Italia

ABBASSATE L’IVA SUL VINO!

Una voce decisa e forte si leva da più parti tra le fila dei componenti della filiera vitivinicola. Richieste e proteste raccolte da Zonin in una lettera indirizzata al Presidente del Consiglio. Dalla diminuzione del carico fiscale dipende strettamente il rilancio dei consumi

11 settembre 2004 | T N

Un taglio deciso dell'Iva dal 20 al 10% per il vino italiano.
È quanto chiede Gianni Zonin, uno tra i maggiori vignaioli italiani, in una lettera inviata al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, “per invitare il Governo a ridurre il peso fiscale sul vino per rilanciare il comparto e allentare la stretta dei consumi. Di fronte al continuo calo dei consumi, alla prevista super-produzione 2004 in Italia e in Europa, alla divaricazione creatasi fra la capacità di spesa del consumatore italiano e la crescita dei prezzi al dettaglio, il settore ha bisogno di un intervento urgente - scrive Zonin - e servono misure concrete perchè il vino italiano torni ad essere, come è sempre stato nella tradizione del nostro Paese, un alimento quotidiano, evitando che esso si trasformi in un prodotto di lusso, da classificare nei consumi di alta gamma riservati a pochi gourmet”.
Occorre “un deciso intervento sui prezzi per consentire all'italiano medio e alla sua famiglia, di continuare a mettere il vino sulla tavola di tutti giorni e gustarsi così un buon bicchiere. Se è vero che il vino è un alimento come è sempre stato considerato da 2.500 anni è difficile capire perchè proprio sul vino gravi un'Iva del 20%, mentre tutti gli altri prodotti tipici dell'alimentazione italiana (pane, olio, latte, frutta, verdura) scontano un'imposta del 4%. La mia proposta riguarda proprio la possibilita' di portare l'Iva sul vino dall'attuale 20% al 10%''.
Secondo Zonin allo Stato quest'operazione costerebbe solo 500 miliardi i vecchie lire, ma raccoglierebbe la riconoscenza di produttori e distributori, favorendo la ripresa dei consumi. Ma soprattutto “costituirebbe un intervento coerente con il programma di riduzione delle imposte dimostrandone con immediatezza l'efficacia”.
Inoltre aiuterebbe un comparto, come quello vitivinicolo, tra i più importanti dell'agricoltura italiana in termini di Pil prodotto e di fatturato, che ammonta a 16.000 miliardi delle vecchie lire, con 800.000 viticoltori che lavorano nel vigneto Italia, il più grande del mondo, e oltre 6.000 miliardi di export che fanno del vino uno dei prodotti piu' attivi sulla nostra bilancia alimentare e non ultimo per il prestigio di cui gode a livello internazionale il vino made in Italy.

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