Italia

Consoliamoci, all'Unione europea dovremo resituire solo 500 milioni di euro

Tra riunioni, correzioni e smentite si avvicina la fatidica data del 31 dicembre. Ora spunta l'ipotesi di una scorciatoia per facilitare e accelerare il pagamento delle misure agroambientali

19 giugno 2010 | Graziano Alderighi

Non si placano le polemiche sul mancato utilizzo dei fondi comunitari esi moltiplicano le riunioni per cercare di sventare il peggio, ovvero la restituzione dei fondi all'Unione europea.

Il Presidente Agea, Dario Fruscio, intanto ha voluto rassicurare. L'Italia non dovrebbe restituire 1,1 miliardi di euro ma "solo" 500 milioni.
Gli altri fondi verrebbero comunque persi dal settore primario perchè rappresentano la parte di cofinanziamento di Stato e Regioni.

Un danno tanto ingente che, per scongiurare questa eventualità, non è esclusa alcuna ipotesi.
Negli ultimi giorni si sono tenute diverse riunioni ma il giudizio sui risultati ottenibili non sono unanimi.

Partiamo dalla proposta sottoposta dal Presidente Agea Fruscio agli assessori regionali all'agricoltura.
Agea vorrebbe attivare una apposita procedura, semplificata per il pagamento di tutte le domande agroambientali entro il 15 ottobre.
Allo scopo Agea metterebbe tutti i suoi tecnici a lavorare proprio sull'Asse II dei Piani di Sviluppo Rurale, garantendo l'erogazione di 700 milioni di euro in pochi mesi.

La proposta non ha tuttavia convinto tutti, non soltanto perchè così verrebbero slittati i pagamenti delle misure d'investimento (Asse I), soldi che sono certo utili alle aziende che più hanno scommesso sull'innovazione, ma anche perchè le Regioni virtuose, ovvero quelle in ordine con l'attuazione dei Psr, sarebbero quelle maggiormente penalizzate.

La Sardegna ha speso circa 200 milioni di euro per l’asse Due.
“Ne mancano ancora circa 78 - ha spiegato l'assessore Prato - che, ai ritmi con i quali stiamo portando avanti le pratiche (circa 4000 al mese) contiamo di spenderli entro il 31 dicembre”. Perfettamente “in linea con i nostri programmi”.

L'Agea conta comunque di recuperare l'inattività sull'Asse II a partire dalla metà di ottobre, avviando le istruttorie per la spesa degli altri 400 milioni di euro per arrivare così al 31 dicembre 2010 avendo nulla da restituire alla Ue.

Dagli incontri tenuti, invece, l'assessore all'agricoltura del Lazio, Francesco Battistoni vede "ottimi risultati". "Cominciamo ad uscire dalla stasi che il Piano di Sviluppo Rurale ha vissuto fino a questo momento - ha affermato Battistoni - e finalmente saremo in grado di far arrivare sul territorio le risorse necessarie allo sviluppo della nostra agricoltura. "Infatti - ha sottolineato l'assessore regionale - considerando i fondi nazionali e quelli gia' spesi dall'amministrazione regionale, il Lazio dovra' spendere entro l'anno corrente 17 milioni di euro anziche' i 63 milioni iniziali, fondi che confidiamo di far arrivare alle aziende gia' nel mese di ottobre."

I dubbi di tutti sono però in questo momento concentrati sull'affidabilità dei sistemi informatici di Agea.
Oggi infatti le domande presenti in Agea sarebbero solo il 30 per cento di quelle relative alla domanda unica Pac (circa un milione) e del Psr (circa 400mila). Domande la cui presentazione è scaduta già il 15 maggio scorso. Questo in parte anche a causa dell’introduzione di un nuovo fascicolo aziendale che ha creato problemi tecnici, non nuovi all'organismo pagatore nazionale.

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