Italia
Il futuro del biologico nella Grande Distribuzione
Evidenziata una crescita diffusa su tutto il territorio nazionale, con un trend particolarmente sostenuto nel Sud Italia, e un andamento positivo trasversale ai canali distributivi, soprattutto nei supermercati, ipermercati e discount
20 gennaio 2026 | 14:00 | C. S.
“Biologico e GDO: strategie comuni per crescere insieme” è il titolo del convegno organizzato giovedì 15 gennaio da AssoBio nell’ambito di MARCA by BolognaFiere & ADM, l’unica manifestazione italiana dedicata alla marca del distributore, punto di riferimento per la Distribuzione Moderna Organizzata (DMO).
AssoBio e il mondo del biologico sono stati tra i protagonisti del palinsesto di MARCA 2026, confermando il ruolo strategico del biologico all’interno dell’offerta della GDO e nel dialogo tra industria e distribuzione. Accanto al momento di approfondimento e confronto, l’Associazione è stata presente in fiera anche con una collettiva di otto aziende socie: uno spazio condiviso che, nei due giorni di manifestazione, ha fatto da cornice allo storytelling di filiere biologiche trasparenti, sostenibili e orientate all’innovazione, espressione concreta del lavoro e dei valori delle imprese rappresentate.
Ad aprire i lavori del convegno, moderato da Armando Garosci Direttore di Largo Consumo, è stato l’intervento di Nicoletta Maffini, presidente dell’Associazione, che ha inquadrato il contesto di mercato e il valore del biologico come leva di sviluppo sostenibile e di innovazione per la distribuzione moderna.
A seguire, Nicola De Carne, Retail Customer Success Leader di NielsenIQ, ha presentato un’anticipazione dei dati del report dedicato al biologico nella GDO, evidenziando come il biologico non sia più una nicchia, ma un motore di crescita trainato dall’attenzione a salute e sostenibilità.
L’analisi ha evidenziato una crescita diffusa su tutto il territorio nazionale, con un trend particolarmente sostenuto nel Sud Italia, e un andamento positivo trasversale ai canali distributivi, soprattutto nei supermercati, ipermercati e discount. Tra le categorie più performanti si è distinto il fresco, con l’ortofrutta a guidare la crescita, mentre uova e gallette si sono confermate tra i prodotti biologici più venduti. Il biologico ha continuato a crescere in particolare nei nuclei familiari di età più matura.
L’incontro è poi proseguito con una tavola rotonda che ha visto il confronto tra alcuni dei principali attori dell’industria e della distribuzione, con l’obiettivo di mettere a sistema esperienze concrete e progetti virtuosi di filiera agroalimentare biologica e sostenibile.
Il convegno ha rappresentato una piattaforma di confronto strategico su uno dei segmenti più dinamici e sfidanti per la grande distribuzione organizzata, sia per i tassi di crescita del biologico sia per la continua capacità di innovazione che lo caratterizza. Questo scambio ha offerto l’occasione per interpretare i dati di mercato e trasformarli in azioni concrete, proseguendo l’impegno collettivo verso un ampliamento mirato e di valore dell’offerta biologica nella distribuzione italiana.
Nel corso della tavola rotonda, i relatori hanno approfondito le sfide legate al posizionamento e all’identità della marca del distributore, analizzando i percorsi di innovazione e il ruolo strategico dell’offerta a scaffale. Ampio spazio è stato dedicato anche alle strategie di collaborazione tra GDO e produttori, individuate come leva fondamentale per costruire sinergie win-win, ampliare l’assortimento e favorire uno sviluppo strutturato e sostenibile del mercato biologico.
Sara Caggiati, Direttrice Marketing Coop Italia: «La condivisione delle informazioni è davvero efficace quando si fonda su dati affidabili e consente a tutti gli attori della filiera di partire dalla stessa lettura del mercato e dei bisogni del consumatore. È da qui che nascono un’offerta più pertinente, un’innovazione più mirata e una comunicazione più chiara, capaci di generare valore reale per le persone e relazioni più solide con i partner industriali».
Renato Calabrese, Amministratore Delegato Probios: «Creare una sinergia win-win tra produttori e GDO è possibile quando ciascun attore riconosce il valore dell’intera filiera che porta il prodotto fino al consumatore finale. Il produttore, in particolare, è chiamato a sviluppare proposte in grado di integrare e qualificare l’offerta, superando approcci basati su sensazioni o preconcetti legati alle singole piazze. È attraverso innovazione, test commerciali concreti e l’analisi dei dati di consumo che emergono spesso opportunità di creazione del valore».
Roberto Comolli, Direttore Generale Food 5.0 CRAI: «In Crai abbiamo ampliato alcune categorie chiave che sono centrali nella nostra strategia. Non lo comunichiamo in modo aggressivo, magari solo con una fogliolina discreta, perché è giusto che sia la qualità a parlare. Il biologico, per noi, non è solo un’etichetta, ma un approccio agricolo e una scelta di prodotto. Dove il bio non è possibile, lavoriamo comunque su alternative virtuose. L’ambizione sarebbe avere tutti gli ingredienti bio: sappiamo che non è sempre realizzabile, ma resta l’orizzonte verso cui tendere».
Paolo Pari, Direttore Marketing Canova – Almaverde Bio: «Occorre collaborare in modo strutturato, superando i limiti attuali degli assortimenti e della semplice replica del convenzionale in chiave bio. Il biologico può proporre innovazione e supportare di una strategia di scaffale che vada oltre il prezzo e lo sconto. Considerando l’elevata penetrazione del bio nelle famiglie italiane, esiste ancora una potenzialità inespressa che può essere sviluppata attraverso un approccio più dinamico e orientato al valore».
Nicoletta Maffini, Presidente AssoBio: «I dati confermano che nel 2025 il biologico nella GDO italiana è cresciuto a volume e valore molto maggiore del convenzionale. È un segnale chiaro di una maggiore attenzione dei consumatori alla salute e alla prevenzione, in una società che invecchia e che riconosce sempre di più il ruolo fondamentale della sana alimentazione come aspetto fondamentale per il benessere. Attualmente però sono solo trenta le categorie merceologiche che la GDO tratta quindi riteniamo che le potenzialità di sviluppo siano importanti. È necessario ampliare l’offerta e creare maggiori sinergie anche attraverso l’innovazione e test di prodotto. Come Assobio, insieme a FederBio e Consorzio Il Biologico, abbiamo inoltre contribuito a promuovere una ricerca sulla dieta mediterranea biologica che evidenzia benefici significativi già dopo un mese. Continueremo a lavorare con le Istituzioni, a livello nazionale ed europeo, e con tutti gli attori della filiera per sostenere un settore strategico per la salute dei cittadini e per il futuro del sistema agroalimentare».
L’evento ha confermato il ruolo di AssoBio come interlocutore di riferimento nel dialogo tra filiera biologica e Grande Distribuzione, in un contesto di mercato in continua evoluzione e sempre più orientato alla sostenibilità e alla qualità dell’offerta.
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