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Stop alla riduzione dei fitofarmaci: il Parlamento boccia la Commissione europea

Stop alla riduzione dei fitofarmaci: il Parlamento boccia la Commissione europea

La proposta sul Ripristino Natura della Commissione Ue bocciata da tre Commissioni di Strasburgo. Timmermans pronto al ricatto: niente Tea senza dimezzamento dei fitofarmaci entro il 2030

28 giugno 2023 | C. S.

Dopo la bocciatura in Commissione agricoltura, seguita dallo stop in Commissione pesca, anche la Commissione ambiente del Parlamento europeo ha deciso di respingere la proposta di legge sul ripristino della natura della Commissione europea.

Nel giugno 2022 la Commissione ha adottato proposte per ripristinare gli ecosistemi danneggiati e riportare la natura in tutta Europa, dai terreni agricoli ai mari, dalle foreste agli ambienti urbani. La Commissione ha proposto inoltre di ridurre del 50% l'uso e il rischio dei pesticidi chimici entro il 2030.
La proposta di legge sul ripristino della natura prevede obiettivi vincolanti per il ripristino della natura in diversi ecosistemi si applicheranno a tutti gli Stati membri, integrando le leggi esistenti. L'obiettivo è coprire almeno il 20% delle aree terrestri e marine dell'UE entro il 2030 con misure di ripristino della natura, per poi estenderle a tutti gli ecosistemi che necessitano di ripristino entro il 2050.

La proposta aveva visto fin da subito l'opposizione degli agricoltori europei che dopo la bocciatura da parte di tre importanti Commissioni del Parlamento europeo non nascondono la loro siddisfazione.  "Questo fatto lancia un segnale forte per un'iniziativa mal costruita, priva di un budget coerente, chiaro o dedicato, che è stata oggetto di consultazioni notevolmente improduttive tra la Commissione europea e chi dovrà metterla in pratica sul campo", si legge in un tweet di Copa-Cogeca, la principale federazione degli agricoltori europei.

La proposta di legge sul ripristino della natura, avanzata dalla Commissione Europea e particolarmente caldeggiata dal vicepresidente della Commissione Frans Timmermans, è quindi in crisi profonda ma la Commissione Europea avrebbe pronto un piano B: niente legislazione sulle Tecniche evoluzione assistita, se i Popolari si rifiuteranno di votare il dimezzamento dei fitofarmaci entro il 2030.

A svelare la tattica del Commissione, orchestrata dal suo vicepresidente Frans Timmermans, è stato il deputato altoatesino Herbert Dorfmann (Ppe), che ha dichiarato: “L’approccio del vicepresidente della Commissione europea responsabile del Green Deal è inaccettabile e totalmente antidemocratico. La proposta sulle Tecnologie di evoluzione assistita - aggiunge Dorfmann - è parte integrante del programma della Commissione europea e, più nel dettaglio, della strategia Farm to Fork, che punta ad accelerare la transizione europea verso un sistema alimentare sostenibile”.

L'eurodeputato del Ppe rimarca che “le proposte della Commissione sui pesticidi e sul ripristino della natura non hanno niente a che vedere con quella sulle Tea”. “Noi europarlamentari siamo direttamente eletti dai cittadini europei e abbiamo il diritto e il dovere di votare come riteniamo sia giusto. Se bocceremo la proposta sul ripristino della natura perché la consideriamo inutile e quella sui pesticidi perché mal fatta - conclude Dorfmann - si tratterà semplicemente di una scelta democratica. L’opposto della minaccia della Commissione di bloccare il dibattito sulla cisgenetica. Il Parlamento europeo non si piegherà ai ricatti di Timmermans”.

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