Libri

Lella Curiel e le sue ricette

Enzo Lo Scalzo presenta Lo stile in cucina, un libro con il quale ci si può solo innamorare per l’approccio spensierato e colloquiale con cui si affronta il cibo

22 gennaio 2011 | Enzo Lo Scalzo



Lella Curiel mantiene il fascino della classe, quello stile alla Greta Garbo che tanto era di moda a Trieste nei Trenta, lo sguardo charmant e intrigante con il piacere di trasformarsi in bambina, anche di bambina in cerca della marmellata della nonna. La descrive così: “Mia nonna paterna era esile come un giunco e sempre elegantissima. Portava calze di seta, scarpe col cinturino stile anni venti eseguite su misura dal famoso calzolaio Rivolta di via Verri e sempre, a qualunque ora e in qualunque stagione, un foulard di chiffon dai colori pastello intorno al lungo collo modiglianesco.”

Uno schizzo svela il volto di nonna Grazia a 100 anni, sotto il volto di nonna Lucia a 50.
Tantissime sono le pagine decorate da disegni e schizzi o da annotazioni autografe: anzi ogni pagina è accompagna da un segno, una sua impronta personale, tanto da indurre a riflettere sul primo obiettivo del libro.

Scommetto che Lella si sia soprattutto divertita a scriverlo, a decorarlo, a ricercare le foto da inserire: penso che lo abbia dedicato ai suoi eredi da cui si lascia accompagnare in ogni occasione d’incontro, amichevole, confidenziale ma anche sociale, come si allora.

Un abbecedario che con la scusa delle ricette si trasforma pagina per pagina in curiosità di ricordi fotografici, gustosi, d’incontri a tavola e fuori, con amici, con storie celebri... motti come “se i no se mati no li volemo” con cui chiude la “sfilata” delle ricette di famiglia, della sua mamma, della Tata, della Lella e degli amici.

Mi dice d’essere amante del riso e di risotti: in verde della Casetta Rossa, quello della Licia entrambi decorati e profumati con fragranze di basilico e prezzemolo; riso con scampi giallo giallissimo di pistilli. Ama la tradizione veneta delle minestre d’orzo di nonna Lucia, il riso lesso di nonna Cecilia.

I suoi risi sono personalizzati con il nero agli scampi, in tecia con re carciofo, agli asparagi, al sedano, e non può mancare il classico riso pilaf che cura con ricorso alle esecuzioni classiche per adornare ogni altro modello di piatto a tavola!Non trascura un’esecuzione inusitata, un fidanzamento di riso con melanzana, famosa pietanza del Castellazzo di Beatrice: riso con zucchine, melanzane, carote, fagioli, sedano, cipolle, tricolore di peperoni, rosso di pomodori. Servito all’onda rinchiude un’antologia di verdure di fine estate: all’onda, al dente e ben mantecato con burro e parmigiano!

Le credo, Lella è "risotto-gola" come tanti lombardi e veneti, senza deviazioni piemontesi...
Grazie Lella. Arrivederci attorno ad una tavola rotonda: ci racconterai origini e ragioni di questo rapporto spontaneo tra riso e moda, tra riso ed arte... Ti aspetto!

Non può mancare una lode speciale: il tuo non è solo un libro, è un archetipo del libro più esteticamente apparente, leggibile come ho ricordato per il tuo ed il nostro divertimento, e indossabile con dignità in ogni occasione di banchetto di gala e di dejouner sur l’herbe. E’ un dono che hai concesso ad ogni appassionato non solo delle tue fatture ma ai collezionisti dell’arte del libro e nel libro!

Eccellente l’esecuzione di Leva Arti Grafiche realizzata con l’attenta direzione editoriale di Piero Maranghi, il tuo estro, il design di Bruno Stucchi.

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