Italia

Bioenergie, impennata delle colture in Veneto

28 giugno 2008 | T N

Vero e proprio boom di investimenti nelle colture di soia, colza e girasole utilizzate per la produzione di biodiesel. In crescita esponenziale anche quelle destinate a biomasse legnose e a biogas. È questo, in sintesi, il quadro sulle coltivazioni ad uso energetico in Veneto che emerge dalle analisi effettuate da Veneto Agricoltura (su dati Avepa).

Negli ultimi tre anni infatti è moltiplicato il numero di aziende che investono in colture a fini energetici, passando da 16 (nel 2005) a 54 (nel 2006), per poi balzare nel 2007 a ben 1.114. Le superfici coltivate sono esplose dai minimi del 2005, solo 45 ettari, e del 2006 (308) ai 7.300 di oggi. La loro crescita, in particolare, come è evidente, avviene in misura più che proporzionale rispetto all’incremento delle aziende: ciò significa che le imprese credono fortemente in questo business e tendono ad aumentare gli investimenti dedicati a questo scopo.

Entrando nel dettaglio delle produzioni e della distribuzione delle superfici a livello provinciale, emergono quelle che potrebbero essere definite delle “specificità territoriali”: a Verona, ad esempio, si concentra quasi il 70% degli ettari di colture destinate a biogas, in prevalenza costituiti da mais e da colture foraggiere, coltivati solo in minima parte su terreni a riposo (set-aside). Padova (40%) e Venezia (23%) sono invece le province dove maggiori sono gli investimenti in colture energetiche utilizzate per produrre biomasse legnose, rappresentati quasi esclusivamente da pioppeti.

Per quanto riguarda le colture estensive destinate alla trasformazione in biodiesel, (incentivate a partire dalla Domanda Unica 2007), queste sono costituite in prevalenza da superfici coltivate a soia (circa 6.000 ettari, 88,4%), seguita da colza e ravizzone (645 ettari, 9,5%) e in ultima battuta dal girasole (140 ettari, 2,1%). Oltre l’80% degli investimenti si concentra in tre sole province: Rovigo (2.720 ettari, 40%), Venezia (1970 ettari, 29%) e Padova (940 ettari, 14%).


Fonte: Mimmo VIta

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