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Cultura, salute e nuovi linguaggi per attrarre i giovani al vino

Cultura, salute e nuovi linguaggi per attrarre i giovani al vino

I giovani si staccano dal vino e il mondo del vino intende colmare la lacuna attraverso una rappresentazione concreta e reale di ciò che è il vino, non solo nel consumo ma anche nel ricordo della nostra storia, della nostra cultura, delle tradizioni e del lavoro dei nostri antenati

16 marzo 2026 | 11:00 | C. S.

Cultura del vino, responsabilità nel consumo e nuovi linguaggi per dialogare con le nuove generazioni. Sono stati questi i temi al centro del forum “Vino e Giovani: un incontro tra cultura e responsabilità” promosso da Assoenologi e ospitato a Palazzo Medici Riccardi a Firenze.

L’iniziativa, patrocinata dal Comune di Firenze e dalla Città Metropolitana di Firenze, nasce con l’obiettivo di ascoltare la voce delle nuove generazioni che si avvicinano al vino con curiosità, senso critico e attenzione alla salute e alla sostenibilità. Un confronto tra istituzioni, esperti scientifici, formatori e comunicatori per comprendere i nuovi modelli di consumo e promuovere una cultura del vino più consapevole.

Ad aprire i lavori il presidente nazionale di Assoenologi Riccardo Cotarella. “Oggi siamo a Firenze, in questa sede meravigliosa, a Palazzo Medici Riccardi, per parlare di vino e giovani – ha detto – un tema di grande attualità. Sentiamo il dovere e il desiderio di portare a conoscenza dei giovani, ma anche dei meno giovani, il valore del vino. I ragazzi di oggi saranno i futuri amanti e consumatori consapevoli”.

Secondo Cotarella esiste oggi “un momento di distacco culturale, anche per responsabilità nostra”, che il mondo del vino intende colmare “attraverso una rappresentazione concreta e reale di ciò che è il vino, non solo nel consumo ma anche nel ricordo della nostra storia, della nostra cultura, delle tradizioni e del lavoro dei nostri antenati”.

Il presidente di Assoenologi ha ricordato inoltre che durante la giornata si è parlato del rapporto tra vino e salute, “un tema sempre molto attuale”, e che è stato presentato anche il 79° Congresso nazionale di Assoenologi, in programma il 28-29 e 30 maggio 2026 a Conegliano, in Veneto.

Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, intervenuto in collegamento, ha sottolineato come il vino rappresenti “una componente fondamentale della tradizione agricola italiana e del nostro modello economico e sociale”. “Difendere il vino – ha affermato – significa difendere il lavoro degli agricoltori, il paesaggio e la cultura dei territori”.

Il ministro ha inoltre richiamato la necessità di sostenere il ricambio generazionale in agricoltura. “Dobbiamo consentire ai giovani di entrare nel settore – ha spiegato – rafforzando gli strumenti che permettono loro di investire e avviare nuove imprese». In questa direzione “sono stati messi a disposizione 150 milioni di euro di credito per i giovani agricoltori e circa 8.000 ettari di terreni pubblici tramite Ismea, strumenti pensati per favorire l’ingresso delle nuove generazioni nel mondo agricolo e vitivinicolo”, ha aggiunto.

Sull’importanza dell’educazione e della consapevolezza è intervenuto l’europarlamentare Dario Nardella. “Il vero nodo è la responsabilità e la consapevolezza – ha spiegato – perché il vino è un prodotto agricolo con una storia e una cultura legate ai territori e va distinto da altre bevande alcoliche”.

Nardella ha proposto di rafforzare il rapporto tra giovani e mondo agricolo anche attraverso la scuola: “Potremmo lavorare a un piano nazionale con i ministeri dell’Istruzione e dell’Agricoltura per avere un orto in ogni scuola. Attraverso il rapporto diretto con la terra i ragazzi imparano da dove nasce il cibo e comprendono il valore della filiera agroalimentare e del vino”. Per poi lanciare altre due proposte. 

Il secondo punto riguarda il tema della responsabilità. “Non possiamo affidarci soltanto alla funzione punitiva delle norme, che tolgono la patente o i punti e rischiano di criminalizzare il consumo del vino. Dobbiamo lavorare sulla consapevolezza e sulla libertà del cittadino consumatore”, ha detto il già sindaco di Firenze. Per questo, ha aggiunto, nelle scuole superiori si potrebbe introdurre una riflessione specifica: “Nell’ora di educazione civica si potrebbe parlare di vino tra responsabilità e cultura, attraverso un accordo tra il Ministero dell’Istruzione e quello dell’Agricoltura”.

Infine il tema delle opportunità europee. “Dobbiamo sfruttare meglio le nuove misure del pacchetto vino a livello europeo, che dedicano grande attenzione all’enoturismo. È un settore strategico anche per rafforzare le attività vitivinicole”, ha sottolineato Nardella. 

Il forum, condotto dal giornalista Andrea Pancani, è stato aperto dai rappresentanti di Assoenologi Giovani, che, attraverso Andrea Pizzolato, hanno introdotto i lavori portando il punto di vista delle nuove generazioni di professionisti del vino. Il Forum ha visto numerosi interventi di esperti e rappresentanti del mondo del vino e della ricerca.

Tra questi Carlotta Gori, direttrice generale del Consorzio Vino Chianti Classico, che ha parlato del ruolo del territorio e della responsabilità delle nuove generazioni nella tutela della denominazione; Dario Stefàno, presidente del Centro Studi Enoturismo dell’Università Lumsa di Roma, che ha affrontato il tema delle nuove generazioni tra consumo e cultura del vino; e il medico nutrizionista Giorgio Calabrese, intervenuto sul rapporto tra vino e salute alla luce delle evidenze scientifiche.

Il professor Vincenzo Russo dell’Iulm di Milano ha invece approfondito il tema delle percezioni sociali e delle narrative emotive nel consumo consapevole.

Il ruolo della comunicazione digitale è stato al centro dell’intervento dell’enologo e content creator Niccolò Lazzari, conosciuto sui social come “Amico enologo”. “Per parlare ai giovani bisogna usare gli strumenti giusti e un linguaggio semplice e diretto – ha spiegato – andando incontro ai ragazzi e non pretendendo che siano loro ad avvicinarsi da soli al mondo del vino”.

Durante la giornata è stato inoltre presentato il progetto “Cannonau, un vino giovane”, promosso da Sardegna Ricerche in collaborazione con il BrainLab dello Iulm di Milano, l’Università di Cagliari e lo Ied – Istituto Europeo di Design.

All’incontro hanno partecipato anche rappresentanti dell’associazione e del mondo enologico, tra cui il presidente della sezione Sardegna di Assoenologi Mariano Murru, il presidente della sezione Assoenologi Centro-Orientale Michele Zanardo, nonché vicepresidente nazionale, assieme a Pierluigi Zama e Massimo Tripaldi.

Il forum ha offerto così un’occasione di confronto tra istituzioni, ricerca e mondo produttivo su come costruire un dialogo più efficace con i giovani, promuovendo una cultura del vino basata su conoscenza, responsabilità e consapevolezza.

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