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L'olivicoltura lombarda cerca il rilancio

L'olivicoltura lombarda cerca il rilancio

Dal sostegno alla nuova olivicoltura alla tutela degli olivi secolari e monumentali, fino alla modernizzazione di impianti e frantoi. Il progetto presentato in Commissione regionale punta anche su olivicoltura eroica, contrasto all’abbandono e valorizzazione dell’olio prodotto con olive lombarde

19 settembre 2026 | 09:00 | C. S.

Nuovi impianti, recupero degli oliveti abbandonati, sostegno alle coltivazioni nelle aree più difficili e investimenti per l’ammodernamento degli impianti e dei frantoi. Sono alcuni degli interventi previsti dalla proposta di legge dedicata all’olivicoltura lombarda presentata il 17 settembre in Commissione regionale da Floriano Massardi, consigliere della Lega e presidente della Commissione Agricoltura, Montagna e Foreste.

Il progetto, intitolato “Disposizioni per la tutela, la valorizzazione, la promozione e lo sviluppo dell’olivicoltura lombarda”, mira a introdurre una disciplina specifica per un comparto fortemente legato ad alcune aree dei laghi lombardi e ai territori collinari. Si tratta, al momento, di una proposta che dovrà affrontare il successivo iter istituzionale del Consiglio regionale e non di una legge già in vigore.

Nuovi oliveti e recupero delle superfici abbandonate

Tra le priorità individuate figurano gli incentivi per la realizzazione di nuovi oliveti, l’innovazione tecnologica e la meccanizzazione, insieme al recupero degli impianti abbandonati. La proposta dedica inoltre attenzione alla conservazione degli olivi secolari e monumentali, considerati parte del patrimonio agricolo e paesaggistico regionale.

Un ulteriore capitolo riguarda la prevenzione e il contrasto delle fitopatie, oltre alla possibilità di attivare aiuti straordinari per le aziende agricole colpite da calamità naturali o emergenze fitosanitarie.

Particolare attenzione viene riservata alla cosiddetta olivicoltura eroica, cioè alle coltivazioni realizzate in condizioni territoriali difficili, e agli olivicoltori non professionali. L'impostazione sostenuta da Massardi riconosce infatti anche a chi coltiva gli olivi senza esercitare professionalmente l'attività agricola un ruolo nella manutenzione del territorio e nel contrasto all'abbandono delle superfici.

«Il testo guarda soprattutto al futuro: incentivi per nuovi impianti, innovazione e meccanizzazione, recupero degli oliveti abbandonati, tutela degli olivi secolari e monumentali e aiuti straordinari alle aziende colpite da calamità o fitopatie», ha dichiarato il promotore.

Un Osservatorio e un Piano olivicolo regionale

La proposta prevede anche nuovi strumenti di programmazione e monitoraggio del comparto. Tra questi figurano l'Osservatorio Olivicolo Lombardo e il Piano Olivicolo 2028-2034, con l'obiettivo di fornire una cornice di lungo periodo alle politiche regionali per il settore.

Sono inoltre previste una Giornata regionale dell'olivicoltore lombardo e l'istituzione del premio “Lombardoliva”, destinato a valorizzare le produzioni regionali.

Sul fronte della qualificazione dell'offerta viene indicato anche un contrassegno denominato “olio lombardo di alta qualità”. Il principio alla base della proposta è stato sintetizzato da Massardi con una formula: «Olio lombardo deve significare olive lombarde».

Garda, Sebino e Lario: olivicoltura tra agricoltura e paesaggio

Nel presentare il progetto, Massardi ha richiamato il ruolo delle principali aree olivicole lombarde, dal Garda al Sebino, passando per il Lario e per gli altri territori regionali vocati alla coltivazione dell'olivo.

La proposta considera infatti l'olivicoltura non soltanto come attività produttiva. Gli oliveti vengono inseriti in una più ampia strategia di tutela del territorio, in relazione alla manutenzione dei versanti, alla conservazione del paesaggio, al turismo rurale e all'identità delle comunità locali.

«Pensiamo al Garda, al Sebino, al Lario e alle altre aree vocate: l'olivo significa agricoltura ed economia, ma anche paesaggio, tutela dei versanti, turismo e identità», ha affermato Massardi.

Il progetto dovrà ora proseguire il proprio percorso all'interno del Consiglio regionale. Gli interventi indicati rappresentano dunque, allo stato attuale, i contenuti della proposta di legge presentata in Commissione e non misure già operative.

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