Italia
Fiocco Verde 2026: il fiocco che annuncia la nascita del primo olio nuovo
Dalla tradizione del fiocco per annunciare una nascita all’idea di celebrare il primo extravergine della nuova campagna olearia. Torna il Fiocco Verde di Teatro Naturale: ecco come partecipare
18 settembre 2026 | 16:30 | T N
Il fiocco che annuncia una nascita è ormai un'immagine familiare. Rosa o azzurro, appeso alla porta di casa, sul portone o all'esterno della stanza d'ospedale, segnala l'arrivo di una bambina o di un bambino. Ma quando e perché è nata questa usanza?
La domanda se l'è posta Giulio Scatolini, che ha ricostruito le origini relativamente recenti di quella che oggi consideriamo una tradizione consolidata.
A differenza di molte consuetudini popolari legate a credenze scaramantiche e superstiziose, il fiocco della nascita ha infatti un'origine abbastanza precisa. Una notizia pubblicata dal Corriere della Sera nel 1933 attribuisce l'idea a un'ostetrica bolognese che l'avrebbe lanciata nel maggio del 1929. Non sappiamo, però, che cosa avesse ispirato la fantasiosa levatrice: nessuno, all'epoca, pensò infatti di intervistarla per conoscere le ragioni della sua invenzione.
Un ulteriore passaggio importante arrivò nel 1938, quando il folklorista istriano Giuseppe Vidossi pubblicò il saggio Fiocco augurale. È questo uno dei primi riconoscimenti del fiocco come fenomeno meritevole di attenzione antropologica.
Nel frattempo, nel 1933, il regime fascista aveva fatto propria l'iniziativa, inserendola nella più ampia politica demografica di incentivazione della natalità. Un'usanza quindi relativamente nuova, sostenuta e promossa anche dall'autorità politica, che avrebbe poi conosciuto una progressiva diffusione in tutta Italia.
Proprio perché il fiocco della nascita non affonda le proprie radici in una tradizione antichissima, secondo Scatolini è più interessante cercare eventuali parallelismi con altri rituali e simboli legati alla nascita.
Dal fiocco della nascita al fiocco dell'olio
Già nell'antica Atene, osservava Vidossi, alla nascita di un bambino venivano appesi alla porta della casa nastri e bende di lana. In altri Paesi europei si ritrovano consuetudini analoghe.
In Ungheria, per esempio, un nastro o uno straccio rosso poteva essere appeso alla porta come protezione contro il malocchio. Nei Paesi Bassi era invece diffusa l'usanza di esporre una rosetta di pizzo, di colore diverso a seconda del sesso del neonato.
Anche il folklore italiano offre numerosi esempi. In Irpinia si usava adornare la culla del neonato con fiocchi di lana, mentre in Sicilia il buon esito del parto poteva essere annunciato gettando dalla finestra le penne dei piccioni utilizzati per preparare il brodo destinato alla puerpera.
Da questa lunga carrellata di simboli, riti e annunci legati alla nascita nasce una domanda apparentemente scherzosa, ma in realtà molto seria per chi ama l'olio nuovo: perché non celebrare anche la nascita del primo extravergine della nuova campagna olearia?
È così che prende forma il Fiocco Verde.
L'idea è semplice: quando da un frantoio esce il primo olio della nuova stagione, all'ingresso della struttura viene appeso un fiocco verde. Quel fiocco diventa il segnale pubblico che la nuova campagna olearia è iniziata e che è nato il primo olio.
Il Fiocco Verde non è un concorso
Il primo elemento da chiarire è fondamentale: Fiocco Verde non è un concorso.
Non vengono assegnati premi, medaglie o classifiche e non viene decretato un vincitore. L'iniziativa nasce per celebrare l'olio nuovo e raccontare i primi extravergini della campagna attraverso immagini, informazioni sulla produzione e degustazioni.
Il fiocco verde rappresenta quindi soprattutto un segno di festa e di appartenenza alla comunità olivicola, un modo per condividere con il pubblico uno dei momenti più attesi dell'anno.
Come partecipare
Frantoi e produttori che realizzano il primo olio della nuova campagna possono partecipare inviando a Teatro Naturale fotografie nelle quali siano visibili il nuovo olio e il fiocco verde.
Le immagini devono essere inviate alla redazione all'indirizzo redazione@teatronaturale.it, indicando nell'oggetto della mail “FIOCCO VERDE”.
Le fotografie saranno pubblicate online da Teatro Naturale, con l'indicazione della data e delle informazioni relative al frantoio e al nuovo olio, contribuendo così a costruire una sorta di calendario della nascita dei primi oli della campagna.
Anche il nuovo olio può essere degustato
I produttori che desiderano partecipare anche alla degustazione possono inviare due bottiglie da almeno 0,50 litri del proprio olio extravergine di oliva di nuova produzione.
I campioni devono essere correttamente confezionati ed etichettati secondo la normativa vigente.
Gli oli ricevuti saranno degustati da Giulio Scatolini, dal direttore di Teatro Naturale Alberto Grimelli e da altri assaggiatori, con l'obiettivo di raccontarne le caratteristiche organolettiche.
La degustazione ha finalità giornalistica e divulgativa e non costituisce una competizione ufficiale. Per ciascun campione potranno essere realizzate descrizioni dell'olio, utili a raccontare profumi, sensazioni gustative e caratteristiche della nuova produzione.
Un racconto collettivo della campagna olearia
Il Fiocco Verde vuole così accompagnare l'avvio della campagna olearia italiana, mostrando progressivamente quando e dove nascono i primi oli nuovi.
È un'iniziativa volutamente semplice: un fiocco verde, una bottiglia e la storia di un nuovo olio.
Il colore del fiocco richiama naturalmente la nuova stagione e l'immaginario dell'olio appena prodotto, ma non rappresenta in alcun modo un criterio di valutazione della qualità. Il colore dell'olio, infatti, non è un parametro sul quale fondare un giudizio qualitativo.
Il Fiocco Verde è soprattutto un modo per festeggiare. Perché se una nascita merita un fiocco, anche la nascita del primo olio della nuova campagna può avere il suo momento di festa.
E allora, frantoiani e olivicoltori: preparate il fiocco verde. La nuova campagna sta per nascere.
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