Italia

Basta allarmismi sull'olio di oliva, altrimenti i prezzi calano

Si è conclusa la tornata molisana dell’Accademia Nazionale dell’olivo e dell’olio. Si punta sui valori storico-culturali di grande interesse e attualità, nonché sui valori paesaggistico-ambientali

03 ottobre 2009 | Pasquale Di Lena



Si tratta di cogliere questa occasione per riprendere un discorso che porti a organizzare i produttori ed a non renderli preda di chi lancia allarmismi solo per spuntare prezzi bassi. Fondamentale il ruolo delle istituzioni per dotare il comparto di una strategia di marketing con tutti i protagonisti della filiera.

Questi ultimi giorni che restano per preparare la campagna olivicola, con la raccolta 2009, sono decisivi per definire il quadro della situazione e capire cosa succederà per questo comparto. Fondamentale è l’andamento delle temperature e delle precipitazioni.

“Bisogna superare la fase difficile e credere nel futuro di questo comparto che ha straordinarie potenzialità da sfruttare, basti pensare al suo valore nutrizionale ed al ruolo centrale che ha nella dieta mediterranea; ai suoi valori storico-culturali di grande interesse ed attualità; ai valori paesaggistico – ambientali espressi dall’olivo ed alla sua capacità di essere un testimone ancor più importante del territorio molisano”.

E’ stato questo il filo del ragionamento dell’incontro che c’è stato alla Università del Molise, Facoltà di Agraria, introdotto da un saluto del magnifico Rettore, Prof. Cannata, e guidato dal Presidente Prof. Montedoro della importante istituzione culturale nel campo dell’olivo e dell’olio, L’Accademia Nazionale che ha sede a Spoleto.

Una serie di relazioni tecniche a supporto del discorso prima riportato hanno mostrato il fondamentale ruolo della Università del Molise nella produzione di ricerche e sperimentazioni, con risultati utili a rendere più sopportabili i costi di produzione ed a migliorare la qualità, valore imprescindibile per aggredire e vincere su un mercato caratterizzato da forte competitività.

Una realtà che la filiera deve saper cogliere per poterla utilizzare al meglio e, ancor più, il mondo istituzionale che deve mettersi alla testa di determinati processi e non rimanere al traino.

Queste brevi osservazioni che, pur se riduttive della complessità e intensità del dibattito che ha caratterizzato l’incontro di venerdi 25 settembre, però, necessarie per dire che è stata una giornata importante per l’olivicoltura molisana di cui bisogna essere grati alla Università ed alla Accademia, che l’hanno voluta ed organizzata.

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