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Resurrezioni in via Marina
Il romanzo di Luca Signorini sottolinea, senza mezzi termini, che se la vita procede nel suo morire, giorno dopo giorno, con altrettanta lena s’accompagna la possibile resurrezione. La recensione di Nicola Dal Falco
05 giugno 2010 | Nicola Dal Falco

Via Marina, a Napoli, è punteggiata di buche come un pentagramma, ed anche la mente di Antonio, protagonista del secondo romanzo di Luca Signorini, Appunti per una resurrezione, edito da Aracne, ha pause di bianco e fitte sequele di segni neri.
La musica conduce, porta con se, simile a volte ad una piena indistinta o a un fraseggio dâonde. Antonio, alter ego di Alfonso gettato in manicomio, viaggia e si arena in via Marina; quel rettilineo sconnesso, abusato dâincuria, è il suo punto di imbarco per lâal di là in senso orfico: un altrove che è già qui e ora. Vero e proprio mare delle possibilità che, nelle menti immaginative, coincide con la coscienza, la misura del sentirsi vivi.
Di questo dubita Antonio, convinto di avere a che fare con un mondo parallelo dove vengono nascosti e tirati i fili dellâesistenza, un luogo concreto e vuoto, forse simboleggiato per la sua triste astrattezza dal parcheggio Brin.
Però, basta spingere il bottone dellâautoradio, allineare il segnale con lâemittente di musica classica, perché le rotte da confuse inizino a ricamare una scia fresca e turbinosa.
Allora, grazie a Shumann, Shostakovich, Malher, Bach, Ligeti, lâamaro lido in cui scherza e alberga anche lâamore per la gaia e fatale Elena, può trasformarsi in una riva verticale, nellâascesa dove lâinsensatezza assuma i contorni scuri, ma in fondo accettabili, del mistero.
Luca Signorini, il mistero ce lo confida, già a pagina 48, quando Antonio si trova ad ascoltare, parcheggiato in via Marina, Le Variazioni Goldberg di Bach, eseguite da Glen Gould: âLâAria diceva: costruiremo dalla semplicità di pochi gesti una vita intera, e torneremo, a fine vita, a pochi gesti. LâAria era la preghiera che doveva scandire ogni passo e progetto per ricordare che alla fine tutto torna semplice e al punto di partenza. Soltanto Bach ha intuito la verità , scrisse Claude Debussyâ.
Gli insabbiamenti miracolosi che scandiscono la fine della giornata di Antonio hanno, con Le Variazioni, un punto di contatto biografico, poiché vennero composte per il conte Keyserling, sofferente dâinsonnia.
âUna musica che non inizia e non finisceâ la descrive Signorini, alias Antonio, alias Alfonso, alias chiunque ancora stupisca, guardando dal finestrino della propria automobile, accendendo lâurlo della televisione o interrogandosi sul perché delle relazioni, su i modi sghembi e zoppi con cui queste procedono e poi si eclissano.
E se il referto comune dice insonnia, lâimmobile presente che nellâAde circonda e opprime le anime, per analogia il farmaco è appunto una melodia che istauri, con procedimento omeopatico, i principi attivi della resurrezione.
Questo libro, intessuto di una propria colonna sonora, sottolinea senza mezzi termini che se la vita procede nel suo morire, giorno dopo giorno, con altrettanta lena sâaccompagna la possibile resurrezione, praticabile a condizione di farne un uso quotidiano.
Il violoncellista Signorini sa che la musica abbrevia dâun colpo la comunicazione con lâinvisibile, ma, alla stregua del suo automobilista stanco crede nella scrittura, aggiungendo al codice delle note quello delle lettere, sperando che diventi intercambiabile.
Di questo pensiero lo ringrazio, perché scrivendo, invidio moltissimo le note che accompagnano nella brevità i fogli di musica. Quale ampiezza e concisione hanno i presto, gli adagio, gli andante o i pianissimo!
Parole semplici, ma sempre rinvigorite dalla vicinanza, dal soffio delle note.
Due cose ancora. Il romanzo di Alfonso compone il primo di quattro movimenti, e tutti insieme lâopera da camera Appunti per una resurrezione.
La stesura di un ipotetico romanzo che, intrecciandosi a momenti di riflessione, racconta la vita perduta di un pazzo, alternandola alle caustiche e tenerissime osservazioni di Antonin Artaud, il pazzo per antonomasia, si salda con il secondo movimento - Gli uccelli migrano - che è il capitolo delle ricordanze, quando si riconsacra, narrandola, la propria infanzia. Operazione necessaria ad ogni vero giro di boa.
Il terzo, dotato di un bellissimo titolo: Mezze cose, diminuendo e sfumando, accoglie, invece, dei veri pezzi di bravura. Sono in effetti un invito allâascolto di altrettanti brani che non svelerò per il piacere della scoperta.
Infine, il quarto movimento, Mezzi disegni poco meditati su Morte e Resurrezione appartengono con le poesie che li fioriscono accanto allâultimo sforzo, quando vicini alla fine della convalescenza ci si lascia andare ad un liberatorio flusso di coscienza.

Luca Signorini, Appunti per una resurrezione, prefazione di Jolanda Capriglione, disegni di Nicola Dal Falco, Ed. Aracne 2010, pp. 151, euro 12 link esterno
Luca Signorini è violoncellista di fama internazionale e compositore. Attualmente è Primo Violoncello dellâOrchestra del Teatro âSan Carlo" di Napoli
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Appunti per una resurrezione musicale
Concerto di violoncello allâIstituto Luigi Sturzo per la presentazione del secondo romanzo di Luca Signorini
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