Italia
Rischi in agricoltura, i cambiamenti climatici impongono un cambio di paradigma
Nel 2025 il valore assicurato in Italia è salito a 9,94 miliardi di euro, un +3% rispetto al 2024. Il fondo mutualistico nazionale Agricat, a cui si aderisce in maniera volontaria ma che prevede un prelievo obbligatorio dagli aiuti diretti della Pac agli agricoltori, si va a combinare con le polizze ordinarie
23 febbraio 2026 | 09:00 | C. S.
“Se è vero che il numero di aziende agricole che assicurano colture, allevamenti e strutture contro le calamità naturali sia in continua crescita, seppur molto lenta, alla luce degli evidenti cambiamenti climatici in corso, che sempre più provocano fenomeni meteorologici estremi, ciò risulta però ancora non sufficiente. Da qui il nostro invito anche agli agricoltori umbri a prendere seriamente in considerazione i tanti strumenti attualmente esistenti per la gestione del rischio, e alle istituzioni locali e regionali a far sinergia per creare una vera cultura del rischio tra gli imprenditori agricoli, coinvolgendoli e informandoli sui rischi che si possono correre in questo contesto e sulle tante opportunità esistenti con cui potersi difendere e tutelare”. È contenuto nell’intervento finale del direttore del Cesar (Centro per lo sviluppo agricolo e rurale), Francesco Martella, il messaggio che emerge dal 18esimo Convegno nazionale sulla gestione del rischio in agricoltura di Assisi, che si è svolto mercoledì 18 febbraio, anche quest’anno al teatro Lyrick di Santa Maria degli Angeli alla presenza di centinaia di agricoltori, professionisti ed esperti da tutta Italia. Un evento organizzato, oltre che dal Cesar, da Asnacodi (Associazione nazionale Condifesa) Italia e Dsa3 (Dipartimento di Scienze agrarie, alimentari e ambientali dell’Università degli studi di Perugia), con il patrocinio di Ismea, Fondazione, Ania, Agea e AgriCat.
Tanti gli interventi che si sono succeduti nel corso della mattinata, ognuno dei quali su specifici aspetti del problema, dall’analisi dei cambiamenti climatici alla presentazione e valutazione dell’efficacia degli strumenti pubblici e privati esistenti in questo ambito, dalla presentazione di dati e numeri alla riflessione sugli scenari futuri e gli obiettivi che si stanno portando avanti. Proprio l’assessore alle politiche agricole della Regione Umbria, Simona Meloni, intervenuta nelle fasi conclusive del convegno, ha condiviso le finalità degli organizzatori, rilevando le difficoltà in cui operano, soprattutto, le tante piccole e medie imprese del settore e sottolineando la necessità di recuperare i “ritardi” accumulati in questo ambito. “L’augurio è che – ha affermato dal palco Meloni – le risorse che stiamo investendo e le misure che stiamo adottando con la nuova programmazione rurale in questo campo possano contribuire rapidamente a portare l’Umbria nella media nazionale”. Tra le misure annunciate c’è l’aumento delle risorse per l’ormai prossimo bando sulle consulenze da 2 milioni di euro a 7,5 milioni di euro. “Possiamo anche prendere in considerazione, nei criteri di selezione – ha aggiunto Meloni – del bando investimenti, un’ulteriore premialità per chi si assicura contro i rischi”.
A trarre le conclusioni è stato infine Albano Agabiti, presidente di Asnacodi Italia. “La prima considerazione – ha rilevato – è che nel 2025 è aumentato il valore assicurato e ciò è molto positivo poiché indica una crescita di attenzione degli agricoltori verso una gestione coerente del rischio in questo momento di grandi cambiamenti climatici”. Secondo i dati di Ismea, presentanti nella mattinata, infatti, nel 2025 il valore assicurato in Italia è salito a 9,94 miliardi di euro, un +3% rispetto al 2024. Per quanto riguarda l’ambito specifico delle colture, le aziende assicurate sono state poco più di 57mila (l’8% del totale delle aziende attive) e gli ettari coperti 1,22 milioni (il 10% della superficie nazionale). Agabiti ha anche ricordato le novità della campagna assicurativa 2026: “Da quest’anno – ha spiegato Agabiti – il fondo mutualistico nazionale Agricat, a cui si aderisce in maniera volontaria ma che prevede un prelievo obbligatorio dagli aiuti diretti della Pac agli agricoltori, si va a combinare con le polizze ordinarie: avremo perciò polizze più performanti e a un costo minore, una grande opportunità e un ulteriore strumento per mettersi in protezione dai rischi. Inoltre, quest’anno partono anche le cosiddette polizze smart, polizze semplificate, cioè, che vanno a coprire solo i costi di produzione e non il valore della stessa, uno strumento innovativo per coloro che non si sono mai assicurati e per colture estensive a basso valore di produzione a ettaro. Con queste due importanti novità siamo pronti ad aprire la campagna 2026, quello che chiediamo è sempre una semplificazione della burocrazia”.
Durante il convegno, che si è aperto con i saluti dell presidente del Cesar, Francesco Tei, dell’assessore comunale di Assisi, Scilla Cavanna, e del coordinatore del Comitato interprofessionale, Marco Orsini, oltre a quelli di Martella, Meloni e Agabiti, si sono succeduti gli interventi di Michele Pennucci di Ismea, Giovanni Razeto di AgriCat, Eleonora Longo di Agea, Sonia Cerri del Masaf (Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste), Antonio Frigioni di Radar Meteo, Gael Certain di Swiss Re, Salvatore Parlato di Diagram, Andrea Berti, direttore generale di Asnacodi, Emanuele Fontana di Crédit Agricol, Massimo Tabacchiera, amministratore delegato di AgriCat, Umberto Guidoni, direttore generali di Ania, e Francesco Sofia dell’area digitale di Agea.
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