Italia

Una burocrazia affliggente. A rischio chiusura le piccole distillerie

Un nuova norma obbliga a comunicare i dati di produzione tutti i giorni via computer. L’Istituto tutela Grappa del Trentino insorge: non si può passare più tempo al computer che all’alambicco

12 luglio 2008 | T N

C’è molta preoccupazione in Trentino. Il motivo? L’imminente riforma della trasmissione dei dati di produzione da parte delle grapperie all’amministrazione dello Stato.

Foto Carlo Odello

Dal primo ottobre una recente disposizione obbligherà le distillerie a collegarsi ogni giorno via computer alla pubblica amministrazione per comunicarle la produzione di ogni singolo prodotto.

Una distilleria, anche piccola, ha sempre in catalogo diverse grappe e acqueviti: per ognuna dovrà comunicare quotidianamente la produzione, persino quando non ne produce neanche una bottiglia. Un assurdo burocratico che porterà i mastri distillatori a spendere più tempo davanti allo schermo del computer che all’alambicco.

“C’è molta preoccupazione tra i nostri grappaioli – riferisce Beppe Bertagnolli, presidente dell’Istituto Tutela Grappa del Trentino – La nostra realtà è infatti composta in gran parte da distillerie a conduzione praticamente familiare, con gente che durante il periodo di distillazione lavora su turni lunghi e pesanti”.

“Capiamo e apprezziamo l’esigenza di snellire la burocrazia in distilleria, ma questa non è la strada migliore – continua Bertagnolli – Per questo abbiamo sostenuto la comunicazione dei dati per via telematica, ma ogni quindici giorni. Ci siamo mossi in questo senso con i rappresentanti della pubblica amministrazione in Regione e abbiamo buone speranze di arrivare a questa mediazione. Altrimenti molti di noi rischiano di chiudere per davvero”.




Fonte: Carlo Odello

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