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L'olio marchigiano dell'Alto Maceratese sfila a Firenze

L'olio marchigiano dell'Alto Maceratese sfila a Firenze

Cultivar di olivo tipiche delle Marche in trasferta a Firenze in occasione della fiera di beachwear Maredamare, per presentarsi a un pubblico business e di appassionati, all'insegna della creatività made in Italy, non solo nell'abbigliamento.

28 luglio 2025 | 20:18 | C S

Le cultivar di olivo tipiche delle Marche in trasferta nel capoluogo toscano per presentarsi a un pubblico business e di appassionati: è stato in occasione della 18° edizione di Maredamare, fiera di beachwear tenutasi a Firenze, in Fortezza da Basso, che l’olivicoltura marchigiana ha lanciato un ponte tra agricoltura e moda, facendosi conoscere da una platea di buyer principalmente stranieri rimasti colpiti da questa curiosa presenza che rappresenta, al pari dell’abbigliamento mare, una creatività made in Italy di nicchia.

A raccontarlo ci hanno pensato due aziende produttrici - Associazione Coroncina (Pievefavera) e Ultimo Piceno di Simone Fattobene (S. Severino Marche) – che hanno esposto ai visitatori italiani, ma anche provenienti da Europa, Giappone ed Emirati Arabi, le particolarità degli oli. È stato inoltre possibile conoscerli più a fondo tramite l’assaggio grazie alle masterclass guidate dal capopanel Giulio Scatolini. Molto soddisfatti gli organizzatori della fiera il cui presidente, Alessandro Legnaioli, sta valutando di ripetere l’iniziativa anche il prossimo anno tanto che il programma verrà definito nei dettagli in occasione della consueta “Festa dell’olio nuovo” in programma a S. Severino Marche sabato 29 novembre presso il ristorante Due Torri.

Un accostamento tra moda e food che può sembrare insolito ma contribuisce ad aprire nuovi contatti e mercati per uno dei più caratteristici prodotti marchigiani, l’olio. Per questa occasione infatti è stata la zona sud-occidentale della provincia di Macerata a raccontare le proprie produzioni, in qualità di Comunanza Extravergine dell’Alto Maceratese. Ultimo Piceno, azienda agricola di Simone Fattobene produttrice anche di birra, ha mostrato la gamma di oli da varietà quali Pocciolo, Borgiona, Piantone di Falerone, Piantone di Mogliano, Orbetana, Bosana e Coroncina, cultivar meno nota - geneticamente simile alla sarda Bosana, alla Peranzana foggiana e alla molisana Cerasa di Montenero - valorizzata dal progetto portato avanti dall’Associazione Coroncina, altro espositore in fiera.

La Coroncina è la varietà autoctona specifica dei comuni di Serrapetrona, Caldarola, Belforte del Chienti, Camporotondo di Fiastrone e Cessapalombo, attraversati dal fiume Chienti che confluisce nel lago artificiale di Caccamo, uno dei due che alimenta la vicina centrale idroelettrica. La vallata del Chienti, detta “della Coroncina”, è stata l’ambiente ideale affinché questa particolare cultivar si radicasse al meglio sviluppando lo spiccato sentore di carciofo.

Nelle vicinanze del lago Caccamo si trova inoltre l’area archeologica di Pievefavera, sulla via che da Roma, lungo la Flaminia, andava verso la costa adriatica. Una via di comunicazione che nell’antichità, durante l’Età del Ferro, era punto nevralgico per connettere i Piceni e la Dalmazia: l’area del Piceno era infatti un luogo importante di lavorazione e commercio di manufatti in ambra, ricercata per monili e ornamenti di moda. Una regione che, se vogliamo, si distingueva già per la ricerca dell’eleganza!

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