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Innovazione, agricoltura e cambiamento climatico: la sfida per gli agronomi

Innovazione, agricoltura e cambiamento climatico: la sfida per gli agronomi

È quantomai urgente pianificare gli interventi, dalla raccolta alla progettazione degli invasi, dalla riduzione degli sprechi e delle perdite, fino alle scelte colturali e alle tecnologie impiantistiche di irrigazione

20 giugno 2025 | 10:00 | C. S.

Le notizie che giungono nell’aula magna dell’Università di Sassari, dove si è svolta l’Assemblea nazionale dell’Ordine dei dottori agronomi e dei dottori forestali, non inducono all’ottimismo: una lunga primavera siccitosa, gli invasi vuoti e la piaga degli incendi che si è nuovamente fatta sentire.

“Non si può parlare di emergenza, ma di condizione che si replica ciclicamente e che, probabilmente, accadrà sempre più frequentemente” con questa consapevolezza i circa 80 dottori agronomi e dei dottori forestali provenienti da tutt’Italia hanno discusso di futuro dell’agricoltura, della zootecnia, della selvicoltura come anche di territorio, programmazione e sostenibilità. 

LA GIORNATA

A introdurre i lavori della giornata, i saluti istituzionali del Rettore dell’Università di Sassari, Gavino Mariotti, dell’Assessore regionale all’agricoltura, Gianfranco Satta e del Vicesindaco di Sassari Gianluigi Salis.

Gavino Mariotti, Rettore dell’Università di Sassari: "Aprire l'aula magna significa aprire l'istituzione universitaria, cosa che ritengo strategica per l'università e per il territorio. Farlo con i rappresentanti di un organismo qualificato com'è l'ordine dei dottori agronomi e dottori forestali lo è ancora di più. L'università e l'ordine possono collaborare per progettare, per ideare azioni da svolgere assieme diventando attori capaci e autonomi nell’intervenire sulla realtà"

Gian Franco Satta, Assessore regionale all’agricoltura- "Davanti a questa platea voglio sottolineare tre punti in particolare, che rappresentano tre criticità per il comparto agricolo regionale. 

Innanzitutto, la semplificazione, perché la burocrazia rappresenta il primo ostacolo per le imprese agricole, diventando concausa della poca innovazione e della poca digitalizzazione delle aziende.

La seconda tematica è il ricambio generazionale. La senilizzazione del lavoro agricolo è uno dei principali problemi, basti pensare che in Sardegna il numero delle imprese agricole guidate da un under35 è minore del 10%. Un dato che ha effetti sia sulla manodopera, ma soprattutto sulla propensione a innovare e innovarsi.

L'ultimo punto che voglio sottolineare è l’accesso al credito, perché senza la disponibilità finanziaria non si può fare impresa. Come Regione Sardegna stiamo lavorando per dare la possibilità alle imprese di accedere al credito con maggiore facilità"

Vicesindaco di Sassari Gianluigi Salis - "Cambiamenti climatici e transizione energetica sono questioni che impattano anche un'amministrazione locale. A voi, in quanto professionisti, chiedo un contributo di idee e suggestioni per poter far crescere questa città e questo territorio"

Successivamente, il Presidente di ISMEA Livio Proietti è intervenuto - “Gli agronomi sono interlocutori strategici: oggi l’agricoltura è uno dei principali motori del PIL nazionale, con oltre 70 miliardi di export nel 2024. 

Ricollegandomi a quanto detto dall’assessore Satta, voglio evidenziare come, anche per ISMEA, sia centrale l’impegno per contrastare l’invecchiamento del comparto, sostenere i giovani, le università e la cultura dell’imprenditore agricolo.”

A conclusione della parte istituzionale, l’Intervento di Andrea Rocchi, Presidente CREA – “Dobbiamo costruire un trait d'union tra ricerca e professionisti, che con la loro capacità di trasferire le competenze in campo rendono effettivo il lavoro di chi fa ricerca. Parallelamente, auspico di continuare a fare sistema con l’Ordine, perché chi idea e realizza i progetti di ricerca ha bisogno costante del contributo e dello sguardo del tecnico impegnato quotidianamente. Solo col confronto tra questi due sguardi si può dare concretezza ai risultati.”

L’assemblea è proseguita sviscerando questioni ordinistiche e tematiche d’attualità più stringenti.

“Quando una situazione si ripresenta più volte, ciclicamente, non può essere definita un’emergenza. Tutte le proiezioni ci indicano che la Sardegna si appresta a vivere i prossimi anni con lunghi periodi siccitosi, con ampie porzioni di territorio a rischio desertificazione, con gli incendi sempre più frequenti: è il momento di pianificare il territorio e programmare gli interventi, innanzitutto quelli necessari a prevenire o ridurre gli effetti. Basta progetti pensati solo per la fase critica ed emergenziale.” - commenta Mauro Uniformi, presidente Consiglio dell’Ordine nazionale dei dottori agronomi e dei dottori forestali – “La Sardegna, compresa la sua economia agricola, ha le potenzialità per diventare una laboratorio di buone pratiche di adattamento al clima che cambia” 

“L’agricoltura e la zootecnia regionale rischiano di avere un’altra annata molto complicata. Gli incendi hanno già fatto la loro presenza, gli invasi sono vuoti e, se ancora non si può ancora parlare di emergenza siccità, la direzione è quella.” – ha sottolineato Mauro Salis, presidente dell’Ordine dottori agronomi e dei dottori forestali di Sassari – “Assieme ai colleghi, dottori agronomi e dottori forestali, provenienti da tutta Italia abbiamo confrontato le diverse realtà nazionali sulle scelte di pianificazione territoriale, di gestione delle emergenze, fino ad arrivare alle scelte colturali o al contributo dell’innovazione tecnologica. Oggi abbiamo la capacità di prevedere i fenomeni e pianificare le azioni, coniugando competenze e conoscenze specialistiche con tecnologie innovative.”

“È quantomai urgente pianificare gli interventi, dalla raccolta alla progettazione degli invasi, dalla riduzione degli sprechi e delle perdite, fino alle scelte colturali e alle tecnologie impiantistiche di irrigazione. L’acqua è una risorsa, da gestire in modo oculato e in Sardegna sarà sempre meno disponibile, con piogge concentrate in brevi periodi e lunghe siccità.” - commenta Luigi Ledda, Consigliere CONAF - La carenza d’acqua negli invasi, che oggi vediamo già a giugno è la base per i conflitti sulla distribuzione: residenti, turisti, agricoltori e allevatori vorranno spartirsi una risorsa troppo scarsa. E dobbiamo pensare anche a nuove fonti di approvvigionamento, com’è il riuso agricolo delle acque di depurazione. Come agronomi e forestali, collaboriamo con le Università, compresa quella di Sassari, in un progetto europeo sul tema.”

Prossimo appuntamento sarà il Congresso nazionale di Roma, che si svolgerà contestualmente alla Giornata giubilare dell’agroalimentare, a Roma il 5 novembre 2024.

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