Italia

Annunciata annata splendida per l’olio toscano, con l’incognita del prezzo

C’è chi ricorda ancora la produzione abbondante e il crollo delle quotazioni del 2005, una situazione che non dovrebbe più ripetersi, a meno che…

11 ottobre 2008 | T N

I dati sono piuttosto concordi, la produzione toscana dovrebbe sfiorare i 200.000 quintali di olive.
Si tratta di un aumento considerevole rispetto alla scorsa disastrosa annata ma anche di un incremento non trascurabile rispetto alla media produttiva regionale (+25-30%).

Per l’Ota, Olivicoltori toscani associati, La maturazione è in lieve ritardo (10 giorni) e c’è il dubbio rese a causa di un settembre non favorevolissimo.
Alta sarebbe anche la qualità, a causa degli scarsi attacchi di mosca delle olive registrati quest’anno.
Qualche nota stonata a causa dei danni provocati dalla grandine, in particolare nei territori di Siena, Arezzo, Firenze (con alcune aree molto colpite), Grosseto e Livorno.

Anche il 2005 fu un’annata, dal punto di vista produttivo assolutamente da ricordare, ma gli olivicoltori toscani non la dimenticano soprattutto per il crollo delle quotazioni, scese addirittura sotto i 5 euro al chilogrammo.
Teatro Naturale, allora, denunciò la grave situazione (link esterno) cercando anche di scovare i responsabili. Intervistammo i protagonisti, un lavoro di indagine e di ricerca che portò alla luce la scarsa unitarietà della filiera toscana in particolare sul fronte commerciale.

Rispetto a tre anni fa, per questa campagna olearia la situazione pare diversa. Acquisizioni, scambi azionari, accordi di collaborazione hanno ulteriormente concentrato l’offerta di olio extra vergine d’oliva nelle mani di 3-4 soggetti, a loro volta collegati.
Si tratta di un’oligarchia, in realtà quasi un monopolio, che dovrebbe scongiurare l’ipotesi di lotte commerciali, di rincorse al ribasso dei prezzi che invece hanno contraddistinto altre stagioni oliandole.

A meno di clamorose sorprese di spera quindi che le grandi cooperative riescano a fare cartello, adeguando la loro politica commerciale e sostenendo le quotazioni dell’olio Igp Toscano, almeno sui valori della scorsa annata.
Impresa non semplice, vista la difficile congiuntura economica internazionale, ma si tratta di un’operazione necessaria per salvaguardare il potenziale produttivo della Toscana.

Teatro Naturale starà in allerta e, naturalmente, denuncerà eventuali manovre speculative a danno degli olivicoltori.

Anche il Consorzio dell’olio toscano sarà particolarmente vigile e persevererà nella politica voluta e propugnata dal suo Presidente Filippi: il sostegno alle piccole-medie imprese che vogliano imbottigliare direttamente olio Igp, incentivando tale soluzione con tariffe particolarmente convenienti e vantaggiose.
Obiettivo filiera corta, dunque, come confermatoci dallo stesso Filippi “le piccole aziende riescono a spuntare prezzi relativamente elevati sul mercato, certamente superiori a quelli all’ingrosso.”

Vi sono tutte le condizioni preliminari affinché in Toscana sia un’annata oliandola da ricordare, nella speranza che tutti i tasselli di questo complicato puzzle combacino perfettamente.

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