Italia

In Italia troppe aziende agricole micro

Il nostro Paese non può essere competitivo se in media, nella Ue, le imprese agricole hanno una superficie tre volte la nostra. In uno studio Inea i fattori della crisi

23 gennaio 2010 | T N

La terra è e rimane un fattore essenziale, principale, anche nelle agricolture moderne e avanzate e laddove ci si ponga il problema della competitività delle imprese.

L'Italia, secondo uno studio Inea presentato a Roma, non ha ancora superato uno storico deficit strutturale, che è quello della superficie aziendale che è ancora di 7,6 ettari, quando la media Europea è ben al di sopra: 22 ettari.
C'è da osservare che l'azienda Italiana è cresciuta nel tempo e cresce ancora, anche se lentamente.

E' evidente che la mobilità fondiaria, la possibilità per le aziende di poter recepire terra coltivabile a buon prezzo è un fattore determinante per il futuro del nostro sistema imprenditoriale agricolo.
Il valore della terra in Italia è molto alto: oltre 17.000 Euro ad ettaro, in media, con punte molto più elevate, in alcune zone a forte caratterizzazione produttiva e territoriale. C'è una forte pressione urbanistica e i terreni fertili e pianeggianti sono poco più del 30% della SAU, in Italia. Questo fattore porta i prezzi, talvolta, a valori difficili da sostenere per le aziende agricole soprattutto se rapportati al loro reddito.

C'è poi un eccesso di patrimonializzazione del fattore terra e permane una oggettiva difficoltà anche, a recepire terre in affitto.

In Italia solo il 28% di terre coltivate è in affitto: il 16% al Sud e il 30- 50% al centro e al Nord.

Occorre quindi perseguire la strada dell'introduzione, nelle normative, di provvedimenti che possano rimuovere gli ostacoli alla mobilità fondiaria.

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