Mondo
Le diete alimentari insalubri costano 8000 miliardi di dollari all'anno
Circa il 70% dei costi complessivi nascosti derivano dagli impatti sulla salute legati alle malattie non trasmissibili, soprattutto nei sistemi agroalimentari più industrializzati. Alto rischio alimentare in una dieta insalubre
12 novembre 2024 | 14:00 | C. S.
Un accurato studio dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO), a cui hanno partecipato 156 paesi, conferma che i costi nascosti dei sistemi agroalimentari mondiali ammontano a circa 12 000 miliardi di dollari all’anno. Di questi, il 70 percento circa (8 100 miliardi di dollari) è la conseguenza di abitudini alimentari non salutari ed è correlato a pericolose malattie non trasmissibili (MNT) come le malattie cardiache, l’ictus e il diabete, con costi di gran lunga superiori rispetto a quelli legati al degrado ambientale e alle disuguaglianze sociali.
Lo Stato dell’alimentazione e dell’agricoltura 2024 (SOFA) prende le mosse dai dati contenuti nell’edizione del 2023 per fornire un'analisi ancora più approfondita, sfruttando il metodo della contabilità dei costi effettivi per portare alla luce l’intera gamma di costi e benefici associati alla produzione, alla distribuzione e al consumo di prodotti alimentari, inclusi i cosiddetti “costi e benefici nascosti”, che non si riflettono nei prezzi di mercato. Il rapporto aggiorna le stime dei costi, suddividendole per tipologia di sistema agroalimentare, e traccia una tabella di marcia per la trasformazione dei nostri sistemi agroalimentari.
Inoltre, spiega con dovizia di particolari che, nei sistemi agroalimentari più industrializzati dei paesi a reddito medio-alto e alto, i costi nascosti globali scaturiscono in gran parte dai costi legati alla salute e, a seguire, dai costi nascosti dell’impatto ambientale.
Nell'esaminare le ripercussioni sulla salute, il rapporto individua 13 fattori di rischio alimentare, tra cui una dieta povera di cereali integrali, frutta e ortaggi, un consumo eccessivo di sodio e l’elevata assunzione di carni rosse e processate, con marcate differenze tra i vari sistemi agroalimentari.
I costi nascosti variano in base al tipo di sistema agroalimentare
I sistemi agroalimentari tradizionali si sono storicamente evoluti in forme industriali, con esiti diversi e altrettanto diversi costi nascosti. Per tale ragione, il rapporto esamina in che modo i costi nascosti si manifestano in diverse tipologie di sistemi agroalimentari a livello mondiale.
Per facilitare l’analisi, il documento introduce una tipologia che classifica i sistemi agroalimentari in sei gruppi distinti: in crisi protratta, tradizionale, in via di espansione, in via di diversificazione, in via di formalizzazione e industriale. Questo schema permette di comprendere fedelmente le difficoltà e le opportunità proprie di ciascun sistema, consentendo l’elaborazione di politiche e interventi su misura.
Per esempio, mentre una dieta povera di cereali integrali rappresenta il principale fattore di rischio alimentare nella maggior parte dei sistemi agroalimentari, nei sistemi in crisi protratta (ossia i sistemi caratterizzati da una situazione di prolungato conflitto, instabilità e insicurezza alimentare diffusa) e nei sistemi tradizionali (contraddistinti da minore produttività, scarso orientamento tecnologico e catene del valore più brevi) il problema principale è dato, invece, da un apporto insufficiente di frutta e ortaggi.
Altrettanto allarmante è anche l'elevato consumo di sodio, che tende a crescere via via che i sistemi agroalimentari si trasformano da sistemi tradizionali in sistemi in via di formalizzazione, raggiungendo un picco in quest’ultima fase evolutiva per tornare a diminuire nei sistemi industriali. Al contrario, l’elevato consumo di carni rosse e processate aumenta costantemente durante la transizione dai sistemi tradizionali a quelli industriali, dove figura tra i primi tre rischi alimentari.
Oltre ai rischi alimentari, anche l’impatto ambientale delle pratiche agricole non sostenibili concorre in modo sostanziale ad accrescere l’onere dei costi nascosti. I costi associati alle emissioni di gas a effetto serra, al ruscellamento dell'azoto, al cambiamento della destinazione dei suoli e all’inquinamento idrico sono particolarmente alti nei paesi con sistemi agricoli in via di diversificazione, dove la rapida crescita economica è accompagnata da modelli di consumo e produzione in continua evoluzione e dove si stima che tali costi raggiungano la cifra di 720 miliardi di dollari. Anche i sistemi agroalimentari in fase di formalizzazione e di tipo industriale devono far fronte a costi ambientali ingenti. Tuttavia, a subire i costi ambientali più alti a livello relativo, equivalenti al 20 percento del PIL, sono i paesi alle prese con crisi protratte.
I costi sociali, tra cui si annoverano la povertà e la malnutrizione, sono più diffusi nei sistemi agroalimentari tradizionali e in quelli colpiti da crisi protratte. L'esistenza di tali costi, rispettivamente compresi tra l’8 e il 18 percento del PIL, evidenzia l’impellenza di migliorare i mezzi di sussistenza e di integrare gli interventi umanitari, gli aiuti allo sviluppo e le azioni di costruzione della pace.
Il rapporto SOFA 2024 sottolinea l’importanza di adattarsi ai contesti locali e di saper cogliere le priorità delle parti interessate, portando ad esempio studi di casi che si riferiscono a paesi e tipologie di sistemi agroalimentari diversificati, tra cui Australia, Brasile, Colombia, Etiopia, India e Regno Unito.
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