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Pera dell’Emilia Romagna IGP: volumi in crescita, in controtendenza con il resto d’Italia

Pera dell’Emilia Romagna IGP: volumi in crescita, in controtendenza con il resto d’Italia

Nel 2025, le superfici certificate dedicate alla Pera dell’Emilia-Romagna IGP sono pari a 3.150 ettari, rappresentando quasi il 30% del totale investito nella regione. I consumi in Italia tra luglio e dicembre 2025 si sono attestati a 46.000 tonnellate, con una flessione del 7% rispetto al 2024

18 marzo 2026 | 10:00 | C. S.

Nonostante le difficoltà registrate dal settore pericolo a livello nazionale e regionale, la Pera dell’Emilia Romagna IGP si distingue come esempio virtuoso di eccellenza e resilienza. Nel 2025, le superfici certificate dedicate alla Pera dell’Emilia-Romagna IGP sono pari a 3.150 ettari, rappresentando quasi il 30% del totale investito nella regione. Un dato significativo se raffrontato a dieci anni prima quando la superficie dell’IGP non superava i 700 ettari in totale. Un segnale importante che sottolinea una costante crescita dell’IGP. La campagna commerciale 2025/26 ha visto le quantità vendute di Pera dell’Emilia-Romagna IGP superare nettamente i risultati delle stagioni precedenti, con un incremento quantitativo di circa il 50% ed un raddoppio dell’incidenza sul totale lavorato rispetto all’annata precedente. Questo è il frutto dell’impegno del Consorzio di tutela che, con una strategia mirata, ha saputo valorizzare il prodotto e potenziare la visibilità del marchio IGP, portando benefici concreti in termini di distintività.

Motore di questo, come detto, è il Consorzio di Tutela della Pera dell’Emilia Romagna IGP, che dal 2022 ha avviato un nuovo corso di promozione, a partire dall’introduzione del nuovo bollino, vero e proprio sigillo di qualità e territorialità, pensato per rafforzare la riconoscibilità delle pere IGP presso consumatori, operatori e ristoratori, ma anche con le più recenti campagne di promozione, come il progetto “Perfetto Frutto Gourmet”, attività realizzata anche grazie ai contributi del MASAF, e le altre iniziative promosse con il supporto della Regione Emilia-Romagna. “Questo dato conferma la centralità del marchio IGP nella filiera e ne sottolinea il ruolo trainante per l’intero comparto”, spiega Giuliano Donati, Presidente del Consorzio della Pera dell’Emilia Romagna IGP. “Risultati che testimoniano l’importanza strategica della certificazione IGP, capace di offrire garanzie di qualità, tracciabilità e valore aggiunto e in un contesto di mercato sfidante, l’IGP si conferma quindi come scelta vincente per produttori e consumatori, segnando una vera e propria controtendenza rispetto ai dati nazionali e regionali”, aggiunge Donati.

A livello nazionale, la raccolta di pere nel 2025 si è fermata a circa 293.000 tonnellate, registrando un calo del 27% rispetto al 2024 ben al di sotto della capacità produttiva. Anche in Emilia-Romagna la produzione è diminuita del 30% rispetto all’anno precedente, con 174.000 tonnellate raccolte. Tuttavia, la qualità del prodotto si è confermata eccellente, e la Pera dell’Emilia Romagna IGP ha saputo distinguersi per qualità e presenza sul mercato.

I consumi in Italia tra luglio e dicembre 2025 si sono attestati a 46.000 tonnellate, con una flessione del 7% rispetto al 2024, dovuta principalmente alla minore disponibilità di prodotto. È importante sottolineare che, sebbene l’offerta sia diminuita, il calo del consumo è stato decisamente più contenuto. In termini di valore, la riduzione si è fermata al 2%, segno di una valida valorizzazione del prodotto di qualità, con la Pera dell’Emilia Romagna IGP protagonista assoluta.

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