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Il punto sulla ricerca sui vitigni PIWI

Il punto sulla ricerca sui vitigni PIWI

Le varietà PIWI si stanno ritagliando una nicchia di mercato. Presentato il nuovo progetto di ricerca applicata triennale Spumares per individuare e valutare nel territorio trentino le varietà resistenti selezionate più adatte alla produzione degli spumanti

29 gennaio 2026 | 11:00 | C. S.

Cala il sipario sulla quinta edizione della rassegna dei vini PIWI organizzata dalla Fondazione Edmund Mach. 

Si è svolta con oltre 200 partecipanti presenti, la cerimonia di premiazione delle 141 etichette partecipanti provenienti da tutta Italia e quest'anno, per la prima volta, anche dall’estero. Al centro della manifestazione, patrocinata da PIWI International Italia e Consorzio Innovazione Vite, un seminario che ha riunito ricercatori ed esperti del settore per fare il punto sulle più recenti conoscenze legate alle varietà PIWI: dai sistemi di supporto alle decisioni per la difesa fitosanitaria alle nuove evidenze sulle resistenze a patogeni emergenti fino all’approfondimento su varietà di crescente interesse enologico come il Souvignier gris. Presentato  anche il nuovo progetto di ricerca applicata triennale Spumares cofinanziato dal FEASR nell'ambito del PEI che mira individuare e valutare nel territorio trentino le varietà resistenti selezionate più adatte alla produzione degli spumanti.

Si tratta di un progetto di CIVIT  che coinvolge la FEM come partner tecnico-scientifico, la Cantina di Roverè della Luna e Parsec srl (intervento SRG01 sostegno ai gruppi operativi del PEI AGRI del PSP/CSR 2023-2027).

La fase di valutazione delle 141 etichette in gara, provenienti da tutta Italia e quest’anno anche dall'estero,  si è svolta il 12 e 13 novembre e ha visto coinvolti 30 commissari tra cui ricercatori, enologi, sommelier, assaggiatori e comunicatori del mondo del vino.

L’evento è stato aperto con i saluti istituzionali  del  sostituto direttore generale Maurizio Bottura, del segretario di PIWI International, Christian Waltl, del presidente di CIVIT, Enrico Giovannini e di Piwi-Italia, Marco Stefanini.

Maurizio Bottura ha spiegato che le varietà PIWI si stanno ritagliando una nicchia di mercato nella direzione della sostenibilità e rappresentano una opportunità dal punto di vista tecnico e commerciale.  Per il Consorzio Innovazione Vite, come ha sottolineato il presidente Giovannini, la necessità è aggiornare il Testo Unico del Vino (Legge 12 dicembre 2016, n. 238), al fine di consentire l’utilizzo di vino ottenuto da varietà resistenti alle principali malattie fungine, anche all’interno delle DOC.

Nel 2024 CIVIT ha avviato la procedura di protezione di altri quattro nuovi vitigni PIWI, discendenti da Chardonnay, Lagrein e Schiava, frutto delle attività di miglioramento genetico della FEM.

Spazio nelle relazioni di oggi anche ai sistemi di supporto alle decisioni per ottimizzare la difesa delle varietà resistenti, strumenti digitali che permettono di ottimizzare la difesa delle varietà PIWI, mantenendo un efficace controllo delle malattie e permettendo di ridurre il numero di trattamenti in vigneto. L’esperta Sara Elisabetta Legler ha spiegato che nell’ambito del progetto europeo GrapeBreed4IPM sono stati realizzati studi specifici sulle vitigni tolleranti alle malattie, che hanno consentito di calibrare i modelli esistenti per queste varietà. Le ricercatrici FEM Silvia Vezzulli e Paola Bettinelli hanno  approfondito il tema delle resistenze genetiche nella vite, con un focus sul marciume nero (Black Rot), malattia fungina emergente, con la  presentazione del contributo del Centro Ricerca e Innovzione nello studio dei meccanismi di resistenza e nella loro applicazione pratica all’interno dei programmi di miglioramento genetico, a supporto di una viticoltura più resiliente e sostenibile.  

Tomas Roman del Centro Trasferimento Tecnologico ha proposto un excursus delle attività realizzate negli ultimi 10 anni presso FEM per supportare il sistema produttivo nella valorizzazione del Souvignier gris: dalla caratterizzazione aromatica alla definizione delle caratteristiche sensoriali dei vini prodotti dalla varietà, passando dalle considerazioni enologiche da realizzare in funzione della tipologia di prodotto e fino alla valutazione dei protocolli di vinificazione.

Andrea Panichi docente e  referente organizzativo della rassegna assieme a Marco Stefanini, ha spiegato che le diverse tipologie di vini premiati sono vini bianchi e rossi e a prolungata macerazione, frizzanti, con rifermentazione in bottiglia e con rifermentazione con il metodo Martinotti, oltre a quelli con residuo zuccherino naturale elevato maggiore di 45 g/l. Nell’ambito della cerimonia è stato presentato daĺla giornalista ed esperta enogastronomica Sara Missaglia il volume “I PIWI ad oggi. Guida ai produttori e ai vini”, nuovo strumento di riferimento per tecnici e operatori del settore.  

Nel pomeriggio, sempre a San Michele, si è svolta  anche l’assemblea annuale di PIWI International-Italia, associazione che ha sede presso la FEM e che cerca di supportare tutte le iniziative atte a far conoscere i prodotti identificabili con il marchio PIWI International-It agli addetti al settore e a tutti i potenziali consumatori. Di particolare rilevanza è l’impegno che vede l’associazione coinvolta nella richiesta di poter inserire i vitigni PIWI nei disciplinari delle DOP come previsto nei diversi stati dell’Unione Europea.

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