Italia
Olio di oliva dei Colli di Bologna, arriva l’Igp: riconosciuta dall’Ue la nuova denominazione emiliana
L’Olio dei Colli di Bologna entra ufficialmente tra le Indicazioni Geografiche Protette europee. L’extravergine nasce nella fascia collinare della Città metropolitana di Bologna, in un territorio caratterizzato dalle formazioni gessose dell’Appennino settentrionale
16 settembre 2026 | 16:30 | C. S.
La Commissione europea ha approvato la registrazione dell’Olio dei Colli di Bologna Igp, nuova denominazione italiana che tutela un olio extravergine di oliva prodotto nelle colline bolognesi.
L’area interessata si colloca ai margini settentrionali della fascia olivicola mediterranea ed è caratterizzata da condizioni pedoclimatiche particolari. In questo contesto, le formazioni geologiche legate ai depositi gessosi, insieme al clima e alla tradizione agricola locale, contribuiscono a definire le caratteristiche dell’olio.
Il territorio di produzione ricade inoltre nell’area riconosciuta dall’Unesco nel 2023 come Patrimonio Mondiale, denominata “Carsismo nelle evaporiti e grotte dell’Appennino Settentrionale”.
Un extravergine con parametri definiti
Il disciplinare dell’Igp stabilisce caratteristiche chimiche e organolettiche precise. L’acidità libera non può superare lo 0,3%, mentre l’acido oleico deve essere pari almeno al 72% e l’acido linoleico non superiore al 10%.
Sul piano sensoriale, l’Olio dei Colli di Bologna si caratterizza per un profilo equilibrato e armonioso, con intensità media delle sensazioni di fruttato, amaro e piccante.
La denominazione lega quindi la tipicità dell’extravergine non soltanto alla materia prima, ma anche alle specifiche condizioni ambientali e alla tradizione olivicola del territorio bolognese.
L’Italia sale a 892 Indicazioni Geografiche
Con la registrazione dell’Olio dei Colli di Bologna, le Indicazioni Geografiche italiane registrate a livello europeo salgono a 892, consolidando il primato dell’Italia nel sistema europeo di tutela delle produzioni agroalimentari legate al territorio.
Il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste ha accolto il riconoscimento sottolineando il legame tra la nuova Igp e le caratteristiche ambientali e agricole delle colline bolognesi.
Per il Masaf, la registrazione rappresenta un ulteriore strumento di valorizzazione delle produzioni agroalimentari italiane e di tutela delle filiere territoriali, anche in funzione della loro presenza sui mercati nazionali e internazionali.
L’Olio dei Colli di Bologna Igp si aggiunge così al patrimonio delle denominazioni italiane dell’olio di oliva, portando nel sistema europeo delle Ig una realtà olivicola collocata in una delle aree più settentrionali della coltivazione dell’olivo in Italia.
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