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La farmacia nel piatto: così il cibo diventa medicina naturale

 La farmacia nel piatto: così il cibo diventa medicina naturale

Mangiare non significa soltanto nutrirsi: tra taoismo e tradizione cinese, il nuovo volume di Marco Montagnani invita a riscoprire il pasto come gesto quotidiano di prevenzione, ascolto e cura di sé. Il Cibo è Medicina, il nuovo libro di Marco Montagnani, con la prefazione di Franco Berrino

15 ottobre 2026 | 17:00 | C. S.

E se la prima forma di medicina cominciasse proprio a tavola? È una delle suggestioni centrali de Il Cibo è Medicina. La ricerca del benessere tra taoismo e tradizione cinese, il nuovo libro di Marco Montagnani, con prefazione di Franco Berrino. Un viaggio tra Oriente e Occidente che invita a ripensare il rapporto con ciò che mangiamo e, più in profondità, con il nostro corpo. “La farmacia nel piatto, il cibo che cura” è il principio attorno al quale prende forma una parte fondamentale del volume. Nella cultura tradizionale cinese raccontata da Montagnani, infatti, tra cucina e medicina non esiste una separazione netta: il pasto diventa un gesto quotidiano di prevenzione, ascolto e ricerca dell’equilibrio.

Non si mangia soltanto per placare la fame o soddisfare il gusto. Ogni alimento entra in relazione con l’organismo, con il clima, con la stagione e con la condizione della persona. Mangiare significa quindi instaurare un dialogo continuo tra uomo e natura. È una prospettiva che Montagnani ha incontrato durante il suo lungo percorso in Cina e sulle montagne di Wudang e che nel libro traduce in un principio semplice: prima di cercare il rimedio, impariamo a dare al corpo ciò di cui ha realmente bisogno.

Dalla tavola comincia la prevenzione. Nell’antica visione raccontata nel libro, il “medico superiore” non è soltanto colui che interviene quando la malattia si manifesta: è colui che insegna a preservare l’equilibrio prima che venga perduto. L’alimentazione diventa così uno degli strumenti fondamentali della prevenzione. Non una dieta fatta esclusivamente di divieti, calorie e restrizioni, ma un’educazione all’ascolto: osservare il proprio corpo, riconoscere i suoi segnali e adattare ciò che mangiamo alle stagioni e alle nostre necessità. È il rovesciamento di un’abitudine profondamente contemporanea: aspettare che qualcosa non funzioni più per occuparci della salute. Il libro propone invece di riportare la cura nella quotidianità. E pochi gesti sono quotidiani quanto mangiare.

Ogni piatto è una ricerca di equilibrio. Secondo la dietetica tradizionale cinese illustrata da Montagnani, gli alimenti possiedono caratteristiche energetiche differenti e possono essere letti attraverso la relazione fra yin e yang. Ci sono alimenti considerati riscaldanti, altri rinfrescanti e altri ancora neutri. Anche i sapori assumono un significato preciso. Ma soprattutto conta il contesto: ciò che può essere appropriato in inverno non necessariamente lo è in estate; quello che sostiene una persona in un determinato momento può non essere ciò di cui ha bisogno in un altro. La parola chiave diventa quindi equilibrio. Non esiste l’ingrediente miracoloso da inseguire, ma la capacità di comporre il piatto ascoltando il corpo e rispettando il ritmo della natura. È questa la “farmacia” evocata dal libro: non uno scaffale di rimedi, ma la possibilità di ritrovare nella semplicità degli alimenti un modo diverso di pensare al benessere. 

La cucina come laboratorio quotidiano. Nelle pagine di Il Cibo è Medicina, la cucina diventa quasi un laboratorio alchemico. Riso, verdure, radici, zenzero, spezie, zuppe e infusi non vengono raccontati soltanto per le loro caratteristiche nutrizionali, ma all’interno di una cultura millenaria che attribuisce al cibo un ruolo nel mantenimento dell’armonia dell’organismo. Da qui nasce anche l’attenzione alla stagionalità: seguire il ritmo della terra, privilegiando preparazioni e ingredienti diversi a seconda del periodo dell’anno. E conta persino il modo in cui cuciniamo. Preparare personalmente un pasto, scegliere gli ingredienti, dedicare tempo alla cucina e mangiare con consapevolezza restituiscono al cibo una dimensione che la velocità contemporanea rischia di cancellare. Il cibo smette così di essere soltanto carburante. Diventa relazione, cultura, attenzione e cura.

Dalla “farmacia” alla cucina: la Zuppa di zia Wang. A rendere immediatamente concreto questo principio è una delle preparazioni raccontate nella parte del libro dedicata a “Ricette e rimedi”: la Zuppa di zia Wang. Montagnani la lega ai suoi ricordi di Nanchino e alla cucina di una donna che lo trattava come un nipote. Quando lo vedeva stanco o pallido, zia Wang preparava per lui una semplicissima zuppa di riso. Una preparazione essenziale che, nella tradizione descritta nel libro, ha l’obiettivo di sostenere milza e stomaco ed è indicata nei momenti in cui la digestione è debole o durante la convalescenza.

Il Cibo è Medicina. La ricerca del benessere tra taoismo e tradizione cinese, il nuovo libro del Maestro Taoista Marco Montagnani, pubblicato da Solferino con la prefazione di Franco Berrino. Uscito ufficialmente l’8 settembre, il volume racconta la formazione dell’autore tra la Cina e l’Italia e propone una riflessione attuale sul rapporto tra alimentazione, ascolto del corpo e qualità della vita. Non un manuale di diete né un ricettario tradizionale, ma un itinerario che intreccia esperienza personale, filosofia taoista, medicina tradizionale cinese e pratiche concrete da portare nella quotidianità.

L’autore, Marco Montagnani, è un maestro di filosofia taoista, esperto in medicina tradizionale cinese e dietetica cinese. Si descrive come un semplice viandante in perenne cammino sul sentiero della vita. Autore de Il Cibo della Saggezza, (Mondadori, 2020) e de La Medicina Energetica (CEA, 2005), tiene corsi e seminari di crescita personale interiore basati sulla filosofia orientale, presso il Tempio delle Sei Armonie all’interno dell’Agriturismo Nuova Era, nel cuore delle Foreste Casentinesi (in provincia di Arezzo). L’intento di Marco è quello di rendere le persone più consapevoli e migliorare la loro qualità della vita.

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