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L’Erbazzone, simbolo dell’identità gastronomica reggiana, è Igp

L’Erbazzone, simbolo dell’identità gastronomica reggiana, è Igp

La procedura per l'ufficialità dell’Erbazzone Igp è stata adottata dalla Commissione Ue lo scorso 20 marzo e verrà pubblicata in Gazzetta Ufficiale europea nei prossimi giorni. L’Emilia-Romagna, già prima regione in Europa per numero di Dop e Igp, conferma la propria posizione con 45 prodotti

26 marzo 2026 | 13:00 | C. S.

Un ‘piatto povero’ contadino, tra i più amati della tradizione reggiana. Un prodotto tramandato da generazioni, profondamente legato alla cultura, alle famiglie e all’identità delle comunità, ma anche alle imprese del territorio. È l’Erbazzone reggiano che, dopo un lungo percorso, ha ottenuto ufficialmente il marchio Igp (Indicazione geografica protetta). La procedura per l'ufficialità è stata adottata dalla Commissione Ue lo scorso 20 marzo e verrà pubblicata in Gazzetta Ufficiale europea nei prossimi giorni.

Il già ricco paniere Dop e Igp dell’Emilia-Romagna acquisisce così con un prodotto in più e arriva a quota 45, confermando l’Emilia-Romagna come prima regione in Europa per numero di prodotti di qualità certificata.

Il percorso per il riconoscimento dell’Erbazzone è partito nel 2019, quando cinque aziende reggiane – Nonna Lea, Fattoria Italia, La Bottega Gastronomica, La Vecchia Resdora e Big – hanno creduto fortemente nel progetto di elevare la produzione dell’Erbazzone all’Indicazione geografica protetta; nel 2022 si sono costituite in “Associazione Produttori Erbazzone reggiano” per dare avvio all’iter di riconoscimento, con il sostegno e il coinvolgimento della Regione Emilia-Romagna.

“È un risultato molto atteso, su cui abbiamo lavorato in squadra, e che rappresenta un riconoscimento importantissimo per il territorio reggiano, per i produttori e per l’intero sistema agroalimentare dell’Emilia-Romagna- ha commentato oggi, nel corso della conferenza stampa, l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi-. Parliamo del riconoscimento di una ricetta storica, che la tradizione riconduce addirittura al Medioevo; un cibo quotidiano, che racconta il territorio e chi lo vive. Con l’Indicazione geografica protetta questo patrimonio economico e culturale verrà finalmente tutelato e valorizzato a livello europeo e potrà essere promosso con più forza. L’Igp- ha aggiunto Mammi- è uno strumento fondamentale per tutelare i prodotti autentici dalle imitazioni, assicurare trasparenza ai consumatori, sostenere il reddito dei produttori locali. Ma è anche un’opportunità per promuovere turismo, cultura gastronomica e sviluppo. Voglio ricordare- ha concluso l’assessore- che l’Emilia-Romagna è chiamata la Food Valley d’Italia, con 3,9 miliardi di euro di valore per la sola Dop Economy, mentre tutta la produzione agroalimentare vale 37 miliardi di euro, di cui più di 10 miliardi esportati in tutto il mondo”.

“Questo percorso viene da lontano, da una sfida che alcune imprese reggiane hanno voluto intraprendere per dare risalto a un prodotto straordinario: tutelarlo e allo stesso tempo promuoverlo- ha sottolineato Matteo Cugini, vicepresidente dell’Associazione Produttori Erbazzone reggiano-. L’Igp è un risultato per l’intero territorio, nel quale abbiamo creduto da subito e ci siamo impegnati a conseguire consapevoli della bontà dell’Erbazzone, della sua versatilità e della qualità delle materie prime che servono per cucinarlo. Oggi è un giorno da festeggiare, perché l’Indicazione geografica sarà l’inizio di un nuovo percorso, capace di dare più visibilità al prodotto e alla sua promozione. È molto bello condividere insieme questo risultato, che rappresenta un valore economico, ma anche l’identità della provincia di Reggio Emilia, delle persone e delle comunità locali. L’Erbazzone Igp- conclude Cugini- andrà sempre più valorizzato e fatto conoscere a tutti, perché è un prodotto che merita attenzione, tutela e l’adesione di tutte quelle realtà del territorio che vorranno farlo”.

L’Erbazzone reggiano Igp

Una torta salata ripiena di erbe, fatta con due sfoglie di pasta non lievitata all’interno delle quali c’è un ripieno di verdure e Parmigiano Reggiano. L’Erbazzone reggiano ha forma rotonda o rettangolare, uno spessore compreso tra 1 e 3 centimetri e un peso tra i 200 grammi e i 3 chilogrammi. La pasta è fatta con farina di grano tenero, acqua, strutto, sale. La lavorazione del ripieno prevede l’utilizzo di spinaci e bietole cotte, insaporite con un soffritto preparato con cipolla e lardo che può essere aromatizzato con aglio, prezzemolo e/o pepe. A questi ingredienti si aggiungono Parmigiano Reggiano e pane grattugiato; si possono anche usare, volendo, latte, olio extravergine di oliva e burro a integrazione del lardo. È vietata l’aggiunta di conservanti, aromi e/o altri additivi. La zona di produzione è l’intero territorio della provincia di Reggio Emilia.

Il percorso verso il riconoscimento europeo

Il riconoscimento dell’Erbazzone reggiano come Igp è frutto di un percorso pluriennale avviato su iniziativa dei produttori locali e accompagnato dalla Regione Emilia-Romagna. Dopo la definizione del disciplinare di produzione e la presentazione della domanda a livello nazionale, il dossier è passato all’esame dal ministero dell’Agricoltura che, nel 2024, ha espresso parere favorevole, dopo aver verificato la coerenza con la normativa europea in tema di indicazioni geografiche. Dopo la fase di valutazione nazionale e la consultazione pubblica, la richiesta è stata quindi trasmessa alla Commissione europea. Nel corso dell’iter europeo, la domanda di registrazione è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea nell’ottobre 2025, aprendo così il periodo previsto per eventuali opposizioni da parte di altri Stati membri o soggetti interessati.

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