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Brindisi di fine anno con i vini eroici: mercato in crescita ed espressione del territorio: il 90% è prodotto da vitigni autoctoni

Brindisi di fine anno con i vini eroici: mercato in crescita ed espressione del territorio: il 90% è prodotto da vitigni autoctoni

Anche se i vini eroici a livello mondiale valgono solo il 5% della viticoltura, il valore dei vitigni autoctoni non è calcolabile se parliamo di biodiversità e di vini che caratterizzano quel singolo territorio di produzione

28 dicembre 2024 | 12:00 | C. S.

Sottili ed eleganti, freschi e potenti, dolci ed aromatici, equilibrati e minerali, corposi e persistenti. Ce n’è, insomma, per tutti i gusti. Sono i vini eroici, anche loro fra i protagonisti dei brindisi dei cenoni per le feste di fine anno.

Un segmento in crescita – ricorda il Cervim – quello della viticoltura eroica, fra i consumatori italiani ed internazionali e fra i winelover alla ricerca di un vino dalle caratteristiche e peculiarità uniche.

 

“Ogni calice di vino eroico parla di territorio, di fatica del viticoltore, di una storia da raccontare – sottolinea Nicola Abbrescia, presidente del Cervim –, i vini eroici esprimono una grande qualità ed identificano perfettamente il luogo di origine. La viticoltura estrema è sinonimo di biodiversità, basti pensare che il 90 per cento dei vini eroici è prodotto con vitigni autoctoni, quindi caratterizzati da terroir unici che segnano indelebilmente i profumi e i sapori. Per questo sono vini ideali anche nei giorni delle feste, vini autentici, italiani ed esteri”.   

Anche se i vini eroici a livello mondiale valgono solo il 5% della viticoltura, il valore dei vitigni autoctoni non è calcolabile se parliamo di biodiversità e di vini che caratterizzano quel singolo territorio di produzione.

Sono tutti quei vini le cui uve sono coltivate in pendenze del terreno superiore a 30%, oppure ad una altitudine superiore ai 500 metri, nelle piccole isole, o con sistemi viticoli su terrazze e gradoni. Per questo sono eroici. Quindi in luoghi meravigliosi ed unici al mondo, talvolta Patrimonio dell’Umanità, tutelati dall’Unesco, come l’alberello pantesco di Pantelleria, i muretti a secco delle pendenze montane.

“Continua a crescere il mercato dei vini estremi in Italia e all’estero: c’è voglia di nuovi vini ed il consumatore sta rispondendo in modo importante" aggiunge Abbrescia. “Si chiude un anno da ricordare per la viticoltura eroica – conclude il presidente – e per il Cervim, che ci ha visto presenti in grandi appuntamenti, nella comunicazione e divulgazione, oltre a ricordare un Mondial des Vins Extremes da record, con la prima volta oltre i mille vini partecipanti da tutto il mondo”. 

 

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