asia orientale nel 2024 ha toccato 434 milioni di euro. È importante ricordare il ruolo fondamentale che il vino continua a svolgere, unendo le persone di diverse culture e continenti

07 giugno 2025 | 10:00 | C. S.

Il vino italiano protagonista al Padiglione Italia di Expo 2025 Osaka con i lavori del primo Market trends and opportunities for Italian wine in Asia, dedicato all'export nel settore vitivinicolo, organizzato dal ministero dell'Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste in collaborazione con l'Agenzia Ice.

All'evento hanno partecipato e sono intervenuti il ministro Francesco Lollobrigida, e l'ambasciatore Mario Vattani, commissario generale per l'Italia a Expo 2025 Osaka.

In particolare, nel 2024, ha rilevato il direttore dell'Ice Matteo Zoppas il settore del vino "ha raggiunto gli 8,1 miliardi di euro (+5,5% sul 2023) e nel primo bimestre del 2025 l'export vinicolo ha toccato 1,2 miliardi di euro, in crescita del 3,6% rispetto allo stesso periodo del 2024". E in questo scenario, secondo il direttore dell'Ice, l'Asia orientale che rappresenta un mercato strategico: "Qui l'export vinicolo italiano nel 2024 ha toccato 434 milioni di euro" e "nel 2024 abbiamo esportato in Asia 5,6 miliardi di euro di prodotti agroalimentari", ha concluso il direttore dell'Ice. Molti i protagonisti del settore vinicolo italiano, a partire dal presidente di Veronafiere Federico Bricolo. "Dopo la partecipazione all'esposizione universale del 2015 a Milano con il Padiglione del Vino, Veronafiere con Vinitaly è di nuovo in prima fila all'Expo in Giappone per rafforzare la presenza del nostro sistema vitivinicolo sui mercati internazionali", ha detto Bricolo.

Secondo Luigi Scordamaglia, direttore mercati e politiche internazionali di Coldiretti e ad di Filiera Italia, il mercato giapponese "è pronto a comprendere e apprezzare il vino come espressione del Made in Italy". I consumatori giapponesi "sono molto attenti e particolarmente esigenti" ha aggiunto Scordamaglia e il Giappone "è uno dei Paesi al mondo più capaci di comprendere il valore aggiunto del nostro settore agroalimentare". Il mercato asiatico, ha poi sottolineato il presidente dell'Unione italiana vini (Uiv) Lamberto Frescobaldi "può diventare lo sbocco più strategico per il futuro commerciale delle nostre imprese".

"È importante ricordare il ruolo fondamentale che il vino continua a svolgere, unendo le persone di diverse culture e continenti", ha poi affermato Marzia Varvaglione, presidente del Comité Européen des Enterprises Vin (Ceev). 
Tra gli altri partecipanti Stefano Bottega, Co-Owner, Bottega e presidente del Gruppo Vinicolo Cve, Diva Moretti Polegato, Export Manager per il Regno Unito, gli Stati Uniti e il Messico di Villa Sandi, Nadia Zenato, Owner della cantina Zenato, Mihoko Kizu di Jet, Thomas Ling Teck Chong di Entwine Asia e Vera Malisani, Co-Founder di Ethica Wine Asia Pacific.

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